martedì, Settembre 21

Grecia, nuove scissioni da Syriza field_506ffbaa4a8d4

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Il grande evento della giornata è la visita ufficiale in Russia (la terza in un anno) del Presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, prima tappa del tour asiatico che proseguirà in Cina, Singapore e Indonesia. Arrivato martedì notte a Mosca, Sisi ha incontrato l’omologo russo Vladimir Putin, con il quale ha discusso della situazione in Medio Oriente e della cooperazione economico-commerciale bilaterale.
Il primo incontro nella ‘tre giorni’ del leader egiziano è stato, subito dopo il suo arrivo a Mosca, quello con il principe ereditario degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al-Nahyan, che si trova in Russia in viaggio d’affari. I due hanno discusso del rafforzamento delle relazioni e della diffusione del terrorismo nella regione, secondo quanto reso noto dalla presidenza egiziana. In seguito, c’è stato un incontro con il Presidente della Duma, Sergey Naryshkin, con il quale ha affrontato le questioni di carattere bilaterale. Secondo i media arabi e russi, al centro della visita nella Federazione vi è la cooperazione militare, quella in campo energetico, il tema degli investimenti e la crisi siriana. Nella delegazione dal Cairo è presente anche il Ministro dell’Energia, Mohamed Shaker. Ci si aspetta che i due Paesi chiudano un accordo sulla costruzione di una centrale nucleare a Daba.
Egitto e Russia hanno deciso di compiere sforzi congiunti per alleviare l’impatto di fattori esterni e portare l’interscambio commerciale nella direzione di una crescita sostenuta: tra le misure concrete per stimolare l’economia è presa in considerazione la possibile creazione di una zona di libero scambio tra l’Unione doganale euroasiatica e l’Egitto, con l’uso delle valute nazionali nelle transazioni reciproche.
Sul piano della sicurezza internazionale, Putin e Sisi concordano sulla formazione di una larga coalizione antiterrorismo che comprenda anche la Siria. «E’ stato sottolineato che è di essenziale importanza creare un largo fronte anti-terrorismo che coinvolga i player chiave internazionali dai paesi della regione, inclusa la Siria», ha dichiarato Putin in una conferenza stampa trasmessa in diretta tv dopo l’incontro con Sisi. E proprio dalla Siria giunge una dichiarazione del presidente Bashar al Assad, il quale ha «forte fiducia» nel fatto che la Russia continuerà a sostenerlo perché Mosca, fin dai tempi dell’Unione Sovietica, non ha mai abbandonato i suoi alleati, mentre gli Usa «abbandonano i loro alleati, abbandonano i loro amici».
Tornando alla Russia, Putin deve fare i contri con la difficile situazione economica del Paese, che sta vivendo una nuova pesante svalutazione della moneta nazionale, sotto il peso del calo del prezzo del petrolio. Il Presidente ha discusso con il Governo l’adozione di nuove misure di emergenza per sostenere l’economica interna, iniziative che permettano di affrontare il nuovo ciclo di curi finanziaria globale e prevengano il panico tra i cittadini.
Nel lunedì nero dei mercati, questa settimana, sono crollate le Borse prima di Asia, poi di Russia e Stati Uniti, sullo sfondo del continuo calo dei prezzi del petrolio. In un’intervista rilasciata ieri, il capo della Commissione economica della Duma, Anatoly Aksakov, ha spiegato che il Governo russo deve affrontare e risolvere problemi di carattere strategico: interrompere la dipendenza del Paese dal petrolio e per questo concentrare le risorse di bilancio e della Banca centrale sugli investimenti, che devono stimolare la crescita economica. Secondo alcuni economisti intervistati dallo stesso quotidiano, il compito principale ora è garantire alle aziende liquidità, evitando una serie di bancarotte e il panico tra la popolazione.
Pochi giorni fa, il Premier Dmitri Medvedev ha esortato i russi a non preoccuparsi della crisi economica, garantendo che il rublo tornerà al suo valore medio. Ma la maggior parte dei cittadini si aspetta dal governo un programma di azione concreto e coerente.

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