giovedì, Ottobre 28

Grecia, nuove scissioni da Syriza field_506ffbaa4a8d4

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La Grecia si prepara alle elezioni anticipate previste per il 20 settembre. Il Presidente della Repubblica greco, Prokopis Pavlopoulos, sembra determinato a sciogliere il Parlamento e a nominare venerdì un Governo tecnico ad interim in cui sarà probabilmente il Presidente della Corte Suprema, Vasiliki Thanou, a fungere da primo ministro. Secondo i media greci è questa l’ipotesi più realizzabile qualora, come appare ormai quasi scontato, Panagiotis Lafazanis, ex Ministro dell’Energia e leader del neopartito Unione Popolare -nata la settimana scorsa dall’abbandono di 25 deputati di Syriza- non riuscirà a formare entro domani un nuovo Governo con l’attuale Parlamento.
Sarebbero intanto già in corso colloqui fra la Presidenza della Repubblica e i candidati a Ministeri cruciali quali Economia, Esteri e Difesa mentre da fonti vicine all’esecutivo si è appreso che -salvo qualche rara eccezione- a nessuno degli attuali Ministri sarebbe rinnovato l’incarico. Qualora dovessero presentarsi eventuali emergenze, come un vertice a livello europeo, il Paese sarà rappresentato dal capo dello Stato.
Intanto, prosegue l’emorragia dei quadri all’interno del partito Syriza. Nella giornata odierna ben 53 membri del Comitato Centrale di Syriza (sinistra radicale, al governo), tra cui l’eurodeputato Nikos Chountis, si sono dimessi criticando duramente l’inversione a ‘U’ fatta dalla dirigenza del partito circa le promesse elettorali fatte lo scorso gennaio ai greci e attaccando inoltre la decisione del premier uscente di indire elezioni anticipate senza aver previamente consultato il Comitato Centrale del partito.
Si tratta dell’ennesimo scossone dopo che, nei giorni scorsi, diversi esponenti anche di spicco hanno annunciato l’abbandondo della formazione del premier Tsipras. Dopo la scissione guidata dall’ex Ministro Lafazanis, lunedì si è dimesso Tasos Koronakis, Segretario del partito e stretto alleato dell’ex Premier Alexis Tsipras. La stampa dà per probabile che la controversa Presidente della Camera Zoe Constantopoulou creerà un partito proprio con altri fuoriusciti dalla stessa Syriza. Da sempre ferocemente contraria alle posizioni assunte dall’ex Premier Alexis Tsipras nei confronti del terzo memorandum per il salvataggio della Grecia, la presidente prevede di collaborare con Unità Popolare. Constantopoulou sarebbe anche in trattative con l’ex europarlamentare di Syriza Manolis Glezos, 92 anni, mitica figura della Resistenza ellenica all’invasione nazista della Grecia durante la Seconda Guerra Mondiale.
Anche la vice Ministro per la Politica migratoria, Tasia Christodoulopoulou, e suo marito, il vice Ministro della Marina mercantile, Thodoris Dritsas, hanno reso noto che non correranno con Syriza alle prossime elezioni. Christodoulopoulou è stata il bersaglio di feroci critiche per l’incompetente ed inesistente gestione da parte del governo dell’ondata migratoria che questa estate ha travolto diverse isole dell’Egeo orientale. Insieme con loro, altri due esponenti di Syriza, la deputata Iro Dioti (di Larisa) e il collega Kostas Dermitzakis (di Lasithi) hanno rilasciato dichiarazioni in cui spiegano i motivi che li hanno indotti a lasciare il partito.
Per recuperare consensi senza però contravvenire agli impegni già presi con i creditori, Syriza presenterà al voto con un programma «parallelo, realistico e adattato» che non sia in conflitto con gli accordi di salvataggio firmati dalla Grecia con i creditori internazionali, ma che punti a controbilanciare le ripercussioni più dure per le fasce più deboli della società. Lo ha reso noto la portavoce del Governo Olga Gerovasili.
Secondo gli ultimi sondaggi, il partito di Governo è sempre più tallonato da Nea Dimokratia (centrodestra). In base alla ricerca, Syriza ha ricevuto il 24% dei voti favorevoli degli intervistati, mentre Nea Dimokratia ha ottenuto il 22%. Alle elezioni del gennaio 2015 Syriza ottenne il 36,3% contro il il 27,8% di Nea Dimokratia. Il partito filonazista Chrysi Avgh (Alba Dorata) ha ottenuto il 6% dei voti, seguito da To Potami (il Fiume, di centro) con il 5,5%. Il partito comunista greco (Kke), il socialista Pasok e l’appena costituito Unità Popolare, guidato dall’ex ministro dell’Energia Panagiotis Lafazanis, hanno ricevuto ciascuno il 4,5% delle preferenze. L’Unione centrista, che non è attualmente nel Parlamento, ha ottenuto il 4% dei voti, mentre Greci Indipendenti (An.El) che compone l’attuale coalizione di governo con Syriza, ha ricevuto solo il 3,5%.

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