lunedì, Ottobre 18

Grecia, l'omofobica field_506ffbaa4a8d4

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Atene – Le leggi greche e, soprattutto, la struttura e i valori della società greca non riescono a evitare la violenza omofobica, e i reati a sfondo omofobico aumentano ad Atene. Nel mese di gennaio 2016 sono stati registrati 30 casi. Abbiamo incontrato Thanasis Theophilopoulos, coordinatore del progetto Tell us di Colour Youth, una ONG LGBTQ con sede ad Atene. Il progetto è stato finanziato da EEA Grants che, a sua volta, riceve fondi dall’Islanda, il Liechtenstein e la Norvegia. Diretto dalla Fondazione Bodosakis, è parte del progetto We are all citizens. La ONG sta cercando finanziamenti.

Con lo slogan ‘Fai fruttare la tua esperienza‘, il progetto vuole combattere la discriminazione e la violenza basate sull’orientamento sessuale, l’identità di genere e l’espressione. Le vittime raccontano le proprie esperienze in modo anonimo e i rapporti vengono usati dall’organizzazione per permettere alle autorità di agire. ‘Colour Youth’ offre sostegno legale e psicologico gratuito in un momento di recessione, fatto che rappresenta per le vittime un ulteriore sprone a confessare. Secondo gli studi di ‘Tell us’, il numero di attacchi omofobici in Grecia non è diminuito. Tra il 1º aprile 2014 e il 30 novembre 2015, Colour Youth ha segnalato 101 attacchi contro 140 persone. Novantasei casi sono stati denunciati dalle stesse vittime. I testimoni oculari si sono presentati a dichiarare solo in cinque casi. La stragrande maggioranza delle vittime ha affermato di aver subito una qualche violenza. Solo cinque hanno segnalato atti di discriminazione. La maggioranza degli attacchi omofobici e transfobici, 52, è stata verbale ed è avvenuta in pubblico. Si sono verificati anche altri incidenti che includono la violenza fisica e sessuale. Quattordici di questi sono avvenuti in ambienti privati come case e uffici. Nove attacchi si sono verificati in mezzi di trasporto e altrettanti in casa delle vittime a opera dei loro stessi familiari. Otto incidenti sono avvenuti negli uffici pubblici, sei online e due al telefono.

Il progetto permette per la prima volta ai testimoni oculari di dichiarare perché si possa registrare il fenomeno della violenza omofobica. Purtroppo, il numero di persone che si son fatte avanti è troppo ridotto e i testimoni mantengono il silenzio o addirittura si congratulano con gli aggressori, dando loro più coraggio per attaccare nei luoghi pubblici sotto gli occhi di tutti. “Non possiamo sapere se ci sia stato un aumento degli attacchi omofobici perché è da appena un anno che abbiamo una documentazione sistematica dei casi di violenza razzista e omofobica“, sottolinea Theophilopoulos. Le ragioni sono varie. “Prima di tutto, la società greca è molto conservatrice e intollerante verso le differenze. A scuola, il regno del bullismo contro tutto ciò che è diverso, il tema della sessualità e dei valori umanitari principali non viene insegnato. Un altro aspetto importante è la retorica dell’odio usata anche dagli attori istituzionali, politici e religiosi, fatto che giustifica la violenza dei cittadini. Inoltre, la giustizia greca è estremamente lenta con agenti di polizia implicati in incidenti di violenza razzista. Tutto ciò crea un terreno fertile per la violenza razzista e, in particolare, per quella omofobica“. “Un importante aspetto negativo è la mancanza di strutture per accogliere le vittime. Abbiamo rifugiati a cause dell’orientamento sessuale“, dice Theophilopoulos.

Resta da vedere se la discussione e la ratificazione delle unioni civili per le coppie omosessuali rafforzerà l’odio omofobico. La ratificazione delle unioni civili per gli omossessuali può solo essere considerata positivamente e i legislatori greci devono fare un passo avanti e legiferare il riconoscimento legale dell’identità sessuale. Una democrazia deve rispondere alla violenza e al razzismo con più democrazia“, dice Thanasis Theophilopoulos a L’Indro. Un altro sostegno alla violenza omofobica è dato dall’aumento dei partiti di estrema destra nel paese. “Insieme alle idee razziste profondamente radicate nella società greca, questi giustificano l’odio contro qualsiasi cosa sia diversa. Il fatto che il partito nazista sia rappresentato in parlamento, nonostante sia perseguito, indica come riceva comunque dei voti“. La legge contro il razzismo ha limitato la violenza omofobica? è una domanda che ci si pone spesso. “La legge contro il razzismo è uno sviluppo positivo in questa direzione, ma abbiamo bisogno di leggi più vincolanti per i discorsi razzisti. La legge riguarda il reato ma non la violenza verbale se questa non sfocia in un reato. In Grecia esistono le leggi, ma il problema sta nel farle rispettare“, risponde Thanasis Theophilopoulos.

 Secondo Theophilopoulos, “il bullismo omofobico a scuola non è qualcosa di nuovo. La società scientifica e i mezzi di comunicazione trattano i fatti in modo superficiale, mettendo in risalto i problemi psicologici della vittima e dell’aggressore, ma il bullismo si basa anche su stereotipi sociali riprodotti nella scuola“. Per quanto riguarda il ruolo dei mezzi di comunicazione greci, Theophilopoulos osserva come abbiano iniziato a occuparsi del problema della violenza e della discriminazione omofobica e transfobica in modo accettabile. Nonostante ciò, una percezione erronea della comunità LGBT, diffusa in gran parte dal mondo dello spettacolo, viene trasmessa dai mezzi di comunicazione senza che vi sia una risposta dall’altra parte. “In altri paesi, le notizie vengono diffuse maggiormente e la società civile è più attivaNegli ultimi anni, lo Stato ha messo in atto delle misure contro l’esclusione dei gruppi vulnerabili. Resta da fare ancora tanto, come una formazione costante degli agenti di polizia, un intervento costante contro gli aggressori e l’innovazione del settore educativo: formazione degli insegnanti e misure contro il bullismo. Per concludere, la collaborazione tra lo Stato e la società civile è estremamente necessaria“.

 

Traduzione di Emma Becciu

 

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