domenica, Aprile 18

Grecia: il turismo a rischio migranti field_506ffbaa4a8d4

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Atene – La delicata questione dei migranti che sbarcano nel Paese potrebbe avere delle ripercussioni sul turismo greco, il settore economico dal quale ci si attendono i risultati migliori in questa fase di pesante crisi. Secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim), in Grecia, nel 2015, sono arrivati 821.008 profughi, e, solo nei primi 18 giorni di gennaio 2016 erano arrivati, via mare, 31.244 migranti, pari a circa 21 volte gli arrivi dell’intero mese di gennaio del 2015, quando furono registrati dalla guardia costiera 1.472 richiedenti asilo. L’Oim lancia l’allarme: si stima che il numero di arrivi marittimi in Grecia nel 2016 possa superare in modo significativo il record del 2015.

La situazione potrebbe scoraggiare i turisti rispetto dal scegliere la Grecia come meta delle proprie vacanze? Lo abbiamo chiesto a Dimitris Laloumis, professore associato e direttore del Dipartimento di Gestione aziendale, Divisione di Management del Turismo e dell’ospitalità dell’Istituto d’Istruzione Tecnologico (Technological Educational Institute, TEI) di Atene.

 

Professor Laloumis, quali saranno gli effetti negativi della crisi dei rifugiati sul turismo proveniente dall’estero?

Stando ai dati di cui disponiamo al momento, la crisi dei rifugiati ha già causato una battuta d’arresto, ma potrebbe avere effetti ancor più negativi in seguito. Il turismo è un ‘prodotto’ delicato. Le cattive notizie producono sempre effetti negativi. Questo perché le cattive notizie si diffondono più facilmente di quelle positive, e perché il consumatore ha molte  alternative. I turisti scelgono di viaggiare per divertirsi, pertanto è molto probabile che cerchino un’altra destinazione che non disturbi il loro ‘nirvana’ turistico. Inoltre, i dati hanno evidenziato che la sicurezza è una questione molto importante. Finora, la gestione della crisi dei rifugiati è stata esaminata in termini di crisi umanitaria. Tuttavia, essa rappresenta anche un argomento economico, politico e culturale molto importante. Finché non sarà analizzata in quest’ottica, non possiamo essere ottimisti.

Qual è l’impatto potenziale sulle entrate e sull’occupazione?

La Grecia presenta livelli di disoccupazione molto elevati, con una percentuale significativa della popolazione che vive al di sotto della soglia della povertà. Il turismo, l’unico settore che abbia mostrato gli elementi della sostenibilità, al momento è colpito in vari modi, uno dei quali è la questione dei rifugiati. Le conseguenze sulla disoccupazione e sulle entrate sono ovviamente inevitabili.

Quali regioni della Grecia mostrano il maggiore calo delle prenotazioni?

Con l’aumento dei rischi, la cancellazione delle prenotazioni in alcune isole si avvicina al 40%. Le notizie negative hanno uno strano potere di diffusione nello spazio e nel tempo. La guerra nel Golfo Persico, per esempio, ha ridotto il traffico turistico nell’Egeo, e l’attacco terroristico a Bali, nel 1996, dissuade ancora oggi i turisti dal visitare l’isola. Gli effetti della gestione dell’enorme flusso di rifugiati colpiscono prevalentemente le isole dell’Egeo orientale, Atene, meno, le Cicladi, mentre favoriscono leggermente le Isole Ionie.

Sono stati osservati aumenti delle prenotazioni quando i migranti hanno iniziato a ritornare in Turchia?

Il mercato reagisce in ritardo. La crisi dei rifugiati ha causato una riduzione degli arrivi per quest’anno e per alcuni anni a venire.

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