venerdì, Ottobre 22

Grecia: il rompicapo dei licenziamenti field_506ffb1d3dbe2

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Atene
– Entro la fine dell’anno i licenziamenti nel settore pubblico greco saranno 15.000, un numero che rischia di far venire il mal di testa al Primo Ministro Antonis Samaras. A oggi sono già stati fatti 8.500 licenziamenti di dipendenti pubblici, e altri 6.500 sono previsti nei prossimi sei mesi.

Il Governo dovrà tenere conto di eventuali e imprevedibili ritardi, molto comuni in Grecia, come dimostra il caso recente degli amministratori universitari. Secondo la programmazione, nel periodo 2013 -2014 ci saranno 15.000 licenziamenti in tutto.

Nel 2013 ce ne sono stati 3.600 e nella prima metà del 2014, 5.000. La somma include 500 manifestanti, 1.400 sorveglianti delle scuole, 2500 lavoratori di EOPYY (l’Ente nazionale per la prestazione dei servizi sanitari), 200 addetti della polizia municipale, 100 insegnanti degli EPAL, 100 incarichi in meno derivanti dalla soppressione di 21 enti morali di diritto privato e 100 da esuberi di diversi dipartimenti.

Secondo i piani del Ministero delle riforme amministrative, i 6.500 licenziamenti che saranno effettuati nel corso dei prossimi sei mesi deriveranno: dall’esame dei casi disciplinari -nel primo semestre del 2014 sono stati rilevati 500 casi di truffa; dagli audit condotti dalla Commissione di controllo della Pubblica Amministrazione, che ha il compito di individuare i dipendenti resi abili al lavoro tramite certificati falsi; dalle verifiche condotte sulle conversioni illecite di contratti a tempo indeterminato (decreto dell’ex Ministro Prokopis Pavlopoulos); dai funzionari in mobilità, che dopo otto mesi non siano stati ricollocati in nuove posizioni; dalla riduzione del personale delle ‘grandi’ aziende di diritto privato.

Secondo un’esclusiva di ‘Mnimonion’, i dipendenti che lavorano nei servizi pubblici e che vogliono passare al settore privato in outsourcing verranno licenziati. Il piano del Governo, che esamina nel dettaglio quali servizi saranno affidati a imprese private a basso costo, sarà definito alla fine di dicembre 2014. Inoltre, ci sarà un’applicazione più rigorosa della normativa che  prevede un periodo di prova di due anni per ciascun nuovo dipendente pubblico, prima che possa essere stabilizzato.

Il Governo, in particolare il Ministro della Riforma amministrativa Kyriakos Mitsotakis, insiste circa gli obblighi dello Stato verso la Troika, per quanto riguarda il settore pubblico, e la ristrutturazione viene considerata un ostacolo da superare. Mitsotakis ha sottolineato la necessità di rispettare le scadenze fissate, per garantire queste ultime riforme. Con lo stesso tono, il Sottosegretario alle Riforme amministrative Evi Christophilopoulou, in una recente intervista, ha osservato che il grande ‘aut aut’ dell’ultima negoziazione con la Troika è quello sull’attuazione degli impegni.

Al contempo, il sintetico disegno di legge del DEI (consorzio delle Imprese pubbliche per l’energia elettrica) e la più approfondita relazione di presentazione alla Commissione parlamentare competente, hanno fatto scaturire nuove ipotesi di prossimi licenziamenti di personale del settore. C’è chi ancora parla di un ‘serio problema’ nelle regole. Il portavoce del Governo, Sophia Voultepsi, ha negato queste voci.

Il rapporto tra il Governo greco e i suoi funzionari è improntato a questioni di interesse elettoralistico. Secondo una larga parte dell’opinione pubblica, se il Governo non avesse bisogno del voto popolare, avrebbe già licenziato una gran parte dei suoi funzionari, o almeno quelli che sono entrati nel settore pubblico con procedure controverse.

Il conseguimento di un avanzo primario ha permesso al Primo Ministro Antonis Samaras di dimenticare per un breve periodo la questione dei licenziamenti nel settore pubblico. Ma è una fase effimera. Dato che le elezioni sono il gioco che il sistema politico greco (Governo e opposizione) conosce meglio, i licenziamenti e l’elezione del Presidente della Repubblica ora sono il vero rompicapo da risolvere, per il Primo Ministro.

 

Traduzione di Valeria Noli @valeria_noli

 

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