sabato, 28 Gennaio
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Grecia, divisioni all’interno di Syriza

Atene La sessione del Parlamento greco durata tutta la notte lo scorso mercoledì è stata un vero e proprio test per provare la capacità del Governo di raggiungere i requisiti preliminari per ottenere un nuovo prestito di 86 miliardi di euro dal Meccanismo Europeo di Stabilità e rinsaldare, almeno per il momento, la terribile situazione economica. Tra le condizioni preliminari su cui il Parlamento è stato chiamato ad esprimersi vi è la famosa idea del Ministro dell’Economia tedesco Wolfgang Schäuble di creare un nuovo Fondo, in cui depositare una somma pari a 50 miliardi di euro, per la privatizzazione e la vendita della proprietà pubblica in Grecia. A ciò si aggiunge anche la necessità di modificare il Codice giuridico, in particolare per quanto riguarda la confisca di proprietà privata per debito.

Un’ulteriore difficile condizione, che riguarda la tassazione degli agricoltori, è stata rinviata al fine di facilitare la presa in esame dei precedenti punti. Le procedure parlamentari sono state portate avanti in un clima politico pesante. Il presidente del Parlamento Zoe Konstantopoulou, membro del partito in carica di Syriza, ha criticato la procedura straordinaria in quanto violerebbe le leggi parlamentari e democratiche. In una lettera al primo Ministro e al Presidente della Repubblica, Konstantopoulou ha reso nota la sua opposizione denunciando il bilancio proposto quasi come un coup d’état contro l’ordine costituzionale e la sovranità del popolo. Tuttavia il bilancio è stato approvato con un’ampia maggioranza di 220 voti, numero che include anche i voti dei partiti all’opposizione (Nuova Demorazia, Pasok e Potami) che hanno appoggiato il Governo e il mantenimento della Grecia all’interno dell’Eurozona.

Al contrario, ancora una volta è stata confermata la divisione del partito al Governo Syriza. Circa 37 deputati, che rappresentano l’ala sinistra del governo, non hanno votato a favore o hanno deciso di astenersi. Il governo si trova così nella curiosa posizione di godere del supporto dei partiti all’opposizione ma non dell’appoggio di una parte considerevole dei suoi deputati. Il partito di coalizione Anel di Panos Kammenos rimane fermo nella sua decisione di supportare il Primo Ministro.

I deputati di sinistra accusano il Primo Ministro di sottomettersi ai ricatti dei creditori e accettare un nuovo accordo che, secondo gli standard dei precedenti “Memorandum”, risulterebbe anche peggiore e non porterebbe ad alcuna soluzione per uscire dalla crisi, in particolare per quanto riguarda la questione del debito pubblico. Il partito denuncia nello specifico la violazione della sovranità nazionale e popolare, l’ulteriore recessione che le nuove rigide misure causeranno all’economia greca, la svendita del patrimonio nazionale e la mancanza di qualsiasi prospettiva di sviluppo o ricostruzione dell’economia.

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