mercoledì, 1 Febbraio
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Grecia, attese per stasera le dimissioni Tsipras

In Siria sono stati 181, tra i quali 18 bambini o ragazzi minorenni, gli uccisi in raid aerei governativi siriani in una sola settimana in aree controllate dai ribelli a Est di Damasco. Il bilancio, reso noto oggi dall’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), si riferisce a bombardamenti che hanno colpito dal 12 al 19 agosto in particolare i centri di Harasta, Erbin, Hammuriyya, Saqba e Kafr Batna nella Ghuta orientale, alle porte della capitale siriana. I feriti sono stati 500, tra i quali decine di minorenni.
Circa 5.500 civili, di cui 1.122 minori, sono stati uccisi in bombardamenti aerei governativi in Siria negli ultimi 10 mesi. Negli stessi attacchi sono stati molto inferiori, pari a 2.698, i morti tra i ribelli, l’Is e il Fronte al Nusra, la branca siriana di Al Qaida.

In Nigeria oltre 150 civili sarebbero stati massacrati mentre cercavano di scappare da Boko Haram nella città nigeriana di Kukuwa-Gari, nello stato di Yobe. È quanto sostengono alcuni media locali, ma l’esercito nigeriano ha affermato che la notizia non può essere comprovata.
Da parte sua, il colonnello Sani Usman, portavoce dell’esercito, oltre a ribadire l’impegno delle forze nigeriane contro il gruppo  terroristico, ha riferito che le truppe hanno arrestato due membri chiave di Boko Haram a Geidam. I due, ha precisato, sono stati interrogati dalle autorità.

Per chiudere, è morto a 93 anni, in Germania, il socialdemocratico Egon Bahr: figura di riferimento e pioniere della Ostpolitik, assieme a Willy Brandt. Nato in Turingia nel 1922, fu responsabile delle politiche di ‘normalizzazione’ dei rapporti con Varsavia e Mosca, durante la Guerra fredda. Bahr è ricordato come il promotore dell’avvicinamento della Germania di Bonn all’ex DDR. Ricoprì ruoli decisivi negli anni ’70, come segretario di Stato in cancelleria, come ministro per gli Affari speciali e come ministro per la Cooperazione economica.
Con la sua morte «perdiamo un coraggioso ed instancabile campione di pace, libertà e comprensione dell’Europa» che, «come architetto dell’Ostpolitik, insieme a Willy Brandt ha cambiato la Germania e l’Europa e ha fatto la Storia», così il presidente dell’Europarlamento Martin Schulz.

 

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