mercoledì, Maggio 19

Grandi idee russe per l’ Artico

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Si chiude oggi la due giorni del Forum internazionale sull’Artico, ‘L’Artico – Territorio del dialogo. Che si tiene a Arkhangelsk, luogo simbolo degli eventi e degli individui che hanno aperto le latitudini polari al mondo.

Al centro dei colloqui vi è la cooperazione internazionale e interregionale nell’Artide nei settori delle sicurezza e della tecnologia, dei rapporti commerciali e dell’energia, lo sviluppo del potenziale turistico della regione, le infrastrutture di trasporto, nonché la formazione per lo sviluppo della regione artica.
Protagonista dell’incontro, il Presidente russo Vladimir Putin, accompagnato da una nutrita delegazione ministeriale. L’Artico, infatti, è una regione strategica per l’economia futura della Russia, per le risorse energetiche e minerarie che possiede. Le risorse naturali concentrate in questa regione  -quelle minerarie sono stimate in circa 30 trilioni di dollari-,  «sono di fondamentale importanza per l’economia russa», ha ribadito Putin all’apertura dei lavori. L’importanza strategica dell’Artico sta aumentando sempre più. L’attenzione di molte Nazioni si concentra sull’Artico come una regione il cui benessere determina il clima globale, un tesoro della natura unica e, naturalmente, una regione con un enorme potenziale economico e di opportunità future. Preservare l’Artico come un territorio di dialogo costruttivo, di sviluppo e  cooperazione è una questione di fondamentale importanza, ha sottolineato Putin.  La Russia è rimasta aperta ad un «ampio partenariato con le altre nazioni per realizzare progetti reciprocamente vantaggiosi».
La Russia, che rappresenta circa un terzo della zona artica, è consapevole della sua particolare responsabilità per questo territorio. «Il nostro obiettivo è garantire il suo sviluppo sostenibile, creare un’infrastruttura moderna, sviluppare le risorse naturali, rafforzare il potenziale industriale, migliorare la qualità della vita per il popolo del Nord, mantenere la loro cultura e le tradizioni uniche e insieme preservare la diversità biologica e i fragili ecosistemi».

Dal Ministero dell’Economia sono emersi i dettagli del progetto Lider, la più grande e potente nave rompighiaccio del mondo.  Costerà oltre un miliardo di euro e i suoi motori a propulsione nucleare sprigioneranno una potenza da 120 Mw,  il doppio dell’attuale rompighiaccio più grande del pianeta, Arktika,  sempre di fabbricazione russa. Lider sarà in grado di rompere uno strato di ghiaccio spesso 4,3 metri e potrà navigare. «Se pensiamo a sviluppare seriamente le rotte artiche, allora abbiamo bisogno di una rompighiaccio che ci permetta il passaggio a queste latitudini tutto l’anno. Un mezzo del genere, poi, permetterà di guidare una carovana di imbarcazioni lungo il mare ghiacciato e quindi più navi potranno navigare in queste regioni», affermano dal Ministero, le cui previsioni prospettano un traffico merci previsto nella regione artica pari a circa 40 milioni di tonnellate entro il 2025,  per effetto anche dei nuovi giacimenti di idrocarburi che entreranno in funzione nella penisola di Yamal.

Intanto, ieri, è stata accolta, con una cerimonia ufficiale al porto di Sabetta -infrastruttura ancora in fase di costruzione sulle sponde della baia dell’Ob, nella regione autonoma di Yamal-Nenets- la prima nave rompighiaccio per il trasporto di gas naturale liquefatto (Gnl) al mondo, la Christophe de Margerie, che servirà il progetto del consorzio russo-francese-cinese, Yamal Lng, l’impianto per la liquefazione di gas più a nord del pianeta. 300 metri di lunghezza, è destinata a consegnare in Asia ed Europa, attraverso la rotta del Mare del Nord, il gas naturale liquefatto (Gnl) estratto da uno dei più grandi giacimenti al mondo, quello del campo di Sud Tambey, nella penisola di Yamal.
«E’ un evento molto importante», ha dettoPutin collegato in teleconferenza da Arkhangelsk. «La Russia ha tutte le caratteristiche per diventare il più grande produttore di gas naturale liquefatto al mondo. Oggi i mercati energetici globali non sono nelle migliori condizioni, ma crediamo che la richiesta di risorse energetiche crescerà e per questo qui stiamo lavorando in prospettiva», ha aggiunto.
Yamal Lng è stato voluto direttamente dal Cremlino per garantire sbocchi commerciali al mega giacimento di gas di Yamal, scoperto in Siberia, a cui sta lavorando la compagnia Novatek, il più grande produttore privato di gas russo.
Operatore del progetto è il consorzio composto da Novatek (50,1%), la francese Total (20%), i cinesi di Cnpc (20%) e il Fondo di investimento Silk Road (9,9%).

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