mercoledì, Dicembre 1

Gran Bretagna: Theresa May nuovo premier field_506ffbaa4a8d4

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In Gran Bretagna è stato il grande giorno di Theresa May, incoronata nuova leader del partito Tory e soprattutto pronta a subentrare già da domani a David Cameron come primo ministro. La May sarà la seconda donna a varcare la porta di Downing Street dopo Margaret Thatcher. Nel suo primo discorso non ha negato che il Paese, dopo il referendum del 23 giugno che ha sancito la Brexit, affronterà ‘tempi incerti’ a livello politico ed economico, ma non ha per nulla mostrato pessimismo, anzi, ha confermato che la sua sarà una leadership «forte e di esperienza per negoziare il miglior accordo possibile per l’uscita dalla Gran Bretagna dall’Ue e forgiare il nostro nuovo ruolo nel mondo». «Brexit significa Brexit e noi ne faremo un successo», ha confermato la May, che poi ha allargato il suo discorso parlando delle questioni interne, confermano di voler puntare ad una maggiore equità fiscale, sulla riduzione delle disparità di reddito fra i banchieri e i cittadini comuni, oltre al voler dare spazio «ai lavoratori nella governance delle aziende». Mentre da Berlino arriva l’ennesima stilettata da parte della cancelliera Angela Merkel:  «Il Regno Unito deve chiarire rapidamente come vuole plasmare il futuro delle sue relazioni con l’Unione europea». E nonostante la ‘rottura amara con Londra, la Merkel conferma il suo ottimismo: «Sono convinta che l’Unione europea sia abbastanza forte per sopportare anche questa rottura».

Negli Usa invece la tensione non ne vuole sapere di venire meno. Altre due sparatorie probabilmente a sfondo razziale: la prima a Baltimora, dove un afroamericano di 24 anni ha sparato durante una veglia di preghiera per la vittima di una sparatoria. Secondo le autorità cinque persone sono rimaste ferite, in modo non grave, mentre non si conosce al momento il vero movente del gesto. Altre cinque persone sono state arrestate dopo aver aperto il fuoco sulla polizia a Washington all’alba. Per fortuna in questo caso non ci sono stati feriti. A Dallas intanto è la giornata dei funerali dei poliziotti uccisi dal cecchino. Nella notte una veglia mentre le proteste continuano in diverse città come Atlanta e Chicago. Il presidente Barack Obama, presente ai funerali, ha promesso di trovare soluzioni per rafforzare la sicurezza pubblica e ridurre le tensioni fra la polizia e le comunità in cui lavorano.

In Michigan intanto altro grave episodio. Un uomo, che stava per essere portato in carcere, si è impossessato della pistola di un poliziotto e gli ha sparato contro, uccidendo lui e il suo collega. Ad intervenire altri agenti, che poi hanno colpito mortalmente l’uomo. Ferite altre due persone. Si sta cercando di capire esattamente la dinamica della sparatoria, come ha fatto sapere lo sceriffo della contea di Berrien, Paul BaileyDonald Trump è intervenuto sulla vicenda e ha dichiarato: «Le ostilità contro la polizia devono finire». Ma il magnate newyorkese è anche intervenuto sull’edorsement di Bernie Sanders nei confronti della rivale democratica Hillary Clinton, avvenuto oggi: «Bernie Sanders, che ha perso gran parte della sua influenza, si è svenduto totalmente alla corrotta Hillary Clinton». Intanto il senatore del Vermont, intervenuto accanto alla ex first lady in un comizio nel New Hampshire, ha ammesso: «Sarà il prossimo presidente degli Stati Uniti. E’ il miglior candidato per il Paese». «La mia rivoluzione politica continuerà, ma è lei che ha vinto la maggioranza dei delegati per ottenere la nomination», il commento di Sanders, che è voluto andare oltre spiegando la sua scelta: «Il futuro sarà modellato da quello che succederà l’8 novembre, più di qualsiasi altro evento mondiale. Clinton deve diventare la nostra prossima presidente. Tutti possiamo essere d’accordo sul fatto che possa essere fatto molto di più: troppi americani sono ancora esclusi; c’è troppa povertà, troppa disperazione. Assieme continueremo a lottare per un governo che ci rappresenti tutti, non solo l’1%». E Hillary lo ha ringraziato: «Insieme con lui siamo più forti».

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