sabato, Luglio 24

Gran Bretagna, scontro con l’Europa per i diritti dei cittadini Ue

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«Vogliamo rassicurare tutti i cittadini Ue che risiedono legalmente in Gran Bretagna sul fatto che vogliamo che rimangano qui». E’ questo il messaggio che ha lanciato la premier Theresa May riferendo ai Comuni sulla proposta britannica nei negoziati sulla Brexit per garantire i diritti dei cittadini europei residenti in Gran Bretagna.

Il primo ministro però vuole il principio di reciprocità: gli stessi diritti garantiti ai cittadini Ue nel Regno devono infatti essere riconosciuti dai Paesi europei per i lavoratori britannici nel continente. Il sistema ideato dalla May permetterà agli europei che vivono da oltre 5 anni nel Regno Unito di godere di una piena cittadinanza in particolare per quanto riguarda l’accesso alla sanità, ai benefit e al sistema previdenziale. Ogni cittadino Ue che ha vissuto per un periodo inferiore nel Paese potrà farne domanda una volta superati i cinque anni di residenza. A nessuno di quelli che si trovano ora legalmente nel Regno sarà chiesto di andarsene dopo la Brexit.

A lanciare un messaggio chiaro il capo negoziatore della Ue Michel Barnier: «Il nostro obiettivo per i diritti degli europei è lo stesso livello di protezione di cui godono sotto le leggi Ue. C’è bisogno di più ambizione, chiarezza e garanzie rispetto alla posizione espressa dal Regno Unito». E a contestare la May è anche il leader dell’opposizione laburista Jeremy Corbyn: «Utilizza la gente come merce di scambio. La sua non è affatto una offerta generosa. Il primo ministro ha trascinato la questione dei cittadini Ue e delle famiglie nelle complesse e delicate trattative sulle nostre future relazioni commerciali con l’Unione, che per sua stessa ammissione potrebbero fallire».

Intanto i dati di Deloitte preoccupano. Una percentuale elevata, ben il 47% dei lavoratori altamente qualificati di provenienza europea, pensa di considerare un addio al Paese già nei prossimi cinque anni. Il 15% di questa categoria ha detto di voler lasciare la Gran Bretagna già nei prossimi 12 mesi. Anche tra la forza lavoro meno qualificata non è da meno: il 27% degli interrogati ha detto di considerare l’ipotesi di lasciare la Gran Bretagna già entro i prossimi 5 anni. La tendenza è analoga anche tra i lavoratori extra-Ue: il 27% dei meno qualificati se ne andrebbe entro cinque anni mentre tra chi ha una professione altamente qualificata si arriva al 38%.

(video tratto dal canale Youtube del Telegraph)

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