sabato, Maggio 8

Gran Bretagna: gli immigrati che nessuno vuole

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Il Governo britannico ha deciso di espellere dal paese 29.000 immigrati nigeriani. Tale decisione rischia di essere intesa come una ‘pulizia etnica addolcita’, trattandosi di una espulsione di massa di immigrati appartenenti a uno specifico Paese. La notizia è stata diffusa dal sito di informazione nigeriano ‘Premium Times‘, che è ora sotto attacco telematico: il sito è momentaneamente oscurato. Il Governo britannico sembra registrare un particolare astio verso gli immigrati nigeriani. Tra il gennaio 2011 e il gennaio 2012 si sono registrate 492 deportazioni. L’operazione, eseguita dalla UK Border Agency (l’ente statale di controllo dei flussi migratori) fu codificata con il nome di ‘Operazione Majestic‘. Durante le deportazioni, sei nigeriani trovarono la morte in circostanze mai chiarite. Questo è quanto riportato da Stop Deportation, un’associazione di attivisti che monitora le attività della UK Border Agency in collaborazione con l’associazione britannica Corporate Watch. Le due associazioni pubblicarono nel 2013 un rapporto di 48 pagine sulle espulsioni collettive avvenute in Gran Bretagna.

L’Ambasciatore nigeriano a Londra, Olukunle Bamgbose, ha aperto un contenzioso con il Governo inglese sulla decisione di deportare i 29.000 concittadini. Tramite il suo Ambasciatore a Londra il Governo nigeriano ha imposto una serie di condizioni: le autorità inglesi si devono assicurare che tutti i deportati siano in buone condizioni di salute per affrontare il viaggio,e che le deportazioni avvengano con motivazioni precise comunicate al Governo nigeriano. Quest’ultimo si riserva il diritto di verificare se i deportati possano essere reintegrati nelle loro comunità di origine. «È un argomento delicato. Tra i deportati vi sono molti immigrati che vivono da oltre 30 anni in Gran Bretagna. Non possiamo pensare che persone che hanno vissuto per così lungo tempo in un Paese straniero possano reinserirsi facilmente nella loro società d’origine. Potrebbero costituire un problema sociale per la Nigeria» sottolinea l’Ambasciatore Bamgbose.

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