giovedì, Luglio 29

Governo, Parlamento, Leggi. Calendario ragionato del 2016

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Con l’approvazione alla Camera dei Deputati in prima lettura conforme (identica cioè al testo uscito dal Senato) del Disegno di Legge costituzionale per la ‘Riforma istituzionale’ (testualmente: ’Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione’), con al centro la ridefinizione del ruolo del Senato, in sostanza la sua marginalizzazione, inizia veramente il 2016 politico. Che ruota attorno all’approvazione definitiva di questa legge dopo la ‘seconda conforme’ dei due rami del Parlamento, presumibilmente entro Aprile, ed il Referendum confermativo nel prossimo Autunno, «ad Ottobre» come ha previsto il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Referendum, in realtà, su di lui ed il suo operato, come lo stesso vuole e come comunque è inevitabile che sia.

A partire da quanto abbiamo già indicato ne ‘il Contrappunto’ del 24 Dicembre 2015, ‘2016: che Leggi che fa’, tracciamo il quadro dell’attività politica, e di Istituzioni, Governo, Parlamento, che ci attende. E che, periodicamente e puntualmente, riproporremo aggiornato.

In primo piano, appena superato questo passaggio, il rinnovo delle Presidenze delle Commissioni Parlamentari del Senato, fissato per Mercoledì 20 Gennaio, a metà legislatura (molto inoltrata in verità), questione già risolta alla Camera a Dicembre 2015. Le Presidenze dovrebbero sostanzialmente essere tutte confermate ad eccezione di due, ricoperte da esponenti di Forza Italia: la Giustizia di Nitto Palma e la Lavori pubblici di Altero Matteoli. Una sarà data ad ‘Area popolare’: probabile Antonio Gentile, già Sottosegretario per quattro giorni all’esordio del Governo Renzi. ‘Scivolato’ allora su una questione di libertà di stampa, ma ora ‘tutto è perdonato’, se non per francescana misericordia almeno per nostrana concordia. Riconfermati i due Presidenti appartenenti alla minoranza Pd, Massimo Muchetti all’Industria e Vannino Chiti alle Politiche europee. Immarcescibile Roberto Formigoni, sempre ‘Area popolare’, presidente dell’AgricolturaMolte però, certamente troppe, le aspettative. E le conseguenti delusioni.

Il Governo continua intanto ad essere orbo di Ministri, Viceministri e Sottosegretari. E bisognerà finalmente provvedere. Ministero degli Affari regionali e autonomie, vacante da quasi un anno e strapromesso al Nuovo Centro Destra. Più il posto da Vice Ministro dell’Economia ‘liberato’ dalla ascesa del suo titolare alla ‘cabina di regia’ di Palazzo Chigi e l’analogo agli Esteri, così come qualche scranno da Sottosegretario. In particolare ‘attendono’, affamati di posti se non proprio, subito, di Governo almeno di sottogoverno gli uomini, e le donne, dell’ALA di Denis Verdini, la fantastica (in tutti i sensi) operazione politica tutta ‘toscana’ che sorregge corposamente, specie al Senato, la compagine governativa. E che sarà utile anche Martedì 19 Gennaio, quando alla Camera si voterà l’ennesima, con ogni probabilità comunque nuovamente perdente, ‘Mozione di sfiducia’ al Ministro per i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi. E famiglia. Con Renzi che ha già annunciato la propria presenza in Aula.

Tempi allungati, su quasi tutto il fronte, per le numerose ‘Leggi di civiltà’: Unioni civili, Autodeterminazione e fine vita, Legalizzazione di sostanze stupefacenti, Immigrazione clandestina, Diritto di cittadinanza e ius soli, Reato di tortura. Causa, formale, l’acquiescenza al partito del Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ed in parte, ma solo in parte, alla restante ‘area centrista’. Anche se in realtà con loro Renzi ha fatto un eccellente affare, tipo compri due e paghi uno, e magari pure con ulteriore sconto. Ché quando c’è qualche contrattempo è ottimo dar loro soddisfazione mediatica, e contemporaneamente a se stesso, verso l’esterno, preziosa giustificazione.

Per il resto. Alla Camera si ricomincia con la conversione del Decreto Legge per la cessione dei Complessi aziendali dell’ILVA. Alla ripresa dei lavori al Senato si affronta invece subito la Riforma degli appalti, con il ‘Codice’ in attesa della terza (e ultima) lettura, questione niente affatto marginale. Anzi uno dei ‘tasti delicati’ del Sistema Italia. Approvazione del ‘solito’ Decreto Milleproroghe, varato dal Governo a fine anno, dentro cui si celano molti nodi spinosi. Quindi Riforma delle BCC, la galassia delle Banche di Credito Cooperative, che vedrà impegnato il Parlamento nel suo complesso. Ma è tutta la questione del ‘comparto bancario’ che non scomparirà dall’orizzonte, del Governo e del Parlamento. Ovviamente. E poi. Omicidio stradale: il via libera definitivo potrebbe arrivare a breve. Prescrizione e terzo settore: diventate priorità per il governo dopo la deflagrazione dello scandalo Mafia Capitale che ha investito le Cooperative. Di ogni settore. Conflitto d’interessi: l’11 dicembre la commissione Affari costituzionali di Montecitorio ha approvato il Testo base. Ma sul fatto che questi ultimi due provvedimenti procedano effettivamente in maniera rapida c’è più di un dubbio.

Ultima, ma non ultima, la questione delle Città metropolitane. Secondo quanto previsto dalla ‘Legge Delrio‘, entro Aprile prossimo il Parlamento ha il compito di varare la specifica Legge elettorale con cui dovranno andare al voto le tre principali entità di questo genere: Roma, Milano e Napoli. Scarse possibilità che accada realmente. In ogni caso da un lato ci sono gli atti governativi ed i voti parlamentari, dall’altro gli altrettanto, e ancor più delicati voti dei cittadini. Quanto prima il Governo deve fissare la data delle Amministrative di Primavera: 1291 Comuni piccoli e grandi, da Milano a Napoli, appunto, passando per Torino, Bolzano, Bologna e Cagliari, con i conseguenti eventuali ballottaggi due settimane dopo. Scelta non da poco, con influenza sull’afflusso alle urne. E la difficile, ma non totalmente escludibile, ipotesi di far slittare il periglioso voto per il Comune di Roma. E’ la prima ‘scommessa elettorale’ che attende i Presidente Renzi, in attesa del supposto plebiscito autunnale.

 

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