mercoledì, Maggio 12

Governo, giornata di tregua image

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Il presidente del Consiglio Enrico Letta chiede la fiducia al Senato

Giornata di tregua nel governo. La legge di stabilità è passata alla Camera col voto di fiducia (350 si, 196 no e un astenuto). Con Enrico Letta a Bruxelles, a monitorare e gestire l’iter della votazione in Parlamento è stato il ministro dei rapporti con il Parlamento Dario Franceschini. In una nota congiunta dei gruppi parlamentari, il M5S scrive che la fiducia è stata posta «per salvare le marchette e per tutelare le lobby. Ci sarebbe stata l’occasione per migliorare un provvedimento fondamentale per il nostro Paese, ma la maggioranza delle larghe intese ha deciso di non farlo» si legge nel comunicato.

Franceschini ha spiegato in aula i motivi che hanno costretto il governo a porre la fiducia. «Se ci fosse stato dai gruppi di opposizione un ragionamento di riduzione volontaria degli emendamenti – ha affermato – avremmo potuto fare una discussione in aula mentre invece questo ritiro è stato condizionato alla denuncia di presunte illegittimità definite “marchette o schifezze” quando invece si tratta di emendamenti legittimamente approvati dalla commissione secondo le procedure vigenti».

Secondo il ministro Fabrizio Saccomanni la legge appena approvata rappresenta «un punto di inversione rispetto alle finanziarie del passato». «I saldi, ha aggiunto – sono rimasti invariati, anzi forse c’è stato un leggero aumento delle risorse disponibili». Il premier, da Bruxelles dove è impegnato nel vertice UE, parla anche della “gestazione” della legge durante la conferenza stampa. «C’è voluta la vecchia, sana, pazienza del padre di famiglia. Tutti chiedono, ma la somma del “tutti chiedono” vuol dire la bancarotta dello Stato italiano». Presidente, a chi si riferisce? «Lo dico a chi in Italia preferirebbe in questa fase che ci fosse un Babbo Natale, invece servono scelte equilibrate». «Siamo ancora nel mezzo di un mare tempestoso – ha aggiunto – in cui è necessario fare un passo per volta».

Messaggi che il premier ripete in tutte le conferenze stampa da molti mesi a questa parte ma che probabilmente non sono stati recepiti adeguatamente viste le recenti critiche di imprenditori,  sindacati e Comuni. Inevitabile la domanda sul rapporto con Renzi e altrettanto scontata la risposta: «Lattesa di tensioni e sfracelli tra Renzi e me è totalmente fuori luogo. Stiamo dimostrando che c’è un’intesa sulle cose concrete, che continuerà. Riusciremo a fare le cose necessarie per uscire dalla crisi senza ripiombare negli avvitamenti che sono sempre possibili». Letta, quindi abbassa i toni e, dopo l’emendamento sulla google tax ritirato dal governo, concede a Renzi una seconda vittoria ammettendo che l’emendamento del governo che puniva gli enti locali che combattono il gioco d’azzardo è «sbagliato». 

In Forza Italia nel frattempo si insedia il nuovo Coordinatore dei Club di Forza Italia, Marcello Fiori, che intervistato da Minoli a Radio 24, parla di «Forza Italia come prima autoriforma della politica» che avrà, fra le altre cose, come punto di forza «l’amore degli italiani per gli animali». Un altro punto di forza saranno gli anziani «che aiutano i figli che magari sono precari, che portano i bambini a scuola e che se ne occupano. Quindi altro che rottamazione generazionale. Grande rispetto per queste persone che portano avanti la baracca». 

 

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