venerdì, Aprile 23

Governo-FIOM: il giorno dopo Dopo le cariche alla manifestazione di ieri, il Governo gioca la carta della distensione nella vertenza AST

0

renzi-incontra-landini


Dopo
le tensioni tra Governo e sindacati dei giorni scorsi, culminate nella giornata di ieri a Roma con gli scontri per le cariche della polizia al corteo degli operai della Acciai Speciali di Terni, oggi un segnale che promette distensione. Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha incontrato a Palazzo Chigi una delegazione della AST; accanto a lui il Ministro dello Sviluppo Federica Guidi. In merito ai gravi fatti di ieri, il Premier ha assicurato «Faremo le verifiche e poi gli atti saranno conseguenti».Sulla vertenza del polo dell’acciaio di Terni, Renzi ha tenuto a precisare che il Governo è più che disponibile a «un confronto serio e nel merito», ribadendo più volte che «non vogliamo fare a meno del sindacato nelle trattative sindacali», perché «l‘imperativo morale è portare a casa la vertenza AST». Al termine dell’incontro il Ministro Guidi dichiarato che un nuovo incontro tra le parti è stato fissato per la settimana prossima e che «AST si è detta disponibile a rafforzare il piano industriale. Contando le mobilità volontarie, circa 140, restano sul tavolo circa 140-150 esuberi».

Approfittando del momento di difficoltà del Governo, dai microfoni di ‘Radio Anch’io‘ il Segretario della CGIL Susanna Camusso ha portato un nuovo affondo verso contro Renzi: «Il Presidente del Consiglio dovrebbe provare ad abbassare i manganelli dell’ordine pubblico». Sulla stessa il segretario della FIOM Maurizio Landini, presente all’incontro di Palazzo Chigi: «ciò che è avvenuto ieri non deve più ripetersi, è una pagina negativa. Bisogna fare tutti i chiarimenti affinché questi episodi non si ripetano mai più. È interesse di tutti poter manifestare e che la polizia faccia il suo dovere».

Riferendo al Senato sugli scontri di ieri, il Ministro dell’Interno Angelino Alfano ha detto «Esprimo personale solidarietà ai lavoratori dell’AST e della polizia feriti ieri». «Serve un senso di responsabilità di tutti» ha aggiunto «per evitare una scintilla che rischierebbe di innescare pericolose derive». Parole un po’ anguillesche, quelle del Ministro che in un passaggio enigmatico del suo intervento è arrivato a dirsi amareggiato per il fatto che «una questione centrale come il lavoro stia diventando scenario di contrapposizione tra lavoratori»

Alla Camera, il Ministro degli Affari Esteri Federica Mogherini ha rassegnato le proprie dimissioni da parlamentare: nei prossimi giorni, infatti subentrerà nella carica di Commissario per la Politica Estera e Sicurezza Comune della UE, incarico che implica la vicepresidenza della Commissione Europea. Il gruppo del PD a Montecitorio ha tributato un applauso a Mogherini, che ha ringraziato i suoi colleghi e ha chiosato: «Per me non è un addio ma un arrivederci».
Nel contempo, si registra un vivo fermento attorno al nome del successore alla guida del MAE. Oggi il Premier Renzi è salito al Quirinale per consultarsi col Presidente Giorgio Napolitano sull’argomento, ma sui contenuti dell’incontro vige uno stretto riserbo che è stato interpretato dagli addetti ai lavori come segnale del fatto che il nuovo nome è ancora in alto mare. Quello che è certo, invece, è che durante il colloquio sono stati toccati anche sui temi dell’agenda di Governo e dell’attività parlamentare, come la legge elettorale e l’elezione dei due giudici della Consulta e del membro laico del CSM.

Giulio Tremonti è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Milano. L’accusa è di corruzione, reato che avrebbe commesso nel 2009, quando era Ministro dell’Economia, con il versamento di 2,4 mln di euro da Finmeccanica, controllata dal Ministero, a Vitali Romagnoli Piccardi & Associati, lo studio tributarista dal quale Tremonti era formalmente uscito al momento della sua nomina a ministro e del quale è nuovamente socio. Il versamento avrebbe avuto come contropartita l’ammorbidimento della iniziale contrarietà di Tremonti all’acquisto da parte di Finmeccanica della società DRS, fornitrice del Pentagono, per 3,4 mld. Secondo la Procura, la parcella professionale saldata da Finmeccanica al summenzionato studio tributarista per la consulenza sugli aspetti fiscali dell’acquisizione di DRS maschererebbe in realtà una tangente.
L’ex Ministro ha dichiarato «Non ho mai chiesto o sollecitato nulla ed in nessun modo da Finmeccanica. Anche per questo, come sempre, ho assoluta fiducia nella giustizia». Oltre a Tremonti, sono indagati anche Alessandro Pansa e Pierfrancesco Guarguaglini, rispettivamente ex Direttore ed ex Presidente di Finmeccanica ed Enrico Vitali. Tra i provvedimenti disposti dalla Procura c’è pure la perquisizione dello studio Vitali Romagnoli Piccardi & Associati.

Il TAR della Campania si è pronunciato sul ricorso presentato da Luigi de Magistris relativo alla sua sospensione dalla carica di Sindaco di Napoli per effetto della Legge Severino: il tribunale ha revocato il provvedimento di sospensione, ravvedendo una possibile fondatezza del ricorso e inoltrando gli atti del ricorso alla Corte Costituzionale per verificare la legittimità o meno degli articoli 10 e 11 del DL 235. A eseguire il provvedimento di sospensione era stato il Prefetto di Napoli dopo la condanna in primo grado di de Magistris per l’inchiesta ‘Why not’.Reintegrato nelle funzioni di Sindaco di Napoli,l’ex magistrato è stato accolto da grida e applausi al suo ingresso a Palazzo San Giacomo. «Sono emozionato» ha dichiarato de Magistris «era un provvedimento molto atteso». «In questo mese» ha detto «sono stato quasi esclusivamente per strada e questo mi ha molto rigenerato e rappresenterà una svolta nel mio modo di fare il sindaco nei prossimi mesi. Meglio stare tra la gente che a palazzo». «La mia è una vicenda surreale» ha proseguito «Ho subito troppe ingiustizie da uomo delle istituzioni una delle più grandi dal CSM presieduto dal Capo dello Stato». Una frase indubbiamente ‘forte’, quest’ultima; ma si sa che l’emozione è talvolta pessima consigliera. Il reintegro, ha concluso de Magistris, «in parte lenisce la ferita che le istituzioni mi avevano inferto. Nonostante tutto resto un uomo delle istituzioni, sebbene in pochi dalle istituzioni in questi giorni si siano fatti sentire».

Giornata doppiamente positiva per il Governo alla Camera. L’Aula ha prima approvato con 291 voti a favore e 151 contrari il nuovo DEF, modificato sulla base delle indicazioni arrivate la scorsa settimana da Bruxelles, poi ha dato il via libera al DL ‘Sblocca Italia‘: 278 sì, 161 i no e 7 gli astenuti. Il testo del DL dovrà essere discusso nelle prossime settimane dal Senato.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->