lunedì, Giugno 21

Governo: dopo Cottarelli il diluvio A rotta di collo verso elezioni anticipate. Forse

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«Habemus Cottarelli». Mister spending review’ di fatto incarna quel ‘Governo di garanzia’ già evocato dallo stesso Capo dello Stato, Sergio Mattarella, nel periodo più acuto della crisi. Un Esecutivo che dovrebbe chiedere una sorta di fiducia limitata, con la eventuale ‘Garanzia presidenziale’, oltre che dello stesso Carlo Cottarelli, di dimissioni e scioglimento delle Camere a fine dicembre, una volta approvata una Legge di Bilancio light che permetta di evitare l’esercizio provvisorio e l’aumento dell’Iva. E poi ritorno al voto nel febbraio 2019. Solo che per realizzare questo pur ridottissimo programma servirebbe la fiducia del Parlamento e, ad oggi, sembra molto difficile. Se Cottarelli non passasse l’esame delle Camere si aprirebbe anche un problema tecnico-politico: come arrivare almeno a fine settembre ed evitare il voto ad agosto?

Se Mattarella sciogliesse subito le Camere, ipotizziamo entro i primi di giugno, bisogna calcolare da quel momento un massimo di 70 giorni per il ritorno alle urne. Arriveremmo esattamente a Ferragosto. Servirà quindi un escamotage politico, ad esempio una mozione congiunta di tutte le forze politiche, che permetta a Cottarelli di galleggiare qualche settimana pur sfiduciato. Emerge intanto come sia stato fatto anche un estremo tentativo di mediazione per superare il ‘nodo Savona’: il Presidente Mattarella ha chiesto al Professor Giuseppe Conte di iniziare il suo mandato da Presidente del Consiglio assumendosi personalmente l’interim dell’Economia. Conte ha recisamente declinato l’offerta, spiegando di essere oltretutto un giurista. Anche se le motivazioni reali sono, ovviamente, altre e tutte politiche. Intanto, in mezzo al caos generale, ritorna protagonista il caro vecchio spread che, in continua evoluzione, è ai massimi storici dal 2013 ad oggi.

Dopo il colloquio odierno con Mattarella, avendo accettato con riserva l’incarico di formare un Governo, Cottarelli ha chiarito il suo ruolo, la sua funzione, e quanto gli viene richiesto. «Il Presidente mi ha chiesto di presentarmi in Parlamento con un Programma che porti il Paese a nuove elezioni. Ho accettato l’incarico di formare un Governo come lui mi ha proposto. Sono molto onorato come italiano di questo incarico, e naturalmente ce la metterò tutta». Ha poi ulteriormente spiegato: «In assenza di fiducia il Governo si dimetterebbe immediatamente ed il suo compito sarebbe quello dell’ordinaria amministrazione per le elezioni da tenersi dopo il mese di agosto». E ancora. «Negli ultimi giorni sono aumentate le tensioni sui mercati finanziari , lo spread è aumentato. Purtuttavia l’economia italiana è in crescita ed i conti pubblici rimangono sotto controllo. Un Governo da me guidato assicurerebbe una gestione prudente dei nostri conti pubblici». Infine: «Il dialogo con la Ue in difesa dei nostri interessi è essenziale, deve essere un dialogo costruttivo nel pieno riconoscimento del ruolo decisivo dell’Italia». Cottarelli ha anche confermato la «continua partecipazione all’area dell’euro». Il premier incaricato ha assicurato «tempi molto stretti» per la presentazione della lista dei Ministri al Presidente della Repubblica. Si va quindi a rotta più o meno di collo verso elezioni anticipate. Anche se, ancora, con qualche variabile da verificare. In questa cruciale fase appare però chiaro che il ‘gioco’ è sfuggito di mano a tutti, ed è lui a ‘giocare’ i giocatori.

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