mercoledì, novembre 21

Governo del cambiamento o comitato d’affari? Tutta questa ideologia sovranista e fascista alla fine non riesce neanche a nascondere bene il suo vero volto

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Sono così allucinati dal cambiamento, che i leaders dei 5S cambiano pure il nome dei capi di Stato, tanto che Luigi Di Maio s’è inventato ‘Ping’ per rivolgersi al Presidente della Repubblica cinese. E meno male che non gli hanno ridato immediatamente la parola, altrimenti c’erano buone probabilità che Di Maio trasformasse un incontro internazionale tra governi in un più ameno incontro sportivo, perché avrebbe sicuramente chiamato Pong quello che prima aveva chiamato Ping. Il tavolo internazionale si è rivelato molto più grande di lui, tanto che la sua gaffe dimostra che non aveva ben capito dove si trovava. E sembra che neanche i suoi elettori lo abbiano capito; a dir meglio, chissà cosa capisce l’esercito pentastellato, se può condividere sempre e comunque il proprio leader nonché Ministro e Vice Primo Ministro, parlare un italiano che non coniuga i verbi e non concorda genere e numero. I dianetici nella versione 5S hanno dato prova di inganni e furbizie. L’ultima, quell’eurodeputato che dichiarava una laurea alla Bocconi senza averla mai conseguita. Intanto però si prende 17.000€ al mese sulla base di un falso ideologico, frutto della superficialità della selezione dei candidati che fa pensare che qualunque dichiarazione facciano non vale e non viene controllata. I capi Grillo e Casaleggio hanno bisogno di numeri per occupare posti in politica e condurre poi i propri affari. I deputati pentastellati sono alle dipendenze di quei due, per i quali scopi si servono di varia umanità, tanto non sarà mai nessun deputato a prendere le decisioni, perché queste le prendono per loro i loro capi. Questo è quello che succede esattamente in scientology.

Stando così le cose, come si fa a sperare che gli elettori pentastellati si vergognino dell’ignoranza dei loro parlamentari e capi? Come si fa a dire loro che solo un linguaggio articolato secondo le regole grammaticali mostra e sorregge un pensiero altrettanto articolato? Chi ha la voglia e anche una certa mancanza di pudore per andare a dire a quell’esercito di dianetici che dove non si parla italiano si sta perdendo un patrimonio culturale? Chi dice all’esercito di scientology che non è mai successo che il cambiamento si coniugasse con l’ignoranza? Chi gli dice che quando succede, invece del cambiamento, siamo alle prese con la regressione? Chi può dire queste cose a un esercito che urla dalla mattina alla sera e agli avversari sa solo di dire ‘vaffa’? Ai dianetici 5S piace regredire nel seno della mamma-Stato, usando come arma un esercito senza terra e francamente il più sgangherato al mondo, un esercito che non regge il primo attacco; infatti, i loro leaders sono stati affondati sotto l’attacco di un solo leader, quel Salvini che riesce addirittura a passare per intellettuale tanto ignoranti si trova di fronte.

E poi Lei, Signor Primo Ministro, – permetta la forma colloquiale – ma Lei è un Professore Universitario: – possibile che si faccia scavalcare ogni volta dai suoi vice primi ministri, che insieme hanno letto mezzo libro? Ma non le viene il sospetto che stia ancora più ridicolizzando un’intera categoria che era quella della cultura, della critica, del cambiamento? Orsù, non c’è giorno che passi che io non speri di leggere sui giornali un titolo tipo ‘Adesso qui la linea la faccio io. Sedetevi sui banchi e iniziate a scrivere’, ma questo titolo non appare mai; anzi leggo di titoli che peggiorano e sviliscono la sua figura ogni volta di più. Ma insomma, è lì a far cosa? La bella statuina? Neanche un lontano senso di orgoglio riesce più a raggiungerla per cambiare la rotta contro tutta questa ignoranza? Perché qui non siamo solo alle prese con l’assenza delle regole grammaticali e alla precarietà del ragionamento; qui anche sotto il profilo tecnico siamo in presenza della prosecuzione dell’ignoranza, che nella legge e nei decreti scritti va unirsi con il peggior alleato dell’ignoranza: la furbizia. Sta passando di tutto tra legge finanziaria e decreto Genova, tutto tranne un’idea di futuro, di cultura e di economia. Perché hanno capito tutti l’antifona: questa legge finanziaria è una scatola vuota: gli stessi provvedimenti urlati ai quattro venti dai governanti giallo-verdi non sono contenuti; lì si parla di provvedimenti che entreranno in vigore tra qualche mese, forse. E nel frattempo, l’Italia, fedele all’ignoranza che è la stimmung di questo Governo, sta, appunto, regredendo.

La peggio regressione è quella sociale. Questo governo e il suo principale pubblicitario, Salvini, passa il suo tempo nelle piazze italiane e, da Ministro, esprime giudizi sui politici che non la pensano come lui, dimenticandosi che un Ministro serio quei giudizi li esprime nel chiuso delle sue stanze con due o tre amici. Questo Ministro usa la vetrina del ministero per fare la sola cosa che sa fare da quando la politica gli passa lo stipendio: eterne campagne elettorali senza fare un beato nulla. Questo Vice primo Ministro è il principale responsabile della decadenza sociale. Per dimostrare che non è così, faccia in piazza, lui che ci vive, questa sola dichiarazione: chi attenti in qualsiasi modo a un migrante, sarà condannato e la legge applicherà su di lui il reato di razzismo; ne faccia un’altra, più impegnativa: chiunque ricicli comportamenti fascisti e li diffonde, sarà arrestato. Lo dice la Costituzione; faccia queste due dichiarazioni, affinché cessi questa intolleranza diffusa che abbiamo già conosciuto negli anni ’20 del secolo scorso in Italia. È capace di fare queste due dichiarazioni o tutta la sua forza sta nell’aizzare i razzisti e nel cullare i fascisti, che gli danno consensi? Salvini, che sta dando prova di incarnare Mussolini per il disprezzo verso i suoi alleati e avversari, (tanto che spera di governare da solo), procede a forza di ‘me ne frego’, frase prediletta dal pelato di Predappio; ma questo Salvini che fa il dittatorello, appena si accorge che viene minacciata la crisi di governo, rientra nei ranghi come una pecorella smarrita, facendo così capire che non è il progetto politico che lui ha a cuore, ma solo gli affari che conclude grazie al potere.

Tutta questa ideologia sovranista e fascista alla fine non riesce neanche a nascondere bene il suo vero volto: fare affari e farli fare ai propri amici. Che è lo stesso progetto dei 5S, visto che Casaleggio e Grillo hanno confezionato un prodotto per fare incetta di nomine e incrementare gli affari.

Insomma, sinora i critici del governo giallo-verde credevano di muoversi tra leggi, decreti, proposte di carattere politico. Invece, ogni giorno che passa mostra che Lega e 5S sono un comitato d’affari. Per questo non si capiva bene come potessero convivere due formazioni con finalità opposte. E per questo abbiamo solo provvedimenti populisti – difesa personale, assistenzialismo, antimigrazione, concepiti come osso sul quale i propri fedeli elettori arrotano i denti e far indignare gli oppositori, con il chiaro intento di sollevare rabbie, paure, sdegno, ecc. pur di non essere davvero controllati su cosa fa il governo giallo-verde. Il quale, come governo, consegue un invidiabile primato: non assume nessun vero provvedimento economico e politico, perché in questo caso vedrebbe minacciato il comitato d’affari per l’evidente incompatibilità programmatica. Per tutelare i propri reciproci affari hanno messo al centro la parola ‘contratto’, il cui significato assume contorni mistici tanto si dilata, restringe, si sconfessa e si recupera. Un termine, guarda caso, che regola la stipula di affari, non i normali rapporti che dovrebbero regolare la vita politica di un Paese.

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