mercoledì, Maggio 12

‘ Governo Conte ’, si va (finalmente) a incominciare Ma non mollano gli artefici dello sfascio

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La ‘politica’ in quanto tale e nel suo complesso, cioè l’occuparsi della ‘polis’, ha mostrato nude le proprie oscene membra, mentre molti dei responsabili, senza alcuna intenzione di ‘mollare’, continuano a gloriarsi ritti sulle macerie che loro stessi hanno provocato e il ‘Governo Conte’ prende il largo. Sino a che un ragazzino, ‘il popolo’, ‘la gente’, superato ogni limite di sopportazione, si rialzerà a dire che il Re è nudo e che occorre cambiare. Ne avrebbe, ne avremmo, tutto il diritto. Forse, ancor di più, il dovere. Questo, sintetizzando, il senso di molto di quello che siamo andati scrivendo in queste settimane e mesi. Ora si insedia, finalmente, nella pienezza dei propri poteri il primo Governo di questa XVIII Legislatura. E siamo così tornati, almeno in parte, alla fisiologia del gioco costituzionale: alla guida del Paese ci sono i ‘vincitori’ di elezioni tenutesi con la più infame delle Leggi elettorali concepibili (almeno in Paesi democratici), che nega alla radice ogni rapporto tra elettore ed eletto. Soprattutto per questo motivo si tratta di una vera e propria ‘Legge truffa’ bis, concepita ‘contro qualcuno’ per determinare un risultato di stallo e far rivivere l’’incauto connubio’ tra il Putto di Rignano e il Puttaniere di Arcore.

Gli italiani hanno deciso diversamente e può piacere o meno il ‘come’, ma in attesa di abolire il suffragio universale ne vanno rispettati gli esiti. E certo il Movimento Cinque Stelle deve fare i conti con la concretizzazione delle grandi speranze che ha suscitato da ormai non pochi anni, e non sarà facile. E certo Salvini è ancor più inquietante e pericoloso con la sua trionfante Neolega perché capace ed empatico. Ma non è certo di alcun giovamento la patetica scoperta a capocchia dell’antifascismo (che era ed è cosa serissima) e della retorica ‘antipopulista’ da parte di quel poco che resta del fu Partito Democratico, che oltretutto del neonato Governo è stato il principale artefice.

Quanto all’Esecutivo guidato dall’Avvocatoprofessor Giuseppe Conte l’unico atteggiamento serio e realmente responsabile è quello di aspettare e vedere cosa saprà fare in concreto. Intanto del neofita Presidente del Consiglio vanno rilevate le qualità di competenza, pragmaticità, dialogicità, intelligenza delle situazioni. E reale volontà di rapporto con le persone e gli interlocutori: il che è forse la prima cosa che la gente ha percepito nel conoscerlo ‘in piazza’. Non è detto che bastino nella situazione data, ma è già un bel punto di partenza. Ed è un bene che la gente ‘in piazza’ ci vada, in senso sia reale che metaforico, per incontrare incontrarsi svagarsi o magari per occuparsi, appunto, della ‘città’ e quindi del fare ‘politica’. Ma occorre anche avere e dare un contenuto positivo e propositivo, di vero protagonismo pregno di operatività riflessione dialogo. Ed è questo il contributo che, nel nostro specifico, abbiamo dato e intendiamo dare. Certo, per raccontare questo nostro Paese, e questo particolare momento, servirebbe proprio un Pasolini. Per il momento accontentatevi di noi, del resto non è che in giro ci sia molto di meglio.

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