giovedì, Giugno 17

Governo Conte, ‘Governo Salvini’ e l’anno (politico) che verrà Barnum Italia. Leoni, funamboli, ippopotami e pagliacci / 46

0

Leoni, funamboli, ippopotami e pagliacci nel nostro stravagante Gran Circo ‘Barnum Italia’, già glorioso ed ora ridotto come certi imponenti tendoni stinti dal sole, sbrindellati e tristi per l’impronta dell’inclemente passar del tempo. Con nani che si credono giganti, ‘giganti’ mostratisi nani che s’immiseriscono come baudelairiani albatros sulla tolda della nave, ballerine di seconda terza e quarta fila giunte all’onor di proscenio, l’uomo cannone detto ‘Il bomba’ da quando faceva le elementari a Rignano sull’Arno per come ne sparava di inattendibili che continua fare il farabolano e il bello è che c’è ancora chi gli dà retta (cittadini ed elettori: pochissimi; parlamentari: pochini; senatori del PD: parecchi, in ogni caso quanti gli bastano per condizionare), la donnina nera (sopravvissuti esotismi d’altri tempi), i relitti rossi (anche loro sopravvissuti d’altri tempi), il Cavaliere immortale (e abbastanza immorale), il bambino prodigio che alla prova dei fatti si rivela un ‘idiot savant’ (almeno sino a prova del contrario), e via enumerando. Su tutti si staglia il barbuto e popolare ‘Mangiafoco’ che guida il Circo nella rutilante divisa da ‘Capitano’ come adesso ama farsi chiamare. (Una volta, ne ‘Le avventure di Pinocchio’ di Carlo Collodi: «Un omone così brutto, che metteva paura soltanto a guardarlo. Aveva una barbaccia nera come uno scarabocchio d’inchiostro, e tanto lunga che gli scendeva dal mento fino a terra: basta dire che, quando camminava, se la pestava coi piedi. La sua bocca era larga come un forno, i suoi occhi parevano due lanterne di vetro rosso, col lume acceso di dietro; e con le mani schioccava una grossa frusta, fatta di serpenti e di code di volpe attorcigliate insieme»).

L’anno che verrà’, intendiamo l’anno politico e parlamentare che inizia tra fine agosto e settembre, sarà cruciale. Come sempre, certo. Più di sempre, altrettanto certamente. Intanto è tempo di bilanci ed analisi. Abbiamo dedicato a questo cruciale tema su ‘L’Indro’ più ricostruzioni fattuali, sintetizzate complessivamente ne ‘I primi 70 giorni del Governo Conte, ‘premier’ vero’ (9 agosto 2018). Nella modalità low profile (q.b.: ‘quanto basta’) che lo contraddistingue il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sta facendo davvero il premier. Privilegiando l’ambito in cui più ha mani libere, quello internazionale, ma incidendo realmente anche sull’attività dei singoli ministeri e prioritariamente esercitando l’’indirizzo generale’. E pure gli osservatori politici, e non solo, stanno cominciando ad accorgersene. L’8 settembre prossimo, poi, saranno ‘I primi cento giorni’ dal giuramento davanti al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, di venerdì 1° giugno 2018, e quindi dall’effettiva entrata in carica. Appuntamento classico di bilancio in politica, e non solo simbolico.

Parallelamente al ‘Governo Conte’ vive e prova ad operare il ‘Governo Salvini’. Il Matteo vincente è Ministro dell’Interno e Vicepresidente del Consiglio. Nonché ‘Socio di minoranza’ del Governo stando ad esiti elettorali e numero di parlamentari, stando alla situazione reale detentore invece di una imprevista e atipica ‘golden share’. Che, in termini propri e stando alla ‘Treccani’, sta per «Strumento finanziario, utilizzato nelle privatizzazioni, introdotto in Italia dalla l. 474/1994. Tramite questo titolo, emesso dalla società privata che intende acquistare l’azienda pubblica, sono riservati allo Stato alcuni poteri speciali di veto o di gradimento al fine di tutelare gli interessi pubblici in un dato settore. La g. ha normalmente una durata transitoria». Nella rivalutazione semantica da noi operata sta a significare che è strutturato e preponderante il potere di egemonia, controllo e veto del ‘privato’ Salvini sul ‘pubblico’ Governo di cui pure è di fatto ‘maior pars’. E quanto ‘maior’! Il ‘fenomeno Salvini’ va analizzato senza autolesionistica supponenza, ed è quanto abbiamo cercato e cerchiamo di fare. E dunque. ‘Salvini, la sua strategia, la sua forza e gli irrealistici sottovalutatori’ (6 agosto) e ‘Salvini prepara la chiusura dei negozi di cannabis light’ (10 agosto). Dinamiche all’interno delle quali si inseriscono ad efficace supporto ‘prove di forza’ come quella sulla Rai: ‘Rai: Foa e Salini, Di Maio e Salvini‘ (27 luglio) e ‘Rai: Foa no, sì, forse, vedremo…’ (1 agosto). Nonché ‘prove di assaggio’ («Vediamo l’effetto che fa») di cui è specialista seriale Lorenzo Fontana, supersalviniano Ministro per la famiglia e le disabilità, come ricostruito in ‘1938-2018: 80 anni di Leggi razziali fasciste e l’exploit celebrativo dell’ineffabile Ministro Fontana‘ (3 agosto).

Nella sua girandola comunicativomediatica Salvini sarebbe pure capace, preso da un impeto di umanità e parafrasando Lucio Dalla, di annunciare che «anche i negri potranno migrare, ma soltanto a una certa età», immaginiamo oltre i 120 anni. Tanto annuncio e dichiarazione a capocchia più, annuncio e dichiarazione a capocchia meno… Intanto si appresta a presentare la sua Neolega da sola alle prossime elezioni Regionali nella un tempo inaccessibile terra d’Abruzzo, trapassa molto efficacemente questi giorni per la Sicilia e le altre Regioni del Sud Italia, nuovo terreno di conquista. E tiene la tradizionale Conferenza Stampa di Ferragosto del Ministro dell’Interno (praticamente sempre dal Viminale, protoleghista Roberto Maroni compreso) da San Luca, comune della Città Metropolitana di Reggio Calabria, località Giardino, dalla Villa confiscata alla ‘’Ndrina (cosca malavitosa) Pelle’, tra i principali gruppi localmente egemoni della nazionalmente egemonica ‘ndrangheta. E ho detto tutto. Il resto lo dice Salvini. Ma se «Il medium è il messaggio» come teorizzava per primo il Maestro di Comunicazione Marshall McLuhan (che andrebbe attentamente ristudiato e rivalutato, in generale ed in riferimento al ‘Caso Salvini’), in questo atto c’è già tutto.

Quanto al supposto ‘Governo Di Maio’ (Luigi), il fondato rischio è che per lui, e quel che è peggio per quanti su di lui e il MoVimento Cinque Stelle hanno puntato, confidato e conseguentemente votato, si realizzi lo schema analitico codificato dall’esimio Professor Antonio De Curtis (epigono di René Descartes e William of Ockham) della ‘Libera Università di Sagliena’. «La vita è fatta di cose reali e cose supposte: se le reali le mettiamo da una parte, le supposte dove le mettiamo?».

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’

End Comment -->