martedì, Settembre 21

Governo Conte alla prova E Mattarella sorride

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«Hic Rhodus, hic salta» è l’unico serio atteggiamento da avere verso il ‘Governo Conte’. E così ci rivolgiamo al suo tentativo di governare questo ingovernato (ma forse non ingovernabile) amato Paese come nella favola di Esopo ci si rivolgeva chi si vantava di aver spiccato un altissimo salto nell’isola di Rodi, esortandolo a ripetere l’impresa in quel preciso momento ed in quel preciso luogo: unica prova possibile della realtà di quanto affermava. Così, qui ed ora, aspettiamo alla prova dei fatti il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ed i suoi due Vicepresidenti, Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Intanto ‘con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così’ di chi ha visto Di Maio e Salvini (e oltretutto li ha visti insieme) Sergio Mattarella ha ‘portato a casa’ la forse più clamorosa e drammatica partita a poker della storia repubblicana italiana (settantadue anni, alcuni niente affatto facili). L’’all-in’ del Capo dello Stato è risultato vincente, con tutti i passaggi pericolosi inerenti e conseguenti. Mattarella ha dimostrato nervi saldi ed alto senso delle Istituzioni. Lo si sapeva, e non da oggi e neppure solo dal momento della sua elezione alla Presidenza. Ma nei momenti di crisi e di grave crisi viene sempre rimesso tutto in discussione e ogni cosa va rigiudicata in riferimento alla fattispecie concreta. Almeno però adesso ciascuno, indipendentemente dal suo giudizio di merito, sa che può stare più sereno. E sul serio, non ‘minacciosamente’ come in qualche recente caso.

«La crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati». Parole di Antonio Gramsci (da una nota scritta in carcere nel 1930) che abbiamo fornito e più volte ripetuto in questi giorni. Perfetta descrizione della temperie (e della tempesta) che stiamo attraversando. Questi ‘dieci giorni che sconvolsero l’Italia’, come sono stati definiti ne ‘L’Editoriale’ odierno (venerdì 1 giugno 2018) de ‘L’Indro’ ‘Contando su una vera ‘Festa’ della Repubblica’. Rimarranno a segnarne passato e soprattutto futuro. Fortunatamente il Presidente Mattarella si è dimostrato sereno e molto determinato anche (soprattutto) nei momenti peggiori. Tratti tipici del suo carattere e del suo comportamento, anche se non colti da molti. Luigi Di Maio cercherà di recuperare il buon rapporto con un uomo che era stato sempre più valorizzato e addirittura esaltato negli ultimi mesi: un ottimo rapporto personale e con pubbliche lodi sulla sua correttezza. Matteo Salvini è pronto a governare dal Ministero dell’Interno, ed eventualmente a passare ad un ulteriore, ancor più clamoroso, incasso elettorale.

Gli attacchi nei confronti del Capo dello Stato sono arrivati sino a toccare la figura del fratello Piersanti ucciso dalla mafia: «Farai la fine di tuo fratello» si è scritto anche su un web ormai tracimante, a dimostrazione del livello di ‘pancia’ in cui è funestamente immerso il Paese. Ma il volto disteso quasi fanciullesco e quasi sorridente che Sergio Mattarella aveva presentandosi a televisioni e giornalisti (e quindi agli italiani) dopo lo scioglimento della riserva e la presentazione della lista dei Ministri da parte del Professor Giuseppe Conte nella avanzata serata di giovedì 31 maggio, dice molto. Ci auguriamo che molto continui a dire.

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