mercoledì, Giugno 23

Golden Visa: Quanto costa la nazionalità europea?

0
1 2


Secondo lei, la Golden Visa ha riscosso successo in Spagna?

Si, poiché la residenza viene concessa con il solo requisito dell’investimento.

Tuttavia, secondo le statistiche, nei 15 mesi successivi all’entrata in vigore della legge, in Spagna son stati rilasciati circa 500 visti, contro i 2.100 in Portogallo, di cui, questo è un dato curioso, l’80 % a cittadini cinesi.

Il Portogallo la Golden Visa fu introdotta nell’ottobre 2012, una misura che ebbe un enorme successo in quanto in soli due anni furono rilasciati 1775 visti di cui 1681 per l’acquisto di un’abitazione. L’investimento complessivo che ottenne in soli 24 mesi il governo portoghese superò i 1.250 milioni di euro. In Portogallo, come in Spagna, l’investimento minimo deve essere pari a 500.000 euro, ma è sufficiente trascorrervi sette giorni all’anno per ottenere la residenza per un anno, rinnovabile ogni due anni. La residenza permanente si ottiene dopo cinque anni ma, nel frattempo, l’investitore può muoversi liberamente in Europa.

Secondo alcuni giuristi, in realtà, l’ottenimento della residenza permanente garantito dopo cinque anni dal Governo portoghese è in contrasto con i requisiti di residenza effettiva stabiliti dalla direttiva 2003/109 validi in tutta l’Unione Europea. Per questo motivo, ritengono che ci troviamo dinnanzi a un caso di errato recepimento della suddetta direttiva, poiché in qualsiasi altro paese europeo la residenza permanente si ottiene solo abitando concretamente sul territorio.

 

Perché in Spagna la Golden Visa ha riscosso meno successo?

Considerando che il governo spagnolo stimò la concessione di 2.000 Golden Visa, l’averne concesso soltanto 500 fa emergere una falla nel sistema. Dunque, una volta che è stato analizzato il problema, il Governo punta ad attenuare i requisiti d’investimento per ottenere “visti express”. Ciò che sinora ha realmente funzionato in Spagna è stata la vendita di abitazioni di lusso a cittadini cinesi e russi, ma questo non compensa gli sforzi fatti.

Il Governo sta valutando di modificare alcuni aspetti giuridici che possano agevolare la richiesta di Visa, come per esempio concedere un visto di 6 mesi a coloro che già hanno firmato il contratto e versato l’importo, oppure rinnovare il permesso di residenza dal proprio paese, senza la necessità di dover ritornare in Spagna.

Da un punto di vista economico, la Golden Visa è molto redditizia. Non si può negare che la nazionalizzazione veloce di sportivi o i passaporti ‘Cotonou’ sono l’esempio di questo desiderio di acquistare medaglie o formare squadre con dubbi giocatori che non svolgano il ruolo di stranieri. Nessuno o pochissimi paesi possono vantarsi della ‘purezza’ degli sportivi che lavorano sul proprio territorio e molte squadre europee hanno potuto disporre di giocatori o atleti nazionalizzati.

Tuttavia, se consideriamo la questione da un altro punto di vista, il successo scarso o il totale fallimento della Golden Visa in Spagna e i dubbi giuridici che in questo momento può generare la sua introduzione in Portogallo, possono essere utili affinché altri governi europei non cerchino di vendere anche la nazionalità europea a stranieri ricchi. Immaginate cosa succederebbe se la Grecia attenuasse i requisiti per ottenere la nazionalità ellenica e, quindi, quella europea pensando esclusivamente ad attrarre capitale? E supponiamo che la Grecia entri nella guerra delle Golden Visa con l’Irlanda, la Spagna e il Portogallo e offra la sua nazionalità in cambio dell’acquisto di un’abitazione per un valore di circa 350.000 euro o di un investimento di capitale pari a 750.000 euro. In tal caso, sarebbe conveniente per l’Europa che i paesi membri dell’Unione Europea entrassero in questo tipo di guerra politica? Molto probabilmente no…

Traduzione di Simona Melis

 

 

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->