sabato, Maggio 15

Gli Usa sperano in relazioni migliori con l’India di Modi image

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Narendra-Modi

La visita ufficiale del Vice Segretario di Stato William Burns, subito dopo la presentazione del bilancio dell’Unione indiana, che dà molta enfasi alla crescita e attira investimenti esteri diretti (IED) in quasi tutti i settori, tra cui la difesa e aumentando la produzione nel Paese, non solo porta idee importanti in materia di relazioni indo-statunitensi, ma dimostra anche l’urgenza del governo indiano sotto la guida di Narendra Modi di definire la posizione diplomatica della nazione in merito alla sua relazione economica e politica con il resto del mondo.

L’amministrazione Obama ha negato un visto diplomatico a Narendra Modi, nel 2005, a causa del suo ruolo nei disordini del 2002 nel Gujarat e aveva messo il suo partito Bharatiya Janata Party (BJP) sotto sorveglianza; il fatto è emerso recentemente e ha avuto una forte reazione dei media indiani, ma Obama si è dimostrato positivo sulla possibilità di lavorare con il governo Modi, giunto al potere con un risultato elettorale travolgente.

Dopo aver trasmesso a Modi l’invito di Obama a visitare gli Stati Uniti, Burns ha detto: «La visita di Modi alla Casa Bianca sarebbe una preziosa occasione per rinnovare la partnership strategica e la nostra determinazione comune a stimolo della crescita economica».

Per portare effettivamente avanti il ​​processo per la costruzione di un rapporto forte con l’India, il Segretario di Stato John Kerry prevede di visitare l’India il 31 luglio per un dialogo strategico con il ministro degli Esteri Sushma Swaraj. Oltre a Kerry, una delegazione economica guidata dal Vice Segretario per il commercio nei mercati globali M. Arun Kumar terrà colloqui con alti funzionari indiani per approfondire i legami commerciali, mentre il Segretario di Stato alla Difesa statunitense Chuck Hagel ha in programma di visitare l’India dopo l’estate.

Essendo un’economia in crescita e la più grande base di consumatori del mondo, l’India è vista dagli Stati Uniti come un Paese di grande interesse economico. Come dice la relazione del Congressional Research Service (CRS) del 2007, «L’India è nel bel mezzo di una rapida espansione economica, e molte aziende statunitensi vedono l’India come un mercato lucrativo nonché un ottimo candidato per i loro investimenti esteri». «Gli Stati Uniti cercano maggiore accesso al mercato agricolo indiano e ai settori chiave per l’esportazione e gli investimenti diretti esteri», dice il rapporto.

L’emergere di una consistente “classe media”, come dice il rapporto, per via della crescita economica dell’India dopo la liberalizzazione dell’economia, sembra essere il punto più allettante per gli Stati Uniti, che vedono vede l’India come una delle più grandi basi di consumatori nel mondo.

Come dice il bilancio recentemente presentato, l’India non vuole proprio limitarsi a fornire una base di consumo, ma vuole diventare una nazione di produzione. Attraverso programmi di sviluppo delle competenze, sui quali il bilancio mette abbastanza enfasi, il governo Modi prevede di convertire la popolazione attiva del paese in manodopera qualificata.

Se i settori produttivi devono essere potenziati, l’India deve espandere i suoi mercati. Questo è uno dei punti principali che possono guidare le politiche estere di Modi. L’invito agli IDE è un punto di interesse per gli Stati Uniti e per i loro investitori. E, in particolare, la concessione di più spazio (49%) agli IDE nel settore della produzione della difesa potrebbe rappresentare per gli Stati Uniti una possibilità più grande per nuovi accordi con l’India.

Così, rilanciare il rapporto indo-statunitense è importante per entrambe le parti. E le nuove iniziative da parte dell’amministrazione Obama potrebbero portare risultati per entrambi i paesi, aiutando la risoluzione di questioni politiche e controversie internazionali nel sub-continente attraverso un preciso impegno diplomatico.

Il probabile incontro tra Modi e Obama il 30 settembre porterà certamente il rapporto a fare dei passi avanti, permettendo all’India di affermare la sua posizione in modo più chiaro e obiettivo.

Traduzione di Valeria Noli @valeria_noli

 

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