venerdì, Ottobre 22

Gli Uffizi, la storia e il territorio Acquisiti i bozzetti di Luca Giordano e Taddeo Mazzi, ora in Mostra nella celebre Galleria fino al 15 ottobre

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Fu tumulata nella Chiesa di San Lorenzo, all’epoca non ancora completa e per la quale aveva destinato una parte delle proprie rendite in perpetuo fino alla conclusione dei lavori. Nel 2012, sono state riesumate le sue ossa, dopo la preoccupazione causata dall’ Alluvione di Firenze del 4 novembre 1966. Ebbene, da questa linea tracciata dall’ultima dei Medici, in seguito non ci si è discostati. Anzi, nel 1769 il granduca Pietro Leopoldo di Toscana, lanciò la madre di tutte le riforme museali, elemento iniziale della riforma dello Stato, proseguendo l’opera di  acquisizione di opere d’arte, che – afferma Schmidt –  è compito essenziale di ogni museo vivo, che raccoglie le ricchezze artistiche delle civiltà del passato e del presente, da una parte ai fini della ricerca e dell’attualità della promozione culturale, dall’altra per comunicarne il senso più profondo ai visitatori,  Pietro Leopoldo non soltanto raddoppiò lo spazio espositivo delle Gallerie degli Uffizi  ma arricchì le raccolte della Galleria grazie ad acquisti importanti di opere, addirittura di intere collezioni. E’ un’operazione che continua oggi  con nuove acquisizioni,   estendendo le aree museali degli Uffizi al piano mezzano e al piano terra, mentre a Palazzo Pitti, dopo aver aggiunto sale e depositi al Museo della Moda e del Costume – ci si accinge a raddoppiare quelli del Tesoro dei Granduchi e ad istituire ex novo gli ambienti del Museo delle Carrozze e del Museo degli Arazzi”. Ciò avviene utilizzando una parte dei proventi dei biglietti per aggiungere opere importanti alle raccolte, cercando di colmare le poche lacune, e garantire al pubblico il godimento di preziosi documenti figurativi che ancora mancano alle collezioni. Ai Lorena, o meglio al doppio ritratto dei figli del granduca Pietro Leopoldo di Toscana, Federico e Maria Anna di Lorena, di Anton Raphael Mengs, sarà dedicata la prossima mostra che si terrà a  Palazzo Pitti, Galleria Palatina a partire dal 18  settembre prossimo.

Tornando  alla Mostra comprendente i bozzetti di Luca Giordano e Taddeo Mazzi,i due dipinti vengono accompagnati dagli autoritratti di Luca Giordano e di Taddeo Mazzi, presenti agli Uffizi già da epoca granducale e da due ulteriori bozzetti storicamente in rapporto con le nuove acquisizioni. Nella Sala del Camino sono così esposti anche un altro bozzetto di Luca Giordano proveniente dalla Galleria Corsini – sempre riferibile alla volta affrescata della grande cupola della cappella del Carmine con la scena della ‘Dedicazione della Cappella’ – nonché uno studio per l’affresco della volta della navata della chiesa di Montesenario, dipinto nel 1718 da Anton Domenico Gabbiani, di proprietà invece delle Gallerie degli Uffizi.

La mostra a cura, come il catalogo edito da Giunti, di Alessandra Griffo e Maria Matilde Simari, è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con le Gallerie degli Uffizi e Firenze Musei. Ciò detto, ha destato non poca sorpresa l’annuncio tramite un giornale viennese che  Eike D. Schmidt  lascerà la direzione degli Uffizi nel 2020, per andare a dirigere il Museo Kunsthistorisches di  Vienna, invitato dal governo austriaco.   Dunque, dopo pochi anni dal suo arrivo, a seguito della riforma Franceschini, che portò alla direzione dei principali musei e siti archeologici italiani nuovo personale  reclutato attraverso un concorso internazionale che fece molto rumore, dovrà esserci un nuovo avvicendamento alla guida del più prestigioso museo italiano.

Autorevoli storici dell’arte lamentano il pericolo di una interruzione del percorso  al termine del quale ci sarà il completamento dei Grandi Uffizi. Risentita anche la reazione del Sindaco Dario Nardella: «Un addio troppo anticipato, il suo. Non conosco gli aspetti del contratto tra Schmidt e il ministero, mi auguro che il Mibact possa garantire l’assoluta assenza di vuoti tra la fine del mandato dell’attuale Direttore ed il futuro Direttore, e che il passaggio di testimone sia all’insegna della tempestività». Quali sono i motivi per i quali Schmidt lascerebbe?  Non sembrerebbero di natura economica. Certo è che i  complessi problemi che Musei come gli Uffizi e Pitti comportano, non  si affrontano nel breve tempo. E rischiano quindi  di restare irrisolti.

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