sabato, Aprile 17

Gli svizzeri dicono no ai caccia. Gli italiani lo sanno? Meglio il gossip, le urla, le offese.

0

Tutti sanno che il passato weekend la Svizzera è andata al voto referendario e ha detto no al salario minimo legale a più di 3200 euro al mese. I cittadini, intimoriti dai rischi di problemi economici strutturali dovuti a una simile scelta (impauriti da alcune forze politiche) hanno scelto così. Pochi però sanno che hanno detto no anche a qualcos’altro. Un argomento più notiziabile, almeno per noi italiani: gli svizzeri hanno detto no all’acquisto di 22 aerei da combattimento prodotti da una società svedese.

Vi ricorda qualcosa? Come mai i media italiani mainstream si sono concentrati sul salario minimo bocciato e non sugli aerei da guerra bocciati? C’entra qualcosa la polemica sull’acquisto degli F-35, aerei considerati costosi e perfino difettosi? Aerei acquistati in questo momento di grave crisi per l’Italia, un costo da miliardi di euro. Perché non far sapere agli italiani che i vicini svizzeri ritengono sbagliato spendere tutti quei soldi per degli aerei da guerra?

Evidentemente è così, altrimenti non si capirebbe perché non parlarne, rispettando le regole del giornalismo ormai sempre più dimenticate. Visto che siamo all’ultima settimana della campagna elettorale per le elezioni europee si poteva ad esempio aprire una discussione se fosse il caso di costruire forze di polizia e un esercito di stampo europeo, razionalizzando e risparmiando miliardi di euro solo in quel settore. Se non fosse il caso di bloccare o rinviare l’acquisto di caccia e armi mentre si taglia il welfare e la gente viene licenziata dal posto di lavoro.

Forse si preferisce parlare dei gossip, delle urla, delle offese.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->