sabato, Luglio 24

‘Gli imprenditori over 50: una vera forza per l’economia mondiale’

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«Gli imprenditori più anziani hanno una forza intatta per la stabilità economica a livello mondiale». Il Global Entrepreneurship Monitor (GEM) ha pubblicato una relazione sull’imprenditorialità over 50 raccogliendo tra il 2009 ed il 2016 sull’attività imprenditoriale in 104 Paesi. Lo studio ha compreso 1.540.397 adulti di età compresa tra i 18 e gli 80 anni in cinque regioni del mondo (Sud est asiatico, Medio Oriente, Nord Africa, Sudafrica, America Latina e Caraibi e i Paesi di cultura europea (ECC).

«Mentre la percezione tradizionale dell’imprenditorialità è legata alla gioventù ed alla forza che essa propaga, i dati ci mostrano che, in molti aspetti, le persone anziane sono una forza imprenditoriale significativa». I più anziani hanno un ruolo significativo da svolgere, anche nel settore economico. «Gli imprenditori di età superiore ai 50 anni offrono spesso ‘dividendi doroalle economie che lottano contro l’invecchiamento delle popolazioni e che pongono un onere sproporzionato sulle risorse», sottolineano gli analisti. Secondo Thomas Schøtt, docente presso l’Università del Sud della Danimarca e autore della relazione, gli imprenditori over 50 portano una serie di vantaggi, di tipo economico, sociale, ed anche ambientale .

«Ogni adulto anziano che sia lavoratore autonomo, ha meno probabilità di essere un onere finanziario per la società ed allo stesso tempo contribuisce all’economia del paese nel quale risiede, attraverso il pagamento delle tasse e rimanendo economicamente attivo. Inoltre, gli imprenditori anziani hanno marginalmente maggiori probabilità, rispetto alle loro controparti più giovani, di assumere più di cinque persone. In questo modo non solo creano il posto di lavoro per se stessi ma anche per gli altri», ha affermato. «Con circa il 16% della popolazione mondiale di 55 anni o più, le questioni dell’attività imprenditoriale in queste età più avanzate interessano direttamente più di 1.2 miliardi di persone», ha detto il professor Schøtt.

Ma è anche vero che in termini di autonomia, il numero dei più anziani è superiore a quello dei giovani. L’analisi ha sottolineato che 18% degli adulti tra i 50 ei 64 anni e il 13% tra i 65 ei 80 anni sono autonomi rispetto al solo 11% degli adulti tra i 18 ei 29 anni. Significa forse che gli imprenditori over 50 sono da un lato, una forza, ma dall’altro, un limite per la fascia giovanile già soffocata dalla disoccupazione? Lo abbiamo chiesto a Mike Herrington, direttore esecutivo di GEM.

Qual è il ruolo dell’imprenditoria over 50 in Europa?

Questo settore è molto importante, poiché, in caso contrario gli over 50 diventerebbero un onere per il sistema di sicurezza sociale che sta diventando sempre più dipendente dalla generazione giovane per quanto attiene alle risorse finanziarie. Molte di queste persone sarebbero ‘forzate’ al pensionamento ad un’età prematura e questo è senz’altro un modo per mantenerli produttivi e anche meno dipendenti dallo Stato.

Qual è la situazione in Europa? In quali settori operano queste persone?

Da una prospettiva regionale, i Paesi di cultura europea (ECC) mostrano bassi livelli di volontà imprenditoriale, oltre che nella fase iniziale dell’attività imprenditoriale; infatti, i livelli di TEA (Total Early Stage Entrepreneurial Activity), ovvero, il tasso di nuova imprenditorialità definito considerando l’incidenza dell’imprenditorialità nascente e delle nuove imprese all’interno della popolazione adulta compresa tra i 18 ed i 64 anni, è minore del 5% per le persone over 50. Questo può essere spiegato, in parte, dai livelli generalmente più alti del reddito familiare, del risparmio pensionistico e dello stesso regime pensionistico tipico delle economie più sviluppate che predominano la regione. Comunque la regione riporta i più alti tassi di lavoratori nel settore imprenditoriale tra i lavoratori per gli imprenditori più anziani. Il più alto numero di imprenditori motivati e over 50 è nelle regioni ECC che sono circa 60. Questo indica che, sebbene i più anziani nell’area ECC abbiano una più bassa probabilità di intraprendere un’attività, comparati ai loro pari nelle altre quattro regioni, quando lo fanno è perché scelgono di perseguire un’opportunità, piuttosto che essere spinti verso l’imprenditoria senza averne necessità. Queste occasioni capaci di motivare gli imprenditori sono importanti per l’economia grazie al loro grande impatto potenziale su diversi fronti, come ad esempio, la creazione di lavoro. Gli uomini oltre i 50 anni sono significativamente più inclinati ad essere imprenditori rispetto alle donne nella stessa categoria di età. Nonostante i bassi livelli di attività imprenditoriale nella fase iniziale nella regione ECC, gli imprenditori più anziani in questa zona tendono ad essere più soddisfatti nelle loro vite e nel lavoro rispetto ai loro compatrioti occupati in attività di routine. Peraltro, sia gli imprenditori in fase iniziale che quelli già avviati in quest’area, esprimono livelli alquanto alti di insoddisfazione circa l’equilibrio tra la loro vita ed il lavoro. Operano soprattutto nel settore delle vendite al dettaglio, nella grande distribuzione e nel settore dei servizi.

Cosa convince un imprenditore over 50 a rimanere in attività?

Molte cose, alcune delle quali includono un desiderio di continuare a contribuire nella società, a trasferire le abilità che hanno acquisito dopo anni e anni di lavoro, a versare contributi e risparmi, a rimanere attivi quando non hanno nient’altro che li renda occupati. Per molti degli imprenditori più anziani e più esperti, essere abili ad intraprendere un’attività dopo una lunga carriera, rappresenta l’occasione di fare qualcosa che per lungo tempo è stato solo un sogno. Per alcuni, rappresenta l’opportunità di lavorare in un campo che hanno sempre ritenuto fortemente attraente. Altri perseguono un progetto con una missione sociale, come creare prodotti necessari per la popolazione disabile o creare un’associazione no profit.

Qual è il significato di ‘ruolo sociale dell’imprenditoria’?

Molte di queste persone, imprenditori più anziani, contribuiscono in alcune cause sociali e nell’imprenditoria sociale, lavorando pro-bono ed impartendo la loro conoscenza acquisita dopo molti anni.

C’è un rischio per i giovani disoccupati? Può questo costituire un elemento negativo?

Non c’è rischio per i giovani imprenditori e certamente non è una cosa negativa che molti di queste persone oltre i 50 agiscano come mentori dei giovani imprenditori. I benefici dell’imprenditoria vanno ben oltre gli imprenditori stessi. Finché continueranno ad operare con le loro attività, infatti, contribuiranno nelle società in cui vivono grazie al pagamento delle tasse. Grazie anche al fatto che nuove opportunità di affari creano nuovi posti di lavoro, piuttosto che portare via il lavoro alla generazione più giovane, gli imprenditori over 50 creano lavoro per se stessi ma anche per gli altri, e simultaneamente, fanno crescere le economie nazionali e locali.

Quindi questi nuovi imprenditori sono ‘incubatori’ di una nuova imprenditoria giovanile?

E’ molto probabile che agiranno come mentori, consiglieri, possibili finanziatori ed altro. Gli imprenditori più anziani, in generale, hanno abilità tecniche minori rispetto alle loro giovani controparti e i giovani, esperti nella tecnologia, credono che gli imprenditori potranno beneficiare di una collaborazione con i più anziani, dotati di maggiore esperienza e, certamente, migliori partner finanziari.

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