giovedì, Settembre 23

Gli attacchi di Parigi avvicinano Russia e USA field_506ffbaa4a8d4

0
1 2


Mosca – Tra le altre molte conseguenze, gli attacchi terroristici di Parigi possono raggiungere un risultato importante: aiutare a risanare la frattura tra Mosca e Washington. Sin dalla crisi ucraina, gli Stati Uniti hanno cercato di punire la Russia isolandola politicamente e con delle sanzioni economiche. Mentre le sanzioni USA e quelle UE hanno contribuito a un ridimensionamento economico della Russia, hanno fallito invece nel costringere il Cremlino a cambiare le proprie intenzioni. E neanche l’isolamento politico ha funzionato, poiché la cancelliera tedesca Angela Merkel, il Presidente francese Francois Hollande e altri leader occidentali hanno affermato che è necessario comunicare con Mosca ed evitare un crisi ancora peggiore.

Con l’inizio della campagna russa in Siria, Mosca è riuscita a spostare l’attenzione dall’Ucraina e incrementare la sua influenza globale. Ora, gli attacchi terroristici a Parigi aiuteranno la Russia a risollevare ulteriormente il proprio profilo, poiché l’Occidente ha bisogno dell’aiuto di Mosca per combattere lo Stato Islamico.

 

Efficienza in combattimento

Durante la campagna aerea di un mese e mezzo in Siria, la Russia ha provato la sua efficienza in combattimento. Sebbene Vladimir Putin abbia mandato appena tre dozzine di aerei da guerra, questi hanno effettuato circa 2.000 voli, giusto un centinaio in meno rispetto alla molto più grande coalizione guidata dagli USA, presente da un anno. La campagna USA non ha portato a risultati visibili fino a qualche giorno fa, quando gli aerei americani hanno effettuato degli attacchi di alto profilo. In certi giorni è accaduto anche che ogni jet russo ha effettuato tre missioni al giorno, un carico pesante che ha richiesto alti sforzi sia al velivolo che ai piloti.

E mentre le affermazioni russe riguardo la distruzione di target terroristici non possono essere confermate in maniera indipendente, quelle degli attivisti siriani riguardo i danni collaterali sembrano non supportate dai fatti e decisamente esagerate. Putin ha chiaramente dato ai propri militari l’ordine di evitare coinvolgimenti civili, e il Ministro della Difesa russo ha affermato che i suoi velivoli hanno evitato le aree popolate e colpito solo alcune strutture terroristiche confermate come depositi di munizioni e di armi e serbatoi di benzina.

Dopo aver provato il proprio valore militare, Putin ora può svolgere un ruolo più importante nelle manovre collegate alla Siria.

 

Dibattiti politici

I due round di dibattiti sulla Siria a Vienna non hanno raggiunto alcun risultato se l’accordo sul compilare una lista coordinata di gruppi terroristici – compito che non potrà mai essere ultimato. Stati Uniti, Russia, Arabia Saudita, Turchia e altri player coinvolti nel conflitto hanno tutti diverse visioni su chi dovrebbe essere considerato un terrorista. Mentre tutti nominalmente sono d’accordo che sia necessario combattere la minaccia principale, l’ISIL, l’unità finisce qui.

Dall’avvio del conflitto siriano, rovesciare il regime del Presidente Bashar Assad è stato l’obiettivo principale di Arabia Saudita e Qatar, che credono possa essere un modo per tenere a freno il loro principale rivale, l’Iran. Stati Uniti, Francia, Inghilterra e altri hanno accettato di raggiungere l’obiettivo di rimuovere Assad; sebbene sappiano che la strategia è fallita, e che la rimozione del Presidente siriano potrebbe portare ulteriore caos e spargimenti di sangue, non possono pubblicamente sconfessare la propria politica senza perdere la faccia.

La Turchia – che pur vuole far fuori Assad – ora vedere la milizia curda in Siria come nemico principale. Per gli Stati Uniti, invece, la milizia curda è uno strumento chiave per combattere l’ISIL. La Russia, a sua volta, afferma che mentre l’ISIL è la minaccia primaria, ci sono altri gruppi militanti, considerati dall’Occidente come ‘moderati’, che sono altrettanto crudeli e brutali quanto lo Stato Islamico. Con tali differenze d’opinione è difficile immaginare come si possa raggiungere un compromesso.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->