mercoledì, Giugno 23

Gli allunaggi: il risveglio di un lungo dibattito Ci sono ancora molte persone convinte che gli USA non siano mai andati sulla Luna

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Le Teorie del Complotto

Lavrenyuk sospetta fortemente che il filmato dell’allunaggio sia stato girato a Hollywood. Come molti scettici, infatti, anche lei nutre forti dubbi sul fatto che sulla superficie lunare non ci sia brezza alcuna, e il filmato degli astronauti ha sempre invece mostrato una bandiera sventolante e increspata nel momento in cui veniva issata sulla superficie lunare da Neil Armstrong e Buzz Aldrin.

Questa, tra le teorie esposte da coloro che credono l’allunaggio USA sia stato una falsità, è la più accreditata e diffusa – naturalmente le teorie hanno preso piede solo con l’avvento di Internet e dei media; di recente, quindi.

Nel 2001, la televisione americana ha mandato in onda su ‘FOX Channel’ la puntata ‘La Teoria del Complotto: Sono mai arrivati sulla Luna?’ — un documentario che ha messo in evidenza, sotto gli occhi del grande pubblico americano, che l’allunaggio poteva essere visto come una falsità, una cosa mai accaduta nella realtà.

Comprensibilmente, la NASA e il suo personale hanno obiettato alle critiche mosse, secondo cui si starebbe portando avanti un’operazione fraudolenta a livello planetario.

«Non tutte le bandiere che sventolano, sventolano necessariamente perché c’è brezza — almeno non nello spazio. Quando gli astronauti hanno piantato l’asta portabandiera hanno avuto bisogno di smuoverla più e più volte affinché potesse penetrare la superficie lunare… Perciò, chiaramente la bandiera doveva muoversi! Se si spiega un pezzo di tessuto arrotolato con momento angolare non indifferente, è naturale che questo risulti in una serie di onde e pieghe – anche senza brezza!», ha scritto Tony Phillips al momento dell’obiezione rivolta al blog Science@NASA.

«In un recente viaggio a Vladivostok, in Russia… ho tenuto quattro presentazioni sul tema degli allunaggi a studenti universitari. In tutti i casi, la prima domanda è stata a proposito delle teorie di complotto sull’Apollo 11 mosse agli USA. Tutti erano a conoscenza delle critiche mosse negli anni», ha scritto Roger D. Launius dello Smithsonian, in un suo lavoro intitolato ‘Negare gli Allunaggi dell’Apollo: Complotti e Domande alla Storia Moderna Americana’.

Launius, Direttore Associato al National Air and Space Museum a Washington D.C., ha anche lui fatto riferimento a quella puntata su Fox Channel, attribuendo certamente la colpa al peso che i media giocano nell’alimentare critiche e dubbi rispetto a questo tema. «Non c’è dubbio che il documentario di quel febbraio 2001 abbia cambiato la natura del dibattito. Lo scenario che ne è derivato è stato un complotto senza alcuna seria obiezione reale», ha scritto.

Il Public Policy Polling ha condotto una indagine nel 2013, rivelando che il 7% degli elettori americani ha creduto che l’arrivo sulla Luna non sia stato reale – solo il 3% ha puntato più in alto rispetto a chi ha creduto che «i mutaforma rettiliani controllano il mondo e assumono le sembianze umane per guadagnare potere». Questa indagine è stata condotta nel mese di marzo 2013 tra 1.247 votanti USA, con un margine di errore del 2.8%.

Ma Launius ha notato, con preoccupazione non indifferente, che un’indagine del 2004 aveva invece rivelato che mentre il numero di scettici assoluti era cambiato di poco nel decennio a seguire l’allunaggio, anche un buon 27% di americani tra i 18 e i 24 anni aveva creduto che la NASA stesse mentendo, e non fosse mai arrivata sulla Luna.

«Dubbi in diverse forme, insomma, con una tendenza al rialzo portata avanti soprattutto dai non-presenti all’evento», continua Launius.

 

Una Battaglia per la Verità

E se i dubbi messi in campo dai media e Internet aleggiano in modalità crescente tra alcune fette di popolazione, non sono pochi gli attivisti che si battono per arrivare alla verità.

Proprio come Markin, l’avvocato texano Joseph Gutheinz Jr. resta scoraggiato per il fatto che molte rocce lunari siano andate perse. Ma piuttosto che attendere un corpo internazionale che possa lanciare una indagine, Gutheinz — che si è guadagnato il soprannome ‘Cacciatore di Roccia Lunare’ – ha preso in mano la situazione in tutta autonomia.

Di particolare interesse, per Gutheinz, sono le cosiddette Goodwill Moon Rocks (Rocce Lunari della Gratitudine). É rimasto nella storia il fatto che il presidente americano Richard Nixon abbia distribuito le rocce lunari ai 50 stati USA e alle nazioni di tutto il mondo. Molte di queste rocce, secondo Gutheinz, sono andate perse o distrutte.

Si trattava di 270 regali al mondo; 135 Rocce Lunari della Gratitudine dell’Apollo 11 e 135 Rocce Lunari della Gratitudine dell’Apollo 17,” racconta Gutheinz a ‘L’Indro’. “E di quei doni, 158 sono andati perduti”. Le cause di questa dispersione sono tutte da ricercare. “La roccia lunare irlandese è stata lanciata via in una discarica dopo un incendio che ha distrutto l’osservatorio in cui si trovava (la roccia era intatta); a Malta è stata rubata da un museo, quindi con livello di sicurezza zero; in Romania è stata venduta alla proprietà del dittatore Nicolae Ceaușescu dopo che lui e sua moglie vennero giustiziati il giorno di Natale del 1989. La Spagna ha venduto al ribasso la sua roccia della gratitudine alla Svizzera per mano dei discendenti del Generale Francisco Franco e la stessa è poi andata persa”, racconta Gutheinz.

Nel 1998, mentre lavorava con un agente speciale della NASA, Gutheinz pubblicò un annuncio in un quotidiano Americano, ‘USA Today’, che recitava così: “Alla Ricerca delle Rocce Lunari”. Un venditore ha anche risposto a un annuncio della vendita di una Roccia Lunare della Gratitudine del governo honduregno. Chiedeva 5 milioni di dollari. Gutheinz l’ha incontrato a Miami, dove aveva organizzato il trasferimento del pezzo, che è poi diventato parte di una elaborate operazione.

E proprio durante questa missione, la passione di Gutheinz per le rocce lunari ha fatto scintille. Lui stesso ci ha raccontato che “Questo mi aveva fatto capire che la NASA aveva fatto un lavoro mediocre con quelle rocce lunari”.

La NASA è un ente fantastico nel campo della scienza, ma pessimo in fatto di sicurezza. Non solo ha facilitato il passaggio delle rocce nelle mani dei dittatori, regalandole, ma ha avuto anche scarsa considerazione di tali reperti. Ci sono peraltro stati anche numerosi furti di rocce alla NASA”, aggiunge.

Da allora, Gutheinz ha lanciato il Progetto delle Rocce Lunari, che ha coinvolto gli studenti dell’Università di Phoenix nel tracciare e recuperare alcune delle rocce. “I miei studenti mi hanno aiutato a recuperare 79 rocce lunari, inclusa quella del Colorado, del Missouri e della Virginia. Ciascuna era nelle mani del governo di Stato”, dice Gutheinz.

Se mai chiedeste a Guthienz cosa direbbe agli scettici che dubitano che quell’allunaggio abbia mai avuto luogo, lui risponderebbe: “Ho incontrato molti astronauti che sono arrivati sulla Luna e hanno calpestato ogni metro degli spazi della NASA al Kennedy Space Center e Cape Canaveral — luoghi da cui si organizzano e si lanciano le missioni — e posso dirvi che gli astronauti esistono davvero, l’infrastruttura esiste davvero, le missioni ci sono davvero. Non si potrebbe nascondere il contrario in quegli ambienti che coinvolgono migliaia di persone. Ho studiato ben bene il programma Russian Space della NASA e l’incendio e la collisione della Mir Space Station, e non è stato facile raccontarlo. Ho anche osservato da vicino i trasduttori e le temperature deboli che fecero arenare lo shuttle, facendo danni. Se sapessi che la NASA stesse dicendo una bugia, sarei il primo a renderlo noto: ma la NASA ha mantenuto la promessa del Presidente John F. Kennedy che sarebbero arrivati sulla Luna nel 1969”.

Pur con queste testimonianze, i dubbi restano. In qualche modo, le teorie di complotto sembrano avere lo stesso peso specifico di quella roccia lunare, e tutto sembrano tranne che affievolirsi.

 

Traduzione di Silvia Velardi

 

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