lunedì, Ottobre 25

Gli alberi-sculture di Giuseppe Penone

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penone cinque

Saranno gli alberi-monumento di Giuseppe Penone, artista tra i più affermati a livello internazionale, ad unire per la prima volta in un unico percorso, il Forte Mediceo di Belvedere, con lo storico Giardino di Boboli a Firenze. Un primo albero è già stato installato in Boboli,  di fronte all’anfiteatro  e s’intitola: Luci ed ombre.  E’ un tronco dalle venature in simil legno ( in realtà è di bronzo) con le foglie d’oro. Il significato lo spiega lui stesso, presente all’operazione che ha richiesto molta perizia : “L’albero va verso il cielo e la chioma nella sua forma ampia e sferica è un elemento vivo che si allarga e cresce per accogliere il massimo della luce. Ecco il perché della doratura che ho messo sulle foglie. Il bronzo invece è un elemento collegato alla forza di gravità, che porta giù verso la profondità della terra. Verso il buio”.  Collocata tra i rami vi è infine una grande sfera di granito, che vuol rappresentare un richiamo alla globalità dell’esistenza, al mondo.

Questa installazione  è la prima delle 22 opere scultoree ( non solo alberi, ma anche marmi) che dal 5 luglio al 5 settembre saranno dislocate  nei due storici complessi e che danno il titolo alla Mostra: Prospettiva vegetale. Quattro altre opere saranno collocate  in Boboli, tutte le altre all’interno del Forte di Belvedere, di recente restituito alle grandi Mostre di artisti contemporanei, dopo un lungo periodo di chiusura per la caduta mortale di una ragazza da una balaustra. Nel corso dei decenni il Forte ha visto celebri esposizioni dedicate ad artisti del calibro di  Henry Moore, Fausto Melotti, Beverly Popper,  Dany Karavan, Mimmo Paladino, Umberto Mastroianni, Michelangelo Pistoletto, ultimo, l’artista cinese Zhang Huan, l’estate scorsa, subito dopo la riapertura al pubblico del Forte. E ora, l’estate 2014, è dedicata a Giuseppe Penone.

Il 67 enne artista piemontese ( nato a Garessio, in provincia di Cuneo), ben conosciuto anche in Italia, ha avuto la sua grande consacrazione  all’estero: Francia, Spagna, Germania , Stati Uniti, Canada, Giappone e, lo scorso anno, a Versailles, con  una grande esposizione nei giardini della Reggia. Dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti di Torino, dove conosce Giovanni Anselmo e Michelangelo Pistoletto, entra a far parte del movimento dell’Arte Povera. Siamo sul finire degli Anni Sessanta. Da allora, le sue esperienze giovanili lo portano a percorrere  un lungo cammino nel solco del rapporto tra natura e cultura. Un rapporto espresso attraverso l’uso di molteplici materiali, da quelli “eversivi” e comuni utilizzati dai protagonisti dell’Arte Povera (piombo, rame, cera, pece, legno e, in alcuni casi, corda, pioggia, sole) alle materie classiche della tradizione scultorea: legno, bronzo, marmo. Dall’interazione con la natura, negli anni ’70 Penone inizia ad indagare il rapporto tra il corpo umano e l’ambiente esterno, la città, in sintonia con  le tendenze della body art. Celebri i suoi Alberi in bronzo che innestano nella tradizione scultorea antica le forme arboree, così come i blocchi di marmo delle Anatomie, dove emergono venature minerali e antropomorfiche. Ed è proprio a queste ultime due forme espressive ( le arboree e  i marmi), che si ispira la prossima  Mostra fiorentina.

L’artista aveva già fatto la sua apparizione nel territorio toscano con esposizioni collettive a Prato e a Firenze, ora vi torna con una grande “personale” che unisce e interagisce con due straordinari luoghi  storici, confinanti l’uno con l’altro: il Forte di Belvedere ed il parco di Boboli, annesso a Palazzo Pitti.  Il Forte fu realizzato verso la fine del Cinquecento  da Bernardo Buontalenti, architetto  di fiducia di Cosimo I e del figlio Ferdinando I dei Medici, quale ultima  fortezza a difesa sia dagli attacchi esterni che, soprattutto,  da quelli interni della rivoltosa città. Una struttura maestosa ed elegante, sulla collina a sud di Firenze, che aveva anche lo scopo di proteggere Palazzo Pitti, sede del governo e garantire un rifugio per il Granduca, a conclusione del percorso del Principe che, da Palazzo Vecchio, conduce attraverso gli Uffizi ed il Corridoio Vasariano fino al giardino di  Boboli. Un percorso aereo nascosto,  attraverso un intreccio di passaggi ( appartamenti, sale, corridoi, ponti e giardini)  di straordinaria, ineguagliabile  suggestione. Un’opera, quella del Buontalenti avveniristica per il tempo in cui fu realizzata, ispirata ai disegni di Antonio da Sangallo.

Quello di Boboli è non solo uno dei più importanti esempi di giardino all’italiana, ma un vero e proprio museo all’aperto per la collezione di sculture che vanno dalle antichità romane al XX secolo. Ebbene, fra quelle opere svetteranno gli alberi di Penone visibili da vari punti  del giardino e dal Forte. “Uno scenario  incomparabile, unico al mondo – dice l’artista – un contesto che offre un vantaggio enorme alle opere esposte. Opere che possono “germinare” idee, in un dialogo  con la natura e l’architettura circostante, con la città stessa. Non si può infatti dimenticare  la città là in fondo, una presenza ed uno stimolo incredibile”. Penone sembra turbato di trovarsi in mezzo a tanti maestri del passato, tra cui Brunelleschi, di cui ammira l’idea di spazio, l’intuizione prospettica e la ricerca della logica della natura. Un po’ quello che lui sta facendo da anni. Ne parla con modestia e umiltà. Lascia la parola agli altri, a coloro che hanno voluto questa  Prospettiva vegetale. Secondo Cristina Acidicini, sovrintendente al Polo Museale Fiorentino, “per la prima volta le due prestigiose sedi saranno collegate tra loro da un percorso artistico che non ha precedenti. Le opere di Penone creeranno una nuova prospettiva volta ad alimentar un dialogo serrato  tra scultura, architettura e paesaggio, ma anche tra presente, passato e futuro. Il pubblico potrà muoversi tra i diversi spazi alla scoperta di Firenze e del suo skyline, seguendo il ritmo e la direzione delle opere dell’artista, in cui visione e percezione sempre si rigenerano a partire da un rapporto profondo tra uomo e ambiente, tra corpo e natura vegetale. Le sue opere, infatti, fanno vibrare lo spirito della natura

Sergio Risaliti, ideatore di questo progetto, che lui stesso ha curato insieme ad Arabella Natalini,  è raggiante per questa prima posa che dà già l’idea di quella che sarà la Mostra, o meglio il percorso tra storia e natura. “La sua arte suscita stupore e al tempo stesso ci induce a porsi domande: e questa Mostra ambiziosa e complessa, è un momento di dialogo con l’opera artistica e l’esterno. Sergio Givone, assessore alla cultura nella precedente Giunta Renzi, che si è adoperato con la Sovrintendenza per questa collaborazione, sottolinea la doppia anima artistica di Penone:  quella del mondo inorganico e della vita.  In un dialettico rapporto. Per il  neo Sindaco Dario Nardella, “questa nuova e suggestiva esposizione consente di riaprire il Forte di Belvedere e di restituirlo alla città. E Firenze è lieta di dare il bentornato a Giusepe Penone che, in un inedito percorso unificato riuscirà a far dialogare l’arte con la natura, facendoci cogliere l’anima intima e materica delle  sue sculture. La Mostra, resa possibile anche dalla collaborazione dei responsabili del Giardino, il direttore Matteo Ceriana e l’architetto Mauro Linari, è organizzata da OnceExytraordinary Events.

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