giovedì, Ottobre 21

Gli accordi di Schengen nella pratica

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Gli accordi di Schengen, firmati nella cittadina lussemburghese che dà il nome al trattato, entrati in vigore nel 1995 tra Francia, Germania, Spagna, Portogallo e i Paesi del Benelux, si intendeva eliminare progressivamente i controlli alle persone alle frontiere comuni e introdurre un regime di libera circolazione per i cittadini degli Stati firmatari, degli altri Stati membri della Comunità o di Paesi terzi. Gli accordi si sono poi estesi all’Italia, la Grecia, l’Austria, e ai Paesi nordici come la Danimarca, l’Islanda, la Norvegia, la Svezia e la Norvegia.

Negli anni il numero degli Stati membri della zona Schengen sale a quota 29, creando un’Europa senza confini, una cooperazione rafforzata, raggiungendo non solo l’obiettivo della libera circolazione per i cittadini, ma anche il rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne dello spazio Schengen, l’integrazione delle banche dati delle forze di polizia e una maggiore cooperazione tra le forze dell’ordine in contrasto alla criminalità organizzata internazionale.

Ma dopo gli attacchi di Parigi e il terrore promulgato dallo Stato Islamico, molti Paesi hanno deciso di sospendere temporaneamente gli accordi, per limitare l’accesso ai migranti e come regime cautelare contro il terrorismo: tra questi, l’Austria, la Danimarca, la Francia, la Germania, la Norvegia e la Svezia.

 

(video tratto dal canale YouTube di Euronews)

 

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