Giustizia, Referendum e Dio. Mica roba da poco… Cresce la tensione, cresce la confusione

Provano a far finta che la ‘Questione Giustizia‘ ed il connesso nodo referendario siano nodi gordiani facilmente risolvibili con un colpo di spada. Non è così, e più che il tempo passa, più si ingarbuglia la matassa.

Il fatto che intervenendo alla Direzione Nazionale il Segretario del Partito Democratico, Enrico Letta, abbia sancito il No a due Referendum, Abolizione della Legge Severino e Limitazioni (fortissime) alle misure di custodia cautelare, rappresenta già un suo punto di forza in un contesto di debolezza. Sui tre rimanenti «c’è il Parlamento». Come dire «Qualcosa comunque vedremo di fare, pur di non arrivare al voto». E, dunque, evidente imbarazzo.

I cinque Referendum ammessi, ricordiamo, sono i seguenti, a partire dai due ‘rigettati’ da Letta. 1/ Incandidabilità (Legge Severino). Abolizione di uno dei Decreti attuativi sia per le norme riguardanti gli Amministratori locali che per quelle che impediscono la partecipazione alle elezioni del Parlamento Italiano ed Europeo ed a​ Regionali e Comunali ai condannati in via definitiva per mafia, terrorismo, corruzione… 2/ Misure cautelari. Riduzione dei reati per i quali è consentita l’applicazione delle misure, in particolare della carcerazione preventiva.

Questi gli altri tre per cui Letta ‘rimanda al Parlamento’. 3/ Separazione delle funzioni. Separazione delle carriere in​ Magistratura cancellando le norme che consentono quattro passaggi di funzioni tra Giudici e Pubblici Ministeri. 4/ Elezione togati Csm. Eliminazione delle 25 firme richieste per la candidatura alle elezioni dei Consiglieri togati del Csm. 5/ Valutazione dei Magistrati. Rimodulazione della composizione dell’organismo diretto alla valutazione.

In tale marasma viene voglia di continuare a rifugiarsi nell’immenso Gaber che appunto d’immenso ci illumina, quasi come Ungaretti, e rifarsi al nostro ‘L’Italia oggi e il Gaber di ‘Io se fossi Dio”. La sua ‘Io se fossi Dio‘ è giusto ed utile riproporla nella versione scandalosamente originale del 1980, pur se conteneva come già segnalavamo anche un ingiusto giudizio su Aldo Moro.

Volendo c’è pure la versione francese ‘Moi si j’étais Dieu‘. Giusto per non farci mancare niente.

Poi in ‘Io se fossi Dio_Versione alternativa‘ del 1991, Giorgio Gaber tirava in ballo Giustizia e Magistrati. Da ascoltare, e rifletterci, oggi. Poi, proviamo pure a figurarci Dio anche noi.

[Questo pezzo non è un granché, ma le canzoni di Gaber sì, a prescindere, e quindi…].