venerdì, Maggio 20

Giustizia. I giorni del giudizio Referendum Giustizia. La strada verso il 12 giugno /9

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E venne il giorno del Giudizio. Quello del ‘giudizio’, nel senso di essere giudiziosi, vedremo, dubitandone. Ma oggi è, invece e comunque, il giorno in cui si comincia realmente a capire cosa effettivamente succede sulla Giustizia, Riforma CSM, ed in prospettiva per gli imminenti cinque Referendum del prossimo 12 giugno.

Alla Camera dei Deputati in questo cruciale martedì 19 aprile 2022, e dopo la recente perigliosa approvazione in Commissione Giustizia, è dunque partita la volata finale per la Riforma cosiddetta ‘Cartabia’ del CSM (dal nome della inadeguata Ministra della Giustizia, Marta Cartabia). Propongono emendamenti la Lega e Italia Viva, ma vedi come non ti sbagli a pensare preventivamente male senza fare peccato: già avevano rifiutato di ritirare anche quelli depositati in Commissione. Maria Elena Boschi ne ha annunciati una quarantina a nome dei renziani. La Lega cinque, insistendo sui temi dei legittimamente propri Referendum sulla Giustizia. Non ne arriveranno invece da Forza Italia e dal M5S. L’obiettivo del Governo è approvare il testo in tre giorni complessivi, entro giovedì 21, senza dovere porre la fiducia. L’impegno della maggioranza è quello di non votare le proposte delle opposizioni. L’impegno (con sé stesso) del Presidente del Consiglio Mario Draghi per quanto concerne i Referendum è che se li vogliono fare li facciano pure, riproponendosi di farli scivolare via nella maniera più indolore possibile. Tanto ben difficilmente si raggiungerà comunque il quorum di validazione del cinquanta per cento più uno degli elettori, nonostante l’abbinamento nello stesso 12 giugno con le Amministrative che coinvolgono circa otto milioni e mezzo di persone.

L’Associazione Nazionale Magistrati ha indetto appositamente per oggi una riunione straordinaria del proprioParlamentino‘. Preventivamente decisi verso lo sciopero. Il Comitato direttivo centrale dell’ANM vara dunque la protesta contro la ‘Cartabia’. Dall’interno però obiezioni pesanti sullo sciopero da parte della storica, e pure numericamente rilevante, componente progressista di Magistratura Democratica. Nella lettera al Presidente dell’ANM Giuseppe Santalucia si critica la riforma ritenuta «inadeguata a incidere sulle patologie emerse» con l’orrido ‘Caso Palamara‘ «che hanno messo in discussione la nostra credibilità». In particolare, destano «preoccupazione» l’ispirarsi ad una «malintesa idea di meritocrazia degenerata in carrierismo e la tendenza a rafforzare gli elementi di gerarchia interni» fra capi degli uffici e magistrati semplici. Ci si sofferma anche sul sistema elettorale maggioritario «che sgancia i candidati dal territorio in cui possono aver dimostrato la loro credibilità e garantisce a pochi centri decisionali la possibilità di governare l’elettorato». Sulla separazione delle funzioni «che è in frizione con il dettato costituzionale» e schiaccia il pubblico ministero «in una dimensione esclusivamente accusatoria» e antigarantista. Sulle valutazioni di professionalità «che rischiano di arretrare la cultura dei magistrati» in chiave conformista e piramidale.

Però Magistratura Democratica critica anche la stessa ANM «la cui azione ci è apparsa intempestiva, priva di una sana autocritica, timida e incapace di proposte, avendo privilegiato la conservazione dell’esistente», il che l’ha resa irrilevante nel dialogo con Governo e Parlamento. E si sgancia da altre correnti nella valutazione sulla strategia, temendo che lo sciopero suoni come «una difesa corporativa del nostro status» laddove «la riforma danneggia soprattutto i cittadini».

Referendum Giustizia
8/ Referendum Giustizia. La lunga strada verso il 12 giugno dei cinque quesiti 2022 aprile 14

Appare a questo punto in ogni caso più che possibile che si vada al volo per i cinque i residui Referendum sulla Giustizia, probabilmente ridotti a quattro ‘saltando’ solo quello quasi irrilevante sulle firme necessarie per la presentazione delle candidature. per il CSM.

Ricordiamo, in maniera essenziale, i contenuti di tutti e sei i Referendum inizialmente ai blocchi di partenza. Ideati dai Radicali del PRNTT e ‘portati a casa’ dalla Lega.

1/ Riforma del CSM 2/ Responsabilità diretta dei magistrati 3/ Equa valutazione dei magistrati 4/ Separazione delle carriere dei magistrati tra funzioni giudicanti e requirenti 5/ Limiti agli abusi della custodia cautelare 6/ Abolizione del Decreto Severino. Il giudizio della Consulta ha eliminato solo quello sulla Responsabilità diretta dei magistrati (il secondo di questo nostro elenco).

Evidente come la strategia sia quella di «un crescendo di iniziative legislative e referendarie che hanno un unico comun denominatore: ridimensionare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura». Così Roberto Scarpinato sintetizza la ‘Questione Referendum Giustizia’ all’interno del più ampio contesto in cui si inserisce. Dopo avere condotto in posizioni e postazioni delicatissime la sua attività da Magistrato a Palermo, Scarpinato ha concluso da Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Caltanissetta prima e Palermo poi. Indica le manovre per «minare la credibilità complessiva dell’intero ordine giudiziario, alienandogli la fiducia popolare e creando così un clima propizio all’emanazione di riforme dirette alla sua normalizzazione». C’è «un vasto schieramento che da anni tenta di accreditare la tesi complottista e mistificante secondo cui i processi celebrati in quest’ultimo trentennio nei confronti di tanti esponenti della nomenclatura del potere, sarebbero stati instaurati non per finalità di giustizia, ma per occulte finalità politiche». «La posta in gioco è l’assetto democratico del nostro Paese che ha uno dei suoi perni fondamentali nel principio costituzionale della uguaglianza di tutti i cittadini dinnanzi alla legge, senza distinzione di condizioni personali o sociali. Principio che rischia di trasformarsi in una formula vuota, se dovessero essere manomesse le garanzie costituzionali di indipendenza della magistratura».

In ogni caso la ‘Partita Giustizia’ rimane snodo fondamentale, e fondante. Anche in vista delle Elezioni Politiche di inizio 2023. Praticamente domattina.

REFERENDUM GIUSTIZIA. LA STRADA VERSO IL 12 GIUGNO /9 (continua)

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’

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