mercoledì, Maggio 12

Giustizia è fatta? image

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Officials of the Parliament try to stop

 

L’Indro‘ è un quotidiano di approfondimento, lo sanno tutti. E allora, cogliamo l’occasione per approfondire un tema scottante anzichenò.

Il deputato di Scelta Civica Stefano Dambruoso ha colpito (forse, in pieno, di striscio, volente, nolente, non si sa bene) con la mano una ‘cittadina’ grillina durante un parapiglia nell’aula parlamentare che, almeno in quel momento, tutto era meno che sorda e grigia. La ‘cittadina’ Loredana Lupo ha lamentato la fuoriuscita di una lente a contatto dal globo oculare, Dambruoso ha chiesto scusa e ha rivendicato l’involontarietà del gesto.

Ora, diamo per scontato che il contatto ci sia stato (oddio mi è partito il linguaggio da moviola calcistica), e analizziamone reazioni popolari ed eventuali conseguenze.

La rissa in Parlamento è un classico, un evergreen sintomatico dei momenti in cui la tensione e la passione politica prendono il sopravvento sul self control che dovrebbe contraddistinguere i rappresentanti del popolo. Dovrebbe, perché i rappresentanti sempre esseri umani sono e perdono la brocca come tutti. In tutti i Paesi, sia chiaro. In Italia poi, posto che frequentiamo e che conosciamo meglio, succede abbastanza spesso, non c’è bisogno di ricordare le grandi zuffe in cui si distingueva il focosissimo Gian Carlo Pajetta. Pochi sanno, inoltre, che i commessi parlamentari hanno tra i loro compiti quello di impedire che gli Onorevoli (o cittadini) vengano alle mani, dividendoli fisicamente nei corpo a corpo già in atto, mettendo anche a repentaglio la propria incolumità. D’altronde, sarà anche per questo che guadagnano cifre al di fuori di ogni ragionevolezza? Mah!

Ma torniamo a noi. Visto che sul web le discussioni impazzano, il punto che mi interessa mettere a fuoco è: Dambruoso ha sbagliato a perdere il controllo e su questo non ci piove. Ma il fatto che l’oggetto dell’atto manesco sia stata una donna, quale valore ha? Sembra una domanda buttata lì, quasi da quattro soldi. Ma nasconde un mondo intero di polemiche, fraintendimenti, prese di posizione aprioristiche, equivoci più o meno volontari.

In una parola, il mondo stizzoso e mefitico della guerra dei sessi, a mio avviso, è il conflitto più aspro e subdolamente persistente che affligga l’umanità nel nostro fortunato tempo di pace. Chi commette un atto sia pur minimamente violento nei confronti di un altro essere umano è condannabile con un criterio diverso a seconda del sesso di colui/ei che quell’atto ha subito? O dipende dal grado di ‘debolezza’ fisica che caratterizza i due contendenti?

Se, poniamo, Rosy Mauro, peso massimo leghista, atterra con un gancio il malcapitato Renato Brunetta, si può gridare alla violenza ‘di genere’, o no?
E come la mettiamo con la violenza verbale? E’ davvero meno grave di quella fisica? quando quella fisica non fosse poi così letale.

Il cittadino Massimo De Rosa, resosi a quanto pare protagonista in Commissione Giustizia, sempre ieri, di frasi ignobili contro le deputate Pd, non è forse un violento della peggior specie? da stigmatizzare con tutta la forza possibile, auspicandone l’allontanamento come molti fanno con Stefano Dambruoso? E il ‘Sorial killer’ del Presidente Napolitano?

Vedete quale gamma di interrogativi spinosi e irrisolti si celano dietro uno schiaffo o uno spintone, che sia in Parlamento, nel Transatlantico, per strada o nel chiuso delle mura casalinghe?

 

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