lunedì, Aprile 12

Giustizia: come dice Totò ‘ogni limite ha una pazienza’

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Ogni limite ha una pazienza’, dice Totò quando interpreta il commissario Saracino nel film ‘Totò contro i quattro’ dell’impareggiabile Steno. ‘Ogni limite ha una pazienza’, vien da pensare nell’ascoltare Michele Ruggiero, pubblico ministero nel processo che la procura di Trani ha intentato nei confronti di dirigenti ed analisti di alcune agenzie di rating in sostanza accusate di aver complottato per abbassare il rating creditizio dei titoli di stato italiani; con ciò, questa l’ipotesi accusatoria, avrebbero provocato «una destabilizzazione dell’immagine, del prestigio e degli affidamenti creditizi dell’Italia sui mercati finanziari nazionali ed internazionali». Che una piccola procura, non particolarmente competente come quella di Trani. si occupasse di una simile vicenda avrebbe fin dal primo momento sollevare perplessità, qualche legittimo dubbio ; ma allora molti, forse ricordando l’epica lotta di Davide contro Golia, e comunque in nome di un cauteloso. ‘chissà, vuoi vedere che…’, invitarono i più perplessi e dubbiosi alla prudenza. Poi l’ipotesi che l’Italia fosse finita in un colossale tritacarne, un sorta di Spectre economico-finanziaria cui addebitare tutte le italiche lacune e incapacità, tornava pur utile…

Come è finita? Con una generale assoluzione: «il fatto non sussiste». Ora già dovrebbe far riflettere che un ‘qualcosa’ che mira a destabilizzare nientemeno che «l’immagine, il prestigio e gli affidamenti creditizi dell’Italia sui mercati finanziari nazionali e internazionali» sia oggetto di un’inchiesta che comincia nel 2011, e solo nel 2017 si arriva a sentenza (per altro di primo grado). Sei anni per accertare se questo mega-complotto c’è stato o no; e alla fine si risponde no. Scandaloso. Ma scandaloso anche se si fosse risposto di sì: che il mega-complotto c’era stato. Ma nulla ormai fa scandalo, in questo Paese; e anzi, la ‘notizia’ sarebbe stata che l’inchiesta e il processo si erano aperti, svolti e conclusi in sei mesi. Ma ‘notizie’ di questo tenore sono rare; e si assiste a una deprimente inversione: quello che dovrebbe essere la regola, quando si verifica, stupisce, meraviglia; mentre quella che non dovrebbe essere neppure l’eccezione, ha pratica esecuzione quotidiana; ed è considerata pratica normale.

Per tornare all’inchiesta di Trani: in questi sei anni è stato un fiorire di accuse e contro-accuse (mediatiche, politiche) le più varie; una babele di ipotizzati complotti che sarebbero stati orditi contro l’Italia da parte della ‘Grande Finanza Internazionale’; se ne sono dette e scritte di tutti i proverbiali colori.

La procura di Trani: giusto per ritenerne memoria: chiede la condanna a due anni per Deven Sharma, nel 2011 presidente dell’agenzia Standard & Poor’s; a tre anni per Yann Le Pallec, direttore europeo della società; altrettante condanne per gli analisti Eileen Zhang, Franklin Crawford Gill e Moritz Kraemer; tre anni per David Riley, analista dell’agenzia di rating Fitch. Secondo la pubblica accusa colpevoli di aver fornito intenzionalmente ai mercati finanziari report contenenti «informazioni tendenziose e distorte sull’affidabilità creditizia italiana e sulle iniziative di risanamento adottate dal governo»; l’obiettivo «disincentivare l’acquisto di titoli del debito pubblico italiano e deprezzarne così il valore».

Il principale autore dell’inchiesta, il dottor Ruggiero, per inciso, prima di questa è stato titolare di altre inchieste e indagini di cui si è molto scritto e parlato. Per esempio quando ha cercato di dimostrare un legame tra autismo e vaccini, di cui aveva per primo parlato medico inglese truffatore, poi radiato dall’ordine proprio per questa colossale balla che maldestramente aveva cercato di accreditare. Di quell’inchiesta si è molto discusso, spesso a vanvera; anche per quella metropolitana leggenda in questi anni si registra un calo delle vaccinazioni, con le conseguenze che sappiamo. Alla fine la stessa procura ha chiesto l’archiviazione del caso; le accuse mosse nei confronti delle case farmaceutiche sono risultate inconsistenti.

La procura di Trani indaga su American Express, Monte Paschi di Siena, Banca Nazionale del Lavoro, Unicredit, Credem, Intesa San Paolo, Banca d’Italia e Deutsche Bank; e chiama a testimoniare Romano Prodi, Mario Monti, Pier Carlo Padoan, il presidente della BCE Mario Draghi, quello della CONSOB Giuseppe Vegas

Ora ci può stare tutto, e figuriamoci se è un problema il fatto che il dottor Ruggiero si presenti il giorno della sentenza con una cravatta tricolore, perché il bianco, rosso e verde sono i colori che porta nel cuore, ed esprimono fedeltà alla Repubblica. Lodevole, anzi; e la indossi pure, come promette, in futuro.

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