domenica, Giugno 20

Giuda è fiorentino e si chiama Feysal

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feysal

È un fiorentino e si chiama Feysal Bonciani, il giovane coprotagonista della più celebre Opera Rock del mondo, ‘Jesus Christ Superstar‘, che, nella versione italiana di Massimo Romeo Piparo, sta ottenendo un successo  strepitoso, superiore a ogni aspettativa. Il celebre, mitico spettacolo di Tom Rice e Andrew Llyod Webber, che dagli anni ’70 porta in giro nel mondo il dramma eterno del Cristo, è anch’esso una sorta di miracolo italiano, in quanto -insieme al mitico Ted Neeley, il Christ del musical e dell’ancor più celebre film di Norman Jewison–  tutto il cast è composto da artisti italiani: adattamento e regia, coreografie, scene, costumi, direzione musicale, interpreti. Un mix di eccellenze che fa onore al nostro talento e alla creatività di quanti anche nel nostro Paese operano in un settore complesso e storicamente nuovo come il musical. Basti ricordare alcuni numeri: quattro diverse versioni, 11 anni consecutivi in cartellone nei teatri italiani, oltre 1.100.00 spettatori, più di 120 artisti alternativi nel cast e più di 1.200 rappresentazioni. Quest’ultima versione speciale, partita dal Teatro Sistina nel febbraio dello scorso anno, si concluderà il prossimo febbraio sempre al Sistina di Roma, dopo aver toccato i principiali teatri italiani che hanno registrato il tutto esaurito. Ed è proprio dal Sistina che è cominciata anche l’avventura del coprotagonista di quest’Opera Rock. Nei panni di Giuda, il 25enne Feysal, che incontriamo dopo il secondo appuntamento al teatro Verdi di Firenze. La sua storia merita davvero di essere raccontata.

Feysal è nato a Firenze, all’Ospedale di Careggi, precisa il padre adottivo, ex bancario in pensione, che lo prelevò dall’Istituto degli Innocenti. Con la sua famiglia (mamma, babbo e due fratelli) vive a Grassina, una frazione del Comune di Bagno a Ripoli, che si snoda lungo le colline che circondano Firenze.

Feysal bonciani _o

Intanto, sai cosa significa Feysal? 

Credo che in somalo voglia dire ‘deciso’.

 

‘Nomen omen’, dicevano i latini. Nel tuo nome c’è il tuo destino e credo che ti si attagli.

Credo proprio di sì, la volontà, la determinazione, lo spirito di sacrificio non mi mancano.

 

Quali erano i tuoi sogni di ragazzo?

Il calcio e la musica. Ma visto che sui campi di gioco ero modesto, ho coltivato la musica per la quale ho avuto fin da piccolo particolare predisposizione. E così, una volta preso il diploma al liceo scientifico, mi sono trasferito prima a Torinoe  poi a Milano, per studiare ballo, canto e recitazione. E anche chitarra, che strimpello appena posso per accompagnare alcune mie canzoni o, come alcune volte è accaduto, per esibirmi in alcuni ristoranti del centro di Firenze, ove ho interpretato celebri cover.

 

E com’è che ti sei ritrovato nel cast di Jesus Christ?

Alcuni amici mi avevano segnalato che a Roma, al Sistina, c’erano le audizioni per cantanti e interpreti per la quarta edizione della celebre Opera Rock, in lingua originale. Ci sono andato e mi sono esibito portando un brano, quello di Giuda, che praticamente chiude lo spettacolo e racchiude il dramma di amore e di odio di questa figura centrale nella storia della Passione di Cristo: ‘Everytime I look at you I don’t understand, why you let the things you did get so out of hand’. Un brano di due minuti con il quale evidentemente ho conquistato regista e produzione, superando la concorrenza di 500 altri aspiranti.

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