domenica, Settembre 19

Gioventù ribelle a Hong Kong field_506ffbaa4a8d4

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Bangkok – Quando allo stadio – in occasione dell’incontro di calcio con la compagine della Madre Patria – è stato srotolato lo striscione con la scritta ‘Hong Kong non è la Cina’, molti osservatori di cose interne si sono dovuti porre dei motivi di riflessione sullo stato delle cose riguardanti la fascia giovanile del Paese.

In particolar modo gli esperti di politica e di società si sono chiesti cosa sia andato storto negli ultimi 18 anni, ovvero da quando Hong Kong è stata restituita da parte della ex potenza coloniale Gran Bretagna nelle mani della Grande Madre Cina nell’egida dell’ordinamento ‘Una Nazione, Due sistemi’. Un principio che regola le relazioni tra i due Paesi ma sul quale sembra che una intera generazione – ovvero la fascia giovanile di Hong Kong – non tenga in conto, quasi non faccia parte del repertorio della quotidianità all’interno della quale sono stati anche generazionalmente partoriti.

Gli osservatori, infatti, annotano nei talk show come nei vari media più o meno tradizionali più o meno moderni, che il passaggio delle consegne tra Gran Bretagna e Cina è avvenuto nel lontano 1997 e che bisognerebbe spiegare ai giovani che le cose all’epoca erano alquanto differenti rispetto al quadro odierno. Innanzitutto, la Cina si collocava alla posizione n. 7 nella top ten delle Nazioni più potenti del Pianeta, oggi la Cina si attesta alla posizione n. 2 e che – dati alla mano – raggiungerà agevolmente la vetta delle Nazioni più forti del Pianeta sopravanzando gli Stati Uniti nell’arco di dieci anni. Anche se bisogna anche aggiungere che per numerosi centri di ricerca economico-finanziaria di caratura internazionale la Cina è già sulla cima della vetta economica mondiale, crisi contingente a parte.

Si fa notare che nello stilare il curriculum scolastico, il Governo locale ha inteso fissare (Punti 2 e 4) che si richiede ai giovani «un’ampia conoscenza di base affinché il soggetto possa autonomamente intendere lo svolgimento di vari temi in essere con un’ampia conoscenza di base e verificare personalmente la loro inter-relazione con la comunità nazionale, sia a livello nazionale sia a livello globale, al fine di essere un cittadino ben informato ed aggiornato oltre che responsabile con un senso profondo di identità nazionale e globale; affinché rispetti il pluralismo delle culture e delle visioni ed abbia un modo di pensare critico, riflessivo ed indipendente».

I più critici nei confronti delle manifestazioni di volontà più recenti dei giovani di Hong Kong dicono che – se i contenuti degli ordinamenti scolastici sono quelli descritti – molto probabilmente nelle scuole ma anche tra i genitori e nelle famiglie ci deve essere più di un qualcosa di sbagliato circa i processi di educazione ed istruzione della gioventù di Hong Kong. Soprattutto visti i risultati. In buona sintesi, quel che si vorrebbe chiedere è una maggiore e più intensa partecipazione ai processi di integrazione Hong Kong-Cina e non il perpetrare il vetusto arroccamento per il quale non è accettabile il principio “Una Nazione, Due sistemi” e si continua a invocare un isolazionismo che –di fatto- è stato superato dalla Storia recente. Anzi, prendere coscienza della unione di intenti tra la Madre Patria cinese e lo Stato di Hong Kong potrebbe essere una importante piattaforma di azione per una intera classe generazionale per procedere spediti verso un futuro tutto da costruire e dove i giovani di Hong Kong possono scrivere pagine importanti.

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