sabato, Settembre 18

Giovedì gnocchi (a quando la trippa?) field_506ffb1d3dbe2

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Riforme-costituzionali-modello-grande-Renzi

«Nun c’è più trippa ppè ggatti», si dice a Roma, intendendo che non c’è da mangiare (e per traslato far bella vita ed ottenere cose) a sbafo. Ma, più in generale, per traslato inverso, che non c’è contenuto. All’origine il Sindaco (massone, anticlericale, galantuomo) Ernesto Nathan, che appena insediatosi nel 1907 (proseguì sino al 1913) venne a scoprire che il Comune di Roma teneva ‘a libro paga’ negli archivi cartacei un manipolo di gatti incaricati di cacciare i topi. Solo che venivano anche ‘sovvenzionati’ a suon di trippa, evidentemente incompatibile con un appetito che li spingesse ad eliminare i roditori. E così soppresse la spesa, ed i gatti, ‘senza più trippa’, tornarono, si suppone, a fare il proprio mestiere.

E ‘Where is the beef’, dov’è la carne, la sostanza, si dice nel giornalismo statunitense (ed anglosassone più in generale). ‘Where is the beef”, dove sta la ciccia (e il fatto, la notizia quando si tratta di giornalismo) è la domanda di chi voglia vedere sotto le chiacchiere qualcosa di concreto, da toccare e ‘masticare’.

E, allora, dove sta la trippa, la ciccia, di Renzi? Quella con cui subito dopo il Delitto Letta (il suo fondativo Delitto Matteotti) annunciava le imminenti mirabilie di una riforma al mese (approvata definitivamente, non solo presentata, nella sua narrazione). Quanti sorci ha acchiappato gattomammonerenzi e quanta ciccia ha prodotto? Certo ci sono i gufi, tutti i giorni all’attacco, ma...

‘I gufihanno colpito di nuovo: a scrutinio segreto è così indebitamente passato al Senato un emendamento (della Lega) che gli conferisce competenze anche su famiglia, matrimonio e diritti civili. E’ stata invece bocciata, con voto palesela proposta per la riduzione dei deputati. Dal Pd, di cui si è riunita la Direzione, si sostiene che sono tornati all’opera i 101 che affossarono Prodi (che poi erano probabilmente di più, anche se non tutti parlamentari, vista la presenza dei delegati delle Regioni). Renzi, di suo, è sicuro che «Non sarà come con il Governo Prodi». (E per concedere qualcosa ‘apre’ sulle preferenze). Lo scenario in effetti è diverso: l’ultimo Governo del professore bolognese fu, negli atti, buon governo, con un formidabile Tommaso Padoa Schioppa all’Economia. Nelle risse interne e nella proiezione esterna disastro. Dire che qui è il contrario forse è troppo, ma …

Intanto crescono le considerazioni e le poteste perché il partito, di fatto, ‘vivesolo a Palazzo Chigi. La Segreteria non si riunisce da quando si è formato il Governo, cioè da febbraio. Però era evidente da prima quello che sarebbe successo, il disinteresse di Renzi al partito, e allora ci si può anche lamentare, ma…

Ma è chiaro che il ‘non c’è trippa’ renziano si declina in due diversi modi. Eliminare sprechi, razionalizzare e far funzionare la macchina dello Stato (in sospeso l’addiononaddio del Commissario Cottarelli che non vuole più spese senza coperture, mentre il Premier informa che si va avanti anche senza di lui). Ma anche l’incapacità, almeno per ora di portare a casa risultati. Insomma anche i cittadinigatti che ne avrebbero diritto, e ci hanno creduto regalandogli il trionfo delle Europee, continuano a non vedere trippa.     

E, per oggi, questo è tutto, ragazzi.

 

Che stampa che fa    *  Meno di dieci mesi e a primavera Ferruccio De Bortoli lascerà la direzione del ‘Corriere della Sera‘. Le Idi di marzo si avvicinano.  La decisione, sancita dal Consiglio d’Amministrazione di Rizzoli Corriere della Sera Media Group, è stata comunicata rendendo noto che è stato “approvato l’accordo (…) per la conclusione della sua lunga esperienza alla conduzione del ‘Corriere della Sera‘, con pieno apprezzamento per il lavoro svolto in dodici anni complessivi di direzione e con sentita gratitudine per il suo apporto alla società e al gruppo, nel quale entrò alla fine del 1973”. Gli è stato inoltre chiesto di rimanere fino alla prossima assemblea sul bilancio 2014 “al fine di assicurare il completamento di importanti progetti editoriali”, e di partecipare alla scelta del nuovo Direttore.  De Bortoli viene dal ‘Corrierino dei Piccoli’, massima referenza per dirigere l’asilo infantile della politica italiana.

 

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