giovedì, Settembre 16

Giovanni Falcone ventiquattro anni dopo field_506ffb1d3dbe2

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Fiorella perché hai deciso di raccontare i giorni di Falcone e Borsellino all’Asinara?

Per raccontare un’amicizia. Per raccontare una parte di vissuto sconosciuto. Per raccontare la forza e voglia di vivere di Borsellino e Falcone, la ricerca della verità, ma ricerca anche di felicità.

Come ti sei documentata?

Ascoltando le persone che li avevano conosciuti, parenti, amici collaboratori, guardie… ascoltando e leggendo, guardando le interviste, leggendo parti dell’ordinanza del maxi processo, guardando le fotografie.

Quale dei racconti che ti sono stati ‘tramandati’ ti ha colpito di più?

Che tutti loro del pool praticamente ogni giorno per divertirsi e prendersi in giro si facessero un necrologio a vicenda . E poi gli scherzi, non sapevo che giocassero tanto, che si prendessero così in giro, in continuazione. Ma forse l’episodio che più mi ha colpito è stato come Falcone sia riuscito a convincere Buscetta a parlare e su come ha condotto l’interrogatorio per mesi…e il loro rapporto, forte intenso.

Ci descrivi com’era l’uomo Falcone?

Misterioso, Seduttivo, Instancabile, Strategico, Ironico. Quando Falcone andava a interrogare gli imputati in carcere, spesso all’estero, per non perdere tempo la sera non andava come tutti in albergo, ma dormiva in carcere, così la mattina, era lì e riprendeva l’interrogatorio. Lo descrive bene.

E l’uomo Borsellino?

Generoso, anche lui instancabile, privo di pregiudizi, con una memoria fuori dal comune, coraggioso, spiritosissimo, allegro, padre per molti, non solo dei suoi figli. Credo che il suo lato umano, l’essere così empatico, desse a tutti loro del pool una gran forza.

Continuerai a occuparti di queste tematiche?

Forse sì, scopro ogni giorno cose che mi piacerebbe molto raccontare.

 

Omaggi su omaggi, vittorie su vittorie. Si vittorie perché da giorni si continua a raccontare del giudice Falcone. La sua morte è stata solo terrena perché i giovani siciliani, ma non solo, vivono delle idee dei due giudici antimafia, vivono del loro coraggio. Tra questi Nicolò Mannino e tutti i rappresentanti del “Parlamento internazionale della legalità” e, proprio nel dell’anniversario della morte del giudice il sindaco di Corleone, Leoluchina Savona, conferisce a Mannino, denominato da tutti il ‘professore antimafia’ al suo vice Salvatore Sardisco, al sottosegretario di stato alla difesa Domenico Rossi e al tenente colonnello dell’esercito Gaetano Cascino, la cittadinanza onoraria, un piccolo gesto per dei grandi uomini che giorno dopo giorno sono in prima linea per vincere contro tutta la criminalità organizzata.

Intanto oggi è il giorno del ricordo, oggi è il 23 maggio e, idealmente è l’inizio della fine anche di Paolo Borsellino. Tra cinquantasette giorni esatti ricorderemo Paolo Borsellino, cinquantasette giorni nei quali l’uomo Borsellino sapeva di andare incontro alla morte. Cinquantasette giorni durante i quali, idealmente, anche noi ci avvicineremo ad un secondo momento tragico per la nazione. Un’altra vittoria per chi ha scelto la legalità.

 

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