lunedì, Settembre 27

Giovani in Politica: si cambia

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Giovani in politica per cambiare quell’antico approccio culturale capace di lacerare generazioni intere, di compromettere lo stato sociale, di distruggere l’economia di un Paese. Giovani in politica per rappresentare la vera forza da spendere in campo, al fine di cambiare totalmente la cultura italiana, conferendo più fiducia e più certezze alla popolazione. Giovani in politica per dare vita a una vera e propria rivoluzione degli ideali, troppo spesso dimenticati e troppo spesso usati per obiettivi diversi, senza perseguire nessuna filosofia politica.

Il vento del cambiamento arriva dal basso e coinvolge la popolazione di tutta Europa. I giovani sono in prima linea senza far sconti a nessuno, perché stufi delle vecchie logiche dei partiti politici, responsabili della difficile situazione economica dei Paesi europei, specialmente quelli localizzati a Sud dell’Europa. Il Mediterraneo diventa il luogo geografico maggiormente critico, dove sono presenti quelle forti crisi sociali ed economiche difficili da sostenere nel lungo periodo. L’urgenza di risolvere i problemi diventa impellente, arrogante, forte, specialmente nell’Italia dove l’incertezza politica preoccupa maggiormente i giovani, fermi nella banchina della stazione dove troppi treni sono passati senza fare alcuna fermata.

Giovani in politica per avere risposte certe, capaci di affrontare i problemi senza mezzi termini, senza giri di parole, senza valzer logorroici di politici bene addestrati. Ora si deve andare dritti verso la soluzione perché non c’è più tempo di aspettare. Ora è in gioco il futuro di intere generazioni che rischia;no lentamente di restare a piedi. Per sempre. Giovani in Politica, gruppo costituito da alcuni studenti di Monteroni di Lecce, città universitaria alle porte del capoluogo pugliese, vuole avvicinare la gente e, soprattutto, i giovani al mondo della politica, senza fermarsi ai paletti derivanti dagli schieramenti politici, proprio per cercare di collaborare al bene comune.

A fondare il gruppo, nel 2012, sono due giovani universitari: Alessio Buonfrate e Luca Guido. Alessio Buonfrate, laureando presso l’Università del Salento alla Facoltà di Economia, è responsabile dell’associazione studentesca “Icaro”, giovane realtà con l’obiettivo di promuovere il sindacalismo studentesco e la politica intesa come azione martellante per il bene della nostra polis: l’università. Luca Guido, attivo in ambito sociale e in quello politico, è responsabile della comunicazione per i Giovani Democratici di Monteroni e membro della segreteria del locale circolo del Partito democratico, con delega alle politiche giovanili e università; è anche rappresentante degli studenti, eletto nelle liste indipendenti Link, presso l’Università del Salento dove studia economia aziendale. Giovani in Politica cerca di dare una scossa alla politica locale, rendendola più consapevole della presenza dell’elettorato giovanile tramite una significativa azione sul web.

Con Alessio Buonfrate e Luca Guido, convinti sostenitori del ruolo sociale della politica per una maggiore valorizzazione del bene comune e del confronto democratico, poniamo l’accento su alcune posizioni ideologiche vissute dai giovani.

 

Qual è la visione della politica italiana percepita dai giovani?

La maggior parte dei giovani, in accordo con il sentore generale dei cittadini italiani, non ripone molta fiducia nella politica. La conseguenza di questa disaffezione è causata dalla classe dirigente che ha amministrato il Paese negli ultimi 20 anni, la quale, trincerandosi dietro false barriere ideologiche, ha pensato solo a soddisfare il proprio tornaconto, disinteressandosi quasi del tutto ad avvicinare i giovani al mondo della politica, non avendo la lungimiranza di considerare che questi ultimi saranno la classe dirigente del futuro. Sono pertanto pochissimi i giovani, animati da passione personale, che, consapevoli dell’importanza dell’azione politica, sono attivi sul territorio attraverso associazioni studentesche, politiche o culturali, cercando di coinvolgere i propri coetanei, al fine di sensibilizzarli all’importanza della politica attiva.

Come ribaltare il comportamento della classe politica non adeguatamente attento ai problemi dei giovani, futura ricchezza del Paese?

Per ribaltare questo comportamento, l’attuale classe politica dovrà credere maggiormente alle nuove generazioni, dando maggiore spazio alle iniziative dei giovani in ogni ambito. Solo i giovani possono essere le salde fondamenta sulle quali ricostruire il modo di vedere il sistema politico. Le buone pratiche che possono portare a questo cambiamento vanno ricercate nello svecchiamento della classe dirigente, attraverso la sostituzione dei vecchi quadri con giovani intelligenze, purché abbiano le necessarie competenze e siano consapevoli delle responsabilità affidate, non cadendo nel semplice tranello dell’equazione “giovane/nuovo è uguale a buono”. Questa convinzione ha portato, dopo la caduta del sistema partitico nei primi anni ’90, alla nascita di troppi politici e salvatori della patria. Pertanto questo passaggio generazionale non può nascere nel breve periodo ma deve essere la conseguenza di un percorso che dia competenze, consapevolezze e funzioni sempre maggiori ai giovani che si affacciano al mondo della politica, conferendo un considerevole peso alle politiche giovanili all’interno dei partiti.

Quando un giovane pensa al mondo politico che sensazione avverte? Quale approccio culturale diventa conseguente?

Quando un giovane si approccia al mondo della politica si aprono due scenari: se il giovane ha forti basi culturali e scolastiche ritiene necessario un proprio interesse al mondo politico, capace di portare al cambiamento dello status quo; quando la cultura e il livello scolastico sono più bassi si assiste, nell’ottica di andare contro al sistema politico, a un totale disinteresse per tutto ciò che contiene la parola politica, non riuscendo a riconoscere nel termine la derivazione dalla parola greca polis, senza comprendere l’alto valore comunitario ricoperto dalla politica. Questo disinteresse aiuta la vecchia classe dirigente che trova di fronte a sé sempre meno avversari in un’ottica di ricambio generazionale. La soluzione deve essere ricercata in un incisivo sviluppo culturale dei giovani, capace di incentivare all’interno delle famiglie e delle istituzioni scolastiche fin dai gradi inferiori, affinché abbiano i giusti strumenti critici per valutare la società contemporanea.

Il vostro giudizio sull’influenza della componente cattolica nelle scelte della politica italiana?

La componente cattolica ha avuto nel corso del tempo una forte influenza sulle scelte della politica italiana, se non altro perché durante i primi 30 anni della storia repubblicana i governi sono stati tutti guidati da un partito di chiara ispirazione cattolica e clericale, il quale ha trovato la sua fortuna nel radicato senso cattolico delle famiglie italiane. Questa influenza ha rallentato e rallenta tutt’ora la realizzazione in Italia di norme basilari su vari ambiti, mentre in altri Paesi sono in vigore da anni. Si vedano, a questo proposito, le battaglie per il divorzio, per l’aborto, per la fecondazione eterologa, per l’eutanasia, per le unioni civili anche tra persone dello stesso sesso. Sicuramente, però, abbiamo avuto molti personaggi significativi di corrente cattolica che hanno contribuito al miglioramento della società Italiana come Alcide De Gasperi e Aldo Moro, a cui molti politici dovrebbero fare riferimento per i loro valori e principi.

Quali sono i più importanti provvedimenti da adottare per una società civile?

Una società civile non può definirsi tale se alla base di questo essere civile non c’è l’uguaglianza di tutte le donne e di tutti gli uomini facenti parte della suddetta società, indifferentemente dal proprio orientamento religioso, politico, sessuale, dalla propria etnia, cultura e posizione sociale. Questi concetti presenti formalmente nella nostra Costituzione che diamo per scontati, spesso non sono presenti dal punto di vista sostanziale, poiché vengono calpestati quotidianamente partendo dai semplici cittadini per terminare alle istituzioni. La classe dirigente deve impegnarsi in prima persona affinché tutte le barriere che costituiscono ostacolo all’uguaglianza vengano abbattute, a cominciare dalla riduzione dei privilegi che molto spesso la classe dirigente si autoriconosce, calpestando i diritti dei comuni cittadini.

Le ideologie sono alla base di un pensiero politico. Nell’attuale Parlamento c’è una scarsa identità filosofica legata agli esponenti della destra e della sinistra italiana. Le vostre ideologie su cosa si basano?

Poiché siamo un gruppo eterogeneo, alla base del nostro lavoro svolto non c’è nessuna identità ideologica, ma soltanto la consapevolezza che gli attori della politica debbano essere onesti e debbano avere competenze tali da arricchire la società. Ovviamente in ambito personale ognuno di noi si muove in campo politico, guidato da un proprio pensiero ideologico, mantenendo sempre un confronto con altri giovani su svariati temi.

La politica permette una discussione vivace sui problemi del Paese. Come seguite le diverse posizioni dei movimenti sorti tra i cittadini?

Siamo molto attenti a recepire i messaggi dei movimenti sorti tra i cittadini, in quanto manifestano le reali istanze del popolo. Sicuramente, però, vanno analizzati da un punto di vista critico, dovendo scindere quelli che nascono realmente dal basso con l’obiettivo di unirsi per cercare di far fronte alle problematiche che realmente toccano il cittadino. Questi movimenti dovrebbero essere un elemento fondamentale della politica Italiana. Sono da considerare in un’altra ottica quelli meramente politici nati con un profilo demagogico e populista sotto una veste prettamente politologica, con il solo fine di diventare forza di governo facendo leva sulla pancia dei cittadini ma evadendo il reale manifesto bisogno della popolazione.

Le proposte per cambiare l’Italia spesso possono essere trovate adottando un po’ di buon senso. A volte i politici complicano le questioni semplici. Perché?

Perché le questioni spesso sono molto più complesse di come semplicemente possono apparire. Vanno valutati i vari interessi che possono sorgere dietro alle diverse proposte, sia quelli generali che possono influire su altre questioni macroscopiche, sia quelli che vanno a incidere sui personali tornaconti delle persone deputate a compiere determinate scelte. Tutti questi interessi tendono ovviamente a rallentare il percorso democratico delle scelte, avendo bisogno di un lungo percorso legislativo alla fine del quale i vari interessi devono convergere. Esempi cardine dove il bene collettivo e quello privato devono prevalere sul buon senso, sono quelli riguardanti la diminuzione del numero dei parlamentari, dei loro stipendi e degli enormi privilegi o determinate scelte strategiche ed economiche, le quali andrebbero a influire su relazioni internazionali o sul sistema economico.

La vostra idea sull’ambiente? Quali azioni si possono adottare per salvaguardare l’ecosistema?

L’ambiente è la risorsa più importante che abbiamo e come tale deve essere salvaguardata. Si dovrebbero adottare azioni mirate alla difesa dell’ambiente in cui viviamo, attraverso un maggiore controllo dei fattori che possono distruggere l’ecosistema. Tutto ciò dovrebbe coinvolgere il semplice cittadino che getta la carta a terra e l’industria che sverza nell’ambiente sostanze inquinanti, come l’Ilva di Taranto, triste realtà che ha portato per tali motivi alla rovina di numerose famiglie e dell’intera città. Servono le regole di sostenibilità che mettano al primo posto, in alcuni ambiti, il rispetto dell’ambiente al profitto.

Giustizia, famiglia, lavoro. Sono tre argomenti sociali molto connessi. Che cosa non ha funzionato in Italia?

Purtroppo su queste tre realtà si è legiferato in modo singolo e disorganico senza comprendere il forte legame esistente tra le materie. Questo ha portato in ogni settore un cammino differente, ben lontano da uno sviluppo uniforme che avrebbe dovuto condurre a una crescita organica della società. Ovviamente anche in questi campi i singoli interessi hanno prevalso su quelli della collettività con gli effetti che tutti conosciamo. Per quanto riguarda la giustizia le leggi sono state scritte e interpretate secondo le convenienze dei governanti di turno, i quali non hanno perso l’occasione di promulgare leggi ad personam. La famiglia e il lavoro, basi principali che dovrebbero essere tutelate e garantite a ogni cittadino, spesso sono calpestate da interessi superiori.

Molti giovani europei sono sul piede di guerra per contrastare le scelte dei loro governi. A quale modello politico europeo siete più in sintonia come ideale politico?

Siamo un gruppo eterogeneo con pensieri ideologici abbastanza differenti per quanto riguarda l’approccio alla politica strettamente intesa come esistenza meramente partitica. Sta di fatto che riteniamo meritevoli di apprezzamento i giovani facenti parte dei più svariati movimenti, purché consentano un reale rinnovamento e un considerevole miglioramento delle condizioni socio-economiche dell’Europa e il cui ideale guida non si basi su pensieri demagogici, xenofobi ed estremisti. Questi ultimi porterebbero solo ulteriori danni alla società.

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