sabato, Aprile 17

Giorgio Napolitano: dalla rielezione all'impeachment field_506ffb1d3dbe2

0

 napolitano-non-presidente

 

L’articolo 90 della Costituzione italiana recita: «Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri». E’ in forza di questo articolo che il Movimento 5 Stelle  chiede la procedura di messa in stato di accusa del Presidente Giorgio Napolitano. Richiesta depositata oggi formalmente  in entrambi i rami del Parlamento.

Il 20 aprile 2013, Giorgio Napolitano, con 738 voti, era stato rieletto Presidente della Repubblica. Primo Presidente comunista della storia italiana e primo a succedere a sé stesso. Una rielezione avvenuta in uno dei momenti più tragici della Repubblica: con un Parlamento che prima non aveva saputo dare vita a un Governo e poi trovare un nome per il Capo dello Stato. Una rielezione, quella di ‘re Giorgio’ che in alcuni ambienti, primo tra tutti quello che fa capo al movimento che oggi chiede l’impeachment, ha lasciato in bocca il sapore della sconfitta.

Il primo settennato dire Giorgiosi era chiuso non senza polemiche -prima la decisione ‘anomala’ dell’istituzione della Commissione dei Saggi in attesa che le forze politiche trovassero l’accordo per la formazione del nuovo Governo, poi la grazia al colonnello Joseph Romano-, in una Paese le cui forze politiche mai avevano raggiunto un tale livello di disperata inettitudine. 

Napolitano, nel corso del primo settennato, ha fatto qualcosa che nessuno Presidente si era mai sognato di fare: ha dato forma e sostanza al passaggio dalla democrazia parlamentare alle Repubblica semipresidenziale. Lui ha usato con moderazione il potere che si è conquistato in questi sette anni, la preoccupazione, nei giorni che precedevano l’elezione del 12° Presidente della Repubblica,  era che il prossimo Presidente potesse non fare lo stesso. Un “potere accresciuto irreversibilmente” che, probabilmente, necessita “di una legittimazione democratica diretta”,  diceva il costituzionalista Francesco Saverio Marini. Potere accresciuto, ma non ancora il passaggio alla Repubblica Presidenziale, piuttosto, secondo il politologo Gian Enrico Rusconi, Napolitano ha introdotto un “un semi-presidenzialismo quasi perfetto, se Mario Monti, sopravvalutando se stesso e seguendo la propria ambizione, non avesse nel frattempo rovinato tutto”. Secondo Tobia Zevi, che sul Presidente ha scritto un libro sul suo modo di comunicare, Napolitano è stato spesso accusato di un eccesso di interventismo mentre di fatto ha solo “incarnato con grande abilità politica una trasformazione in atto da molti decenni della figura del Presidente della Repubblica.

Neanche i bookmakers di Londra erano arrivati a prevedere una rielezione del ‘re’. Piuttosto piazzavano Emma Bonino, che, dopo 14 anni,  restava pur sempre ‘Emma for President’. Il prossimo Presidente? basta che rispetti la Costituzione, affermava Fernanda Contri, una passionaria della Costituzione, prima donna a entrare, negli anni ’90, alla Corte Costituzionale.
Ci sarebbe voluto un nuovo Pertini, secondo l’economista Marcella Corsi, per la quale,  Napolitano “ha forse mancato d’innovatività riguardo alle soluzioni da adottare per far fronte alla crisi finanziaria“, e il nuovo Presidente  deve “essere artefice e rappresentante della coesione tra la classe politica e il resto del Paese. Abbiamo bisogno di un Presidente che sappia scendere tra la gente, che sappia avvicinare le istituzioni al popolo“.
Un Presidente amante della Costituzione era auspicato anche dalla giurista e costituzionalista Lorenza Carlassare, perchè il distacco dalla Costituzione è riscontrabile principalmente in chi è al potere: tra i cittadini è cresciuta invece la coscienza del valore della Costituzione“.
Il Paese, si sottolineava, ha bisogno di tornare a sperare e avere fiducia, secondo la sociologa Chiara Saraceno, per tanto serve un Presidente che sappia costruire la ‘capacità di aspirare’, ‘robusto’ nel lavoro a favore della ricostruzione della ‘laicità’ del Paese.
Di positività parlava anche l’economista Francesca Bettio che vedeva bene un Presidente della Repubblica con “3 C, dove la ‘C’ sta per: ‘Cuore’ -per saper ascoltare e parlare alla gente-, per ‘Coraggio’ -per fare scelte che si prospettano sempre più difficili-, per ‘Competenza’ -che in giro scarseggia. Connotati rispecchiati, a suo avviso, da una candidata che ha ottenuto “consensi trasversali”: Emma Bonino.

Imparziale, non ideologico, competente in politica e in economia, rispettato all’estero e circondato da specialisti: era l’identikit del nuovo Presidente della Repubblica  secondo la scrittrice Lia Levi. Mentre, secondo Moni Ovadia, la sfida del prossimo Presidente doveva essere innanzitutto la democrazia -“Bisogna ripristinare la piena democrazia in questo Paese“-, il prossimo Presidente deve essere un difensore della Costituzione per ripristinare la democrazia.

Allo scadere delle ultime ore che precedono l’inizio delle votazioni, alle 19,00 di mercoledì 17 aprile, il PD indica il nome di Franco MariniRien ne va plus, les jeux sont faitsper il Quirinale.
Non sarà l’elezione fulminea che tutti auspicavano.
Il primo scrutinio si chiude con un nulla di fatto per il candidato proposto dal PD, e condiviso da PDL e Lega Nord,  Franco Marini. Marini non ha raggiunto il quorum dei due terzi dei voti, e contestualmente ha spaccato il PD e fatto saltare la coalizione di sinistra appena poco più di un mese fa maggioranza relativa nel Paese. Mentre i grandi elettori votano, davanti a Montecitorio una piazza di sinistra che rappresenta quasi un terzo del PD, oltre a popolo Viola e SEL, strappa le tessere del partito e chiede l’elezione di Stefano Rodotà, votato da M5s ma anche da SEL e altri pezzi della Sinistra. In attesa che il PD faccia i conti con la sua base, secondo il politologo Gianfranco Pasquino, si dovrà vedere se la candidatura di Marini sarà difesa o meno fino al quarto scrutinio, quando un Presidente potrà essere eletto a maggioranza semplice.
La candidatura di Marini sarebbe stata abbandonata prima ancora del terzo scrutinio. Al quarto scrutinio, il PD manda in scena Romano Prodi  -in aperta opposizione con il centro-destra, e la giornata si chiude con un nulla di fatto e con il secondo tonfo del PDun suicidio di massa del partito, secondo alcuni, di certo il partito di maggioranza relativa è allo sbando.
Nella terza giornata si assiste al colpo di scena: l’accordo PD-PDL-Scelta Civica per l’Italia per la rielezione di Giorgio Napolitano.
Al sesto scrutinio, nel tardo pomeriggio del 20 aprile, Giorgio Napolitano, viene rieletto Presidente della Repubblica. Il risultato è il frutto della paralisi politica che conduce a una sorta di presidenzialismo imperfetto nel quale, guardano le piazze mobilitate proprio da M5S vi erano tutti i prodromi di quello che oggi sta cercando di mettere in scena il movimento di Beppe Grillo.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->