sabato, Dicembre 4

Giorgetti faccia il Ministro o si dimetta Affermazioni apparentemente senza senso con l'obiettivo di cambiare la Costituzione

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Giancarlo Giorgetti non è solo un esponente della Lega ma è Ministro della Repubblica, dello Sviluppo economico, e ha giurato fedeltà alla Costituzione. In quanto Ministro ha il dovere di ricordarselo sempre e di comportarsi di conseguenza. La candidatura di Mario Draghi alla Presidenza della Repubblica accompagnata dalla proposta di consentirgli di continuare a dirigere l’attività del Governo è contraria a quanto previsto nella nostra Costituzione.

Se Giorgetti vuole cambiare la Costituzione della nostra Repubblica nata dalla Resistenza al nazifascismo dovrebbe ricordarsi delle procedure previste per modificarla. Con la Costituzione attuale i poteri sono nettamente separati e Giorgetti sta dicendo cose senza senso. Il  Presidente della Repubblica ha una importante funzione di equilibrio e di garanzia costituzionaleche proprio per questo deve essere nettamente separata dal ruolo del Governo e del Presidente del Consiglio, che invece hanno il compito appunto di governare. Mentre il parlamento ha (o dovrebbe avere) la funzione di rappresentare elettrici ed elettori e quindi di approvare le leggi e controllare il Governo, infine la magistratura esercita le sue funzioni in piena autonomia.

Questo equilibrio dei poteri si chiama democrazia, nella quale nessuno esercita un potere totalizzante. L’accentramento dei poteri porta in una direzione opposta. Ci sono state fasi in cui un potere costituzionale ha avuto più o meno peso, ma mai si è arrivati all’accrocchio proposto da Giorgetti in cui i poteri oggi distribuiti tra diversi verrebbero cumulati nella stessa persona. Questa sarebbe una torsione autoritaria ed accentratrice, forse non una ‘democratura ma certo una svolta personalistica ed accentratrice. In ogni caso oggi, a Costituzione vigente, non si può fare. Questo la Costituzione lo vieta e chi ha giurato di rispettarla dovrebbe sempre ricordarlo.

Visto che è difficile credere che Giorgetti non conosca la Costituzione resta solo la spiegazione che sta forzando la mano, in pratica proponendo di cambiarla. Purtroppo per lui le sue proposte non sono possibili a Costituzione invariata. Se vuole portare avanti questa proposta deve prendere una iniziativa per cambiarla. La proposta di Giorgetti in sostanza è di introdurre il Presidenzialismo in Italia, ma appunto per farlo occorre un cambiamento della Costituzione molto più radicale di quello tentato da Matteo Renzi nel 2016. Vedremo se gli riuscirà.

In ogni caso troverà tanti che contrasteranno questo tentativo, figlio dell’ideologia dell’uomo forte al comando. Nel frattempo sarebbe bene che Giorgetti, ricordandosi il giuramento che ha fatto nel momento in cui è diventato Ministro, rientrasse nel dettato costituzionale, altrimenti sa bene che per correttezza dovrebbe lasciare l’incarico, visto che sulla Costituzione ha giurato.

Inoltre non sta facendo un favore a Draghi, perché l’approvazione di una modifica costituzionale di questa portata ha bisogno di molto tempo e di un referendum popolare: cose certamente non possibili entro questa legislatura che terminerà all’inizio del 2023, quindi non avrebbe effetti sulla situazione attuale. Quando il parlamento deciderà il nuovo Presidente della Repubblica, chiunque sarà non potrà cumulare poteri ed è bene che sia una persona autorevole che ha ben chiaro quali sono  poteri e il ruolo che gli assegna la Costituzione, tra cui quello di difenderla contro gli stravolgimenti ruspanti e improvvidi, come questo suggerito da Giorgetti.

 

* Alfiero Grandi, Vicepresidente Coordinamento per la democrazia costituzionale

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