venerdì, Ottobre 22

Giochi di guerra in Ucraina Rimane critica intanto la situazione in Terra Santa e dalla Corea il Papa dice basta alla guerra e alle divisioni

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Rimane avvolta nel mistero la sorte dei 280 camion militari con presunti aiuti umanitari inviati dal Governo di Mosca alla popolazione russofona dell’Ucraina. Il convoglio, che sarebbe dovuto arrivare nei pressi di Kharkiv ieri pomeriggio, sarebbe ora a circa 50 chilometri dalla frontiera controllata dai ribelli, alimentando i sospetti ucraini ed occidentali riguardo le intenzioni russe di voler invadere militarmente il Paese.

Ieri il Ministro degli Interni ucraino aveva dichiarato come «nessun convoglio di Putin sarà lasciato passare sul territorio della regione di Kharkiv», nel Nord-Est dell’Ucraina, dove si trova il posto di frontiera indicato da Mosca come punto di arrivo della colonna di camion con quasi 2.000 tonnellate di aiuti umanitari. Dopo due giorni di forte tensione sull’iniziativa russa, che ha sfidato apertamente i timori occidentali di un intervento mascheratonel conflitto tra truppe governative ucraine e separatisti filorussi, la situazione resta tesa.

Secondo Oana Lungescu, portavoce della NATO, la Russia avrebbe ammassato circa 20.000 truppe da combattimento, pronte sul confine orientale dell’Ucraina, e potrebbe usare il pretesto di una missione umanitaria o di mantenimento della pace per invadere il Paese; «non possiamo indovinare quali siano i piani della Russia, ma possiamo vedere ciò che la Russia sta facendo sul campo, e che è di grande preoccupazione», ha dichiarato davanti ai media. Il Presidente russo intanto continua la sua agenda, forte anche della popolarità ottenuta negli ultimi sei mesi tra i cittadini russi. La decisione sulla ‘riunificazione’ della Crimea alla Russia ‘è presa e non si torna indietro’, ha ribadito da Yalta Vladimir Putin. ‘Sarebbe come rinunciare a se stessi. E’ impossibile’, ha dichiarato davanti ai parlamentari russi e rappresentanti del governo. Secondo ‘The Interpreter’, si sarebbe registrato un forte aumento nei movimenti delle truppe russe anche in Bielorussia, che confina con l’Ucraina a nord e con la frontiera tra i due paesi che si trova a meno di 150 chilometri da Kiev.

Nelle ultime ore si è appreso che l’Esercito ucraino circonda completamente la roccaforte separatista di Lugansk, nell’Ucraina orientale, e ha ripreso il controllo della strada che connette la città alla frontiera russa riconquistando il villaggio di Novosvitlivka..

Secondo l’ultima stima dell’Onu sono 2.086 le vittime di guerra in Est Ucraina, con le uccisioni che sono raddoppiate negli ultimi quindici giorni. In tre giorni di combattimenti almeno 74 civili sono stati uccisi e 116 sono rimasti feriti nella regione di Donetsk, dove il ‘comandante’ dei separatisti filorussi in Ucraina, Igor Strelkov, si è dimesso da Ministro della Difesa dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk.

E’ arrivata a Gerusalemme la salma di Simone Camilli, il foto reporter ucciso dalla deflagrazione di una bomba inesplosa nel nord della Striscia di Gaza. La salma dovrebbe rientrare in Italia questa sera, domani i funerali nella città natale di Pitigliano. Il cordoglio del Presidente Giorgio Napolitano: «Dolore per Simone, deve servire per un’immediata e definitiva cessazione delle ostilità».  Rimane critica intanto la situazione in Terra Santa, con il Governo israeliano pronto a rispondere a qualsiasi violazione della tregua e con i quadri di Hamas che accusano Israele di violare il cessate il fuoco. Secondo fonti israeliane le IDF hanno colpito obiettivi nella Striscia di Gaza nella prima mattina di oggi, in risposta a razzi palestinesi, poco dopo la dichiarazione di Hamas di voler estendere il cessate il fuoco per ulteriori cinque giorni. Sempre più tesi i rapporti tra Benjamin Netanyahu e Barack Obama. Le motivazioni sarebbero legate allo scoop del ‘Wall Street Journal’, che riporta di come la Casa Bianca abbia ordinato al Pentagono e alle autorità militari americane di bloccare il trasferimento di un carico di missili, richiesti da Israele nel corso dell’operazione ‘Margine Protettivo’ nella Striscia di Gaza.

Si ridimensione intanto in Iraq la necessità di una operazione di soccorso agli Yazidi bloccati nelle montagne del Sinjiar e a rischio di genocidio. Dopo una ricognizione di reparti speciali americani la situazione sarebbe molto migliore delle previsioni, con ‘solo’ mille persone ancora intrappolate sui monti. Ieri si credeva fossero almeno 30 mila. Le Nazioni Unite hanno comunque dichiarato in Iraq il Livello di emergenza 3’, il più alto previsto nella scala dell’Onu, mentre si aggrava la crisi umanitaria in tutto il nord del paese.  Anche la voce di papa Francesco, dalla lontana Asia, torna a levarsi in un appello alla pace e alla convivenza tra i popoli martoriati da guerre come quelle di Gaza, Siria, Iraq, Ucraina. «Cari amici, i vostri sforzi come leader politici», ha sottolineato Francesco, «sono in ultima analisi diretti a costruire un mondo migliore, più giusto e prospero per i nostri figli». La solidarietà, ha detto, ha come obiettivo lo sviluppo integrale di ogni membro della famiglia umana.

Continua intanto l’attivismo della comunità internazionale in Iraq. Il capo della diplomazia dell’Unione Europea, Catherine Ashton, convocherà un Consiglio Affari Esteri straordinario per domani, 15 agosto, al fine di concordare una risposta europea alle crisi in atto in Iraq, Ucraina, Libia e Gaza. Washington continua ad inviare consiglieri militari e forniture belliche all’enclave curda ma non scende in campo. Lo fa invece il Primo Ministro Britannico David Cameron, che invia una squadra delle Forze speciali in Kurdistan.  Anche la Francia risponde all’appello per bocca del Ministro degli Esteri Laurent Fabius; «le armi che la Francia fornirà ai curdi iracheni rispondono ai bisogni urgenti della comunità, sono armi sofisticate e verranno consegnate in queste ore per bilanciare i rapporti di forza con i jihadisti».

 «Ora azione comune e coordinata su Iraq e Ucraina»: lo twitta sull’account del servizio stampa della Farnesina Federica Mogherini, Ministro degli Esteri e Presidente di turno Ue alla vigilia della riunione straordinaria dei responsabili delle diplomazie europee domani a Bruxelles. Nel frattempo, il capo dell’autoproclamato Califfato islamico’, Abu Bakr al-Baghdadi, sarebbe fuggito in Siria per evitare di essere colpito dai raid americani. Lo scrive oggi il quotidiano panarabo edito a Londra ‘al Sharq al Awsat‘ citando un funzionario di sicurezza curdo.

In Africa, l’epidemia di Ebola continua a mietere vittime. Secondo il Ministero della Sanità nigeriano sono undici i casi di Ebola accertati finora in Nigeria, di cui tre deceduti. Tra le vittime anche un diplomatico che viaggiava insieme a Patrick Sawyer, il malato che portò il contagio nel paese, ed un funzionario della Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale (Ecowas).  Ieri è morto un secondo medico in Sierra Leone, deceduto appena due settimane dopo la morte di Umar Khan, l’unico virologo del Paese e considerato un grande esperto della malattia. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha fatto sapere come il virus di Ebola abbia finora ucciso oltre mille persone. L’Oms parla di 1.013 decessi e di 1.848 casi censiti, tra cui 52 vittime, registrate tra il 7 e il 9 agosto.

Il pontefice, in visita ufficiale nella Corea del Sud, è arrivato nel Paese asiatico dopo un volo di oltre 11 ore, solcando per la prima volta anche i cieli cinesi ( le autorità di Pechino rifiutarono il sorvolo a papa Giovanni Paolo II). Il Papa ha  invitato le autorità del Paese a costruire un «futuro di pace». La cultura coreana, «ha esordito davanti alla Presidente Park Geun-hye e alle autorità, «ben comprende la saggezza degli anziani e onora il loro ruolo nella società». «Un popolo grande e saggio», ha proseguito, «non si limita ad amare le sue tradizioni ma valorizza i giovani cercando di trasmettere l’eredità del passato e applicarla al tempo presente». In questo contesto, ha ammonito il Papa, «è importante riflettere sulla necessità di trasmettere ai nostri giovani il dono della pace». «Questo appello ha un significato speciale in Corea, una terra che ha sofferto lungamente a causa della mancanza di pace».

 

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