martedì, Maggio 11

Gina Haspel, prima donna al vertice della CIA: cambiamento o continuità? Con Alfredo Mantici (Oltrefrontiera) parliamo delle implicazioni di un cambiamento che sembra storico

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Il 31 marzo il Segretario di Stato degli Stati Uniti d’America, Rex Tillerson, terminerà il proprio mandato. Entrato in carica il 1° febbraio 2017, Tillerson è restato in carica per poco più di un anno a causa di differenze di vedute con il Presidente Donald Trump, soprattutto sulla questione iraniana; lo scorso 13 marzo, infatti, il Presidente Trump ha annunciato la propria decisione di rimpiazzarlo, nonostante il buon lavoro svolto e la grande stima nei suoi confronti. Allo scadere del termine, ovvero il prossimo 1° marzo, il posto di Segretario di Stato andrà a Mike Pompeo, rappresentante dell’ala più conservatrice dei repubblicani che, dal 23 gennaio 2017, era a capo della Central Intelligence Agency (CIA), ovvero dei celebri Servizi Segreti statunitensi.

Con il passaggio di Pompeo dal vertice della CIA al ruolo di Segretario di Stato, il posto di Direttore dei Servizi Segreti è passato al suo vice: Gina Cheri Haspel. Gina Haspel, classe 1956, avrà bisogno di un via libera da parte del Senato per poter essere effettivamente nominata Direttore della CIA: nel momento in cui dovesse essere confermata, la Haspel diventerebbe la prima donna a ricoprire tale ruolo ma, in quanto Vice-Direttore, ha di fatto già preso in mano le redini dell’Agenzia.

La notizia della prima donna a capo della CIA, però, ha rapidamente ceduto il posto ad un altra notizia: Gina Haspel è sospettata di aver infranto in più occasioni il Diritto Internazionale. All’inizio degli anni 2000, infatti, la Haspel fu a capo di una prigione segreta della CIA in territorio tailandese in cui, secondo diverse fonti, sarebbero stati reclusi e torturati diversi sospetti terroristi. La principale candidata al ruolo di prossimo Direttore dei Servizi Segreti statunitensi è anche stata accusata di aver distrutto moltissimi filmati che documentavano le torture dei prigionieri (che, tra l’altro, venivano prelevati senza mandato in territorio straniero e detenuti senza processo) per evitare che i media, che cominciavano ad interessarsi sempre più alla vicenda, venissero in possesso di prove effettive.

La polemica scoppiata nel dibattito pubblico, a causa della probabile nomina della Haspel a capo della CIA, sono seguite voci su presunti contrasti interni alla stessa Agenzia.

La novità di una donna a capo della CIA, assieme al profilo professionale di Gina Haspel, sollevano diversi interrogativi sulla linea che i Sevizi Segreti statunitensi potrebbero tenere in un prossimo futuro: la Haspel si muoverà in continuità con la linea tenuta finora dalla CIA o il suo arrivo segnerà un cambiamento rispetto al passato?

Per farci un’idea di quale potrebbe essere il futuro della CIA, abbiamo parlato con Alfredo Mantici, Direttore di Analisi della rivista ‘Oltrefrontiera‘ ed ex-uomo del SISDe (Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Democratica).

 

Con l’arrivo della prima donna, Gina Haspel, al vertice della CIA, cambierà qualche cosa rispetto al passato?

Io non credo che cambierà molto rispetto al passato perché il nuovo Direttore della CIA non viene dall’esterno, bensì dai ranghi interni della dirigenza; non ci dimentichiamo che questa signora, che ha organizzato, gestito e diretto tutti i piani per le cosiddette extraordinary rendition, cioè i rapimenti di terroristi e la loro deportazione in Paesi dove potevano essere interrogati al di fuori dei limiti delle leggi occidentali. Non vedo, quindi, un grande cambiamento: interpreto il cambio al vertice soltanto come l’esigenza di spostare Mike Pompeo al posto do Rex Tillerson e, di conseguenza, trovare una soluzione interna all’insegna della continuità. Si tratta di una continuità che vede la CIA, non più impegnata esclusivamente nella raccolta di informazioni segrete, che è il compito principale di un servizio di informazioni, ma anche in una guerra clandestina, con l’uso di droni e di Forze Speciali, nei confronti del terrorismo internazionale: questa guerra clandestina, nelle parole di un Senatore repubblicano, ha trasformato la CIA in una killing machine, fin dai tempi di Barak Obama; non ci dimentichiamo che, sotto Obama, sono state uccise circa quattrocento persone dai droni con i quali la CIA e il Pentagono cacciano e tentano di stanare e uccidere gli esponenti dei gruppi terroristici internazionali. Data l’esperienza operativa di questa signora, direi che si può parlare di un cambio all’insegna della continuità: la CIA continuerà a fare la killing machine.

Sono prevedibili cambiamenti nella struttura e nella gerarchia interna della CIA?

Io direi proprio di no, perché Mike Pompeo era arrivato da troppo poco tempo per incidere radicalmente sulla struttura interna e penso che il nuovo Direttore, provenendo dall’interno, abbia molto chiare le dinamiche direzionali.

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