martedì, Ottobre 26

Gigi D'Alessio, il Signore del Belcanto

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Gigi D’Alessio, da Napoli il Signore del Belcanto… Proprio così, il Signore del Belcanto, così definirei questo artista discreto, umile e virtuoso dalla incredibile raffinatezza vocale.

Potrebbe sembrare noioso, ma non bisogna dimenticare che la musica italiana è fatta non solo di leggerezza e canzonette o rock’n’roll più o meno mediterraneo, ma anche, e soprattutto, di antiche tradizioni e grandissima tecnica.
E qui vorrei soffermarmi: tradizioni e tecnica, elementi essenziali per chi studia, lavora o semplicemente gode di musica in maniera non superficiale.

Non mi spertico in complimenti o parole affettuose, che comunque Gigi si merita ampiamente, ma sulla sua particolare ed unica evoluzione professionale: dalla canzone napoletana al Belcanto, appunto.
Un’evoluzione che si è sviluppata esattamente come la storia delle antiche ‘correnti musicali’, se così possiamo, per semplicità, chiamarle, della nobile ed antica Canzone Napoletana e del virtuoso Belcantismo.

Possiamo collocare le origini della musica popolare originaria di Napoli attorno al 1.200 d.C., quando si manifestò in maniera molto forte la passione dei napoletani di trasmettere con poesie e canti corali la dicotomia tra la bellezza della natura e le difficoltà della vita di tutti i giorni, per arrivare attorno al quindicesimo secolo periodo nel quale la ‘Villanella alla napoletana‘ raccontando la vita con positività ed ottimismo si guadagnò gran fama in tutta Europa (‘Si li femmine purtassero la spada‘).

https://www.youtube.com/watch?v=YaceXkkbZh8

 

Il ‘600 vede nascere la Tarantella (S.Rosa) per passare poi all’Opera buffa ed all’Opera seria, sulle quali prevalse comunque la Tarantella (Lo Guarracino) per entrare poi, nel secolo scorso, dove i critici appongono l’aggettivo ‘classica’ alla canzone napoletana (sino al 1970) per passare al termine ‘neomelodico’ con tutte le sue antipatiche accezioni.

E sino qua ci siamo…ma il Belcantismo? Nasce attorno agli inizi del ‘600 ed è un termine che definisce una «tecnica di canto virtuosistico caratterizzata dal passaggio omogeneo dalle note gravi alle acute, da agilità nell’ornamentazione e nel fraseggio e dalla concezione della voce umana come strumento».
Definizione che, secondo me, perfettamente si adatta a Gigi D’Alessio, meraviglioso interprete della monodia (melodia per una sola voce) accompagnata dalrecitar cantando‘.

L’evoluzione artistica di Gigi segue proprio la storia che sopra ho provato a riassumere, dalla Canzone Napoletana al Belcanto …

Mi ha colpito il parallelismo esistente tra storia e vocalità, tra storia e maturazione artistica…. e con quanta dedizione ed impegno tutto questo sia stato curato nei testi e nelle musiche.
Il tutto passando tra colossi quali Gioachino Rossini e Gaetano Doninzetti, Maria Callas e Montserrat Caballè, Luciano Pavarotti e José Carreras, Pino Daniele e Renzo Arbore che hanno reso nota al mondo intero la musica partenopea, si arriva inevitabilmente a Gigi, colosso tra i colossi e, quindi, signore del Belcanto.

Ritengo molto importante cercare di capire anche tecnicamente gli artisti che consideriamo importanti, è oltremodo interessante incontrare nel nostro cammino un’artista che ci piace e conoscerlo anche sotto un aspetto più tecnico. Penso  sia un approccio che offre un grande arricchimento personale e aiuta a comprendere ancora meglio chi ascoltiamo e permetterci di elaborare un giudizio oggettivo sullo spessore e sul significato della musica in generale.

 

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