mercoledì, Giugno 23

Gigi D’Alessio, il duca della musica italiana In lui la cultura delle radici fa la differenza, insieme alla gentilezza, alla cortesia rara

0
1 2


La sua freschezza, i valori eticamente ineccepibili che lo contraddistinguono  -tra cui, in primis, l’amore incondizionato e la gratitudine viva per Napoli, la sua terra, e tutto ciò che essa rappresenta-, insegnano a tutti una massima fondamentale che il caro D’Alessio ha fatto sua sin da tempi non sospetti. Da una vita intera. La quale, in due parole, è possibile sintetizzare così: la cultura delle radici fa la differenza. Le origini sono una ricchezza, sempre. E, come tali, vanno considerate e costantemente ricordate, portate con sé, all’occorrenza anche celebrate, con quel buonsenso e misura che Gigi porta sempre con sè.

Nonostante l’ampia sperimentazione musicale, la voglia di mettersi in gioco con altri artisti, il percorso di continua ricerca tra suoni e parole che si evince facilmente dall’ascolto della sua ottima discografia, Gigi D’Alessio ha legato con coerenza e continuità ogni sua canzone con un sottile filo conduttore, quasi fossero perle di un solo, unico, indiscusso gioiello: il gusto partenopeo, che sulle sue note ti fa pensare alla bellezza di Amalfi, la poesia di Capri e il fascino di Procida.
Che ti riporta a piè pari tra i vicoli di una città che, dal mare all’entroterra, pullula di vita e profuma di dinamismo, socievolezza e umanità.

Napoli è così, così è anche Gigi: tra i suoi figli migliori, e maggiormente prodighi di riconoscenza verso una terra che fa mondo a sé. Gigi D’Alessio, l’uomo che non conosce i vezzi dei Vip, che non sa cosa sia la superbia o l’individualismo. Testimone schietto e autentico di una cortesia rara, e per questo ancor più preziosa.

Gigi D’Alessio, il poeta delle radici, il cantore delle origini. Proprio come l’usignolo di Lagonegro, il caro e indimenticato Pino Mango, ha fatto del gusto mediterraneo un tratto caratteristico della propria cifra stilistica. Un duetto tra i due sarebbe stato straordinario. E sono certo che da Lassù la voce di ‘Oro’ fa il tifo per lui.

Ma, soprattutto, Gigi D’Alessio: il duca per antonomasia della musica italiana, che tratta tutti con rispetto, riconoscendo con onestà intellettuale il valore umano e professionale degli altri. Infischiandosene al contempo del grado di popolarità attuale che uno possa avere, e duettando con chi gli pare semplicemente per amore della vera musica e dell’arte. L’arte della canzone. Lui guarda al cuore delle cose e delle persone.

Grazie, Gigi. E, come tu ci insegni, ‘Buona vita!’.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->