martedì, Settembre 21

Giggino (Di Maio), Tony (Blinken) e la nuova guerra fredda Fauci, intervistato, mette in campo la guerra dei medicinali tra Stati Uniti e resto del mondo; Blinken, in viaggio Europa, incontra in un 'bilaterale' il Giggino nazionale

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In una giornata gelida e assolata (ieri, per chi legge), sono preso da dubbi angoscianti su che cosa scrivere. Le notizie si affollano, infatti. Notizie, beh!, notizie tra virgolette, anche due, ma insomma nel ‘panorama’ (anche qui tra virgolette) della nostra vita politica e non solo, parlare di ‘notizie’ spesso è vagamente surreale o proprio surreale.

E quindi, piluccando qua e là, che dire? La causa di Conte-ex-pochette a Casaleggio-Rousseau-ex-Grillo: Conte vuole diventare super-stellino, o meglio ‘stellino-capo’, come ha decretato Beppe Grillo, ma Davide Casaleggio gli mette i bastoni fra le ruote per via di Rousseau, la piattaforma per la quale non sono state pagate a Casaleggio le mensilità dovute, e l’avvocato del popolo pensa di rivolgersi ad un avvocato? Oppure ci sarebbe da discutere il caso Lombardia-Fontana-Moratti-Bertolaso, visto che quest’ultimo pensa di dedicarsi a fare il nonno, distrutto come è dalla fatica di non avere, a quanto pare, combinato nulla o peggio, anche grazie alla Moratti? oggi la Lombardia passa per la Regione peggiore di Italia, bravi! Oppure ci sarebbe Prandelli che si dimette in prima pagina dalla Fiorentina perché c’ha un’ombra nera dentro? Certo, ci sarebbe anche il maschio scontro tra ‘il dotto Letta’ e Marcucci (leggi Renzi) sulle donne a capo dei senatori e deputati DC, pardon errore di stampa, PD, comprensivo di accorato intervento della Serracchiani mascherata che andrebbe volentieri a fare la ‘capa-gruppa’ se ‘il dotto Letta’ ce la manda e Marcucci si scansa (non Scanzi, non confondiamo)? Oddio, ci sarebbe anche la perdita della libido perché si sta chiusi in ca-sa, o forse andremmo troppo sul pecoreccio?

Ma poi, mi cadono sott’occhio due notiziole, un po’ di sguincio, ma ci sono entrambe. Il mitico Anthony Fauci, intervistato in ginocchio da chiunque, virologo non esule ma di fama e non so che altro, consulente di Trump e di Biden, si lascia sfuggire (ma che distratti questi virologi) che forse AstraZeneca ha usato, o dato, non ho ben capito, dati vecchi e non aggiornati … rispetto a che nemmeno ben si capisce, ma specialmente cosa ciò importi, visto che il virologo non esule spiega anche che il vaccino ha una percentuale di successi superiore al 70% e del 100% contro l’aggravamento della malattia!
E accanto a questa notiziola, leggo un cosa che mi dà i brividi, ma proprio forti, nella schiena -in mezzo tra un articolo di Marta Dassù (aspirante permanente al Ministero degli Esteri e che quando parla, in genere, è perché come suocera che parla a nuora perché genero intenda!) sulla situazione politica internazionale e un altro- sulla visita di Tony Blinken in Europa, una visita in persona, non via internet (sic!!), leggo, dico, che Giggino ha avuto (sempre ieri, per chi legge) unbilateralecon Blinken sulla politica estera italiana e dell’Europa.

Supero coraggiosamente il brivido, incrociando anche le dita dei piedi, e cerco di capire meglio.
E da capire ci sarebbe anche molto. Io non sono un esperto di politica internazionale, anzi, io non sono un esperto e se mi chiamate così mi offendo, però proprio qualche giorno fa ho scritto due righe in materia, occasionate da alcune allusioni di politica estera di Draghi e quindi oggi cerco di tornare e approfondire un po’, giusto solo un po’.

Avevo suggerito, qualche giorno fa, infatti, che l’uscita di Joe Biden sul fatto che Vladimir Putin sia un assassino, non solo non era casuale, ma era molto ben calibrata e voluta, il primo colpo di una campagna molto violenta, direindirizzamento‘, diciamo così, della politica internazionale degli USA, troppo poco ‘maschia’ nei confronti della Russia. Lo so ‘maschia’ è un po’ una contraddi-zione in termini … appunto!
A ben vedere, pare che sia proprio così. Gli USA sono sulla strada (lo suggerivo proprio in questi termini) di riaprire alla grande la vecchia cara e ben nota guerra fredda. Di Trump, dicevo e dico, non si può né si deve mai smettere di parlare male, malissimo, specialmente perché chiaramente poco amante della democrazia (se non peggio), tanto che la sua ‘simpatia’ per Putin appariva pericolosamente dettata da simpatia stavo per scrivere ‘culturale’, ma non esageriamo, ‘umorale’ (meglio!) per tutto ciò che è autoritarismo. E certo Putin, farei fatica a definirlo un campione di democrazia, ma sicuramente in nessun modo adatto ad esserne definito un campione, anche se poi, a ben vedere, i suoi principali movimenti politici internazionali, si sono svolti in zone molto più vicine all’Europa (fisicamente e per interessi) che agli USA: la Siria, la Turchia, la Libia, l’Egitto, … eccolo qui il punto, il Mediterraneo e in particolare il ‘canale’ o ‘stretto’ di Sicilia, su cui si diffonde ampiamente ‘Limes proprio in questi giorni.

Anzi, ad onore del vero, sul punto avevo anche già scritto qui, per segnalare che la politica imbelle e sciocca del mitico avvocato del popolo e del suo braccio destro Giggino d’Arabia, aveva creato una situazione assurda per cui l’Italia si era, anzi, si è, del tutto privata di uno dei suoi interessi fondamentali: il Mediterraneo. Dove ormai scorrazzano le navi turche, egiziane, russe … ma di quelle italiane vi è tanto poca traccia che uno degli uomini di guerra libici il generale Khalifa Haftar ci aveva anche fatto vedere bene chi deve comandare lì, sequestrandoci per quasi due mesi un paio di barche di pescatori con relativi equipaggi e noi zitti e buoni … vabbè, Giggino aveva la festa della Madonna dell’Arco e non aveva tempo.
Sorvolo sul fatto che l’Italia è sostanzialmente assente dalteatropetrolifero dell’Egeo, dove invece metteva lingua la sempre più sicura di sé Israele. Mentre noi ci attardavamo, ci attardiamo a pretendere che Abdel Fattah al-Sisi considerasse e consideri Giulio Regeni ‘uno di noi’, dopo che l’Università di Cambridge (concorrente di Oxford: in Inghilterra sono gente ordinata, ognuno fa la sua parte e poi fanno la regata sul Tamigi) ci metteva due anni prima di dire di che si occupava Regeni (ma poi lo ha detto?)! in compenso non abbiamo risparmiato sforzo, per aggravare la situazione del povero Zaki.

Il fatto è che l’intervento solo apparentemente sotto tono di Fauci, mette in campo, in maniera forse un po’ ingenua (per Fauci, non per chi gliela ha suggerita) la vera e propria guerra dei medicinali tra Stati Uniti e resto del mondo, che per l’Europa è molto dura e pesante.
Beninteso, che AstraZeneca abbia colpe stratosferiche è più che evidente, ma forse varrebbe la pena di leggere la suapolitica‘, che è legata strettamente alla Gran Bretagna -questo non lo dice mai nessuno, e comincio a domandarmi se è perché io sono scemo o gatta ci cova.
Il tema non è solo la vaccinazione dell’Europa. Cerchiamo di essere maturi e consapevoli: ad AstraZeneca non gliene può fregare di meno di vaccinare l’Europa! Anzi. Più tardi l’Europa si riprende, prima la Gran Bretagna si rilancia (e ha appena cominciato!): una volta vaccinata la Gran Bretagna, ad AstraZeneca, cioè agli inglesi, potrebbe convenire gettare la spugna e lasciare vincere Pfizer e Moderna.
Sono un malpensante? Sì. Sono anche sospettoso? Certo, l’ho detto mille volte: io sono nato sospettoso, quando facevo capolino in sala parto (anzi, in camera da letto, io sono ‘nato a casa’), già guardavo di sottecchi l’infermiera per vedere che non facesse scherzi! Ma guarda un po’ che succede.
La signora Angela Merkel e Mario Draghi (due dei quali si può dire ogni sorta di male, ma che siano fessi proprio no … solo Salvini può pensarlo!) cominciano a dire ad alta voce che ora è il momento di passare a Sputnik V (dove la ‘V’ sta per vaccino, Mentana dixit), visto che AstraZeneca non arriva, anzi, ritarda sempre di più (ma tu guarda!), e per di più provoca la febbre da cavallo, e invece Sputnik V va benissimo, anche seLancet‘ (sarà un caso, rivista inglese … avete letto il mio articolo di ieri sugli oligarchi della scienza? Beh fatelo) non ha pubblicato i dati definitivi e l’EMA non ha ancora fatto le proprie valutazioni.

Ma poi, contemporaneamente, l’Europa, tanto per cambiare, si divide. Emmanuel Macron, arricchito dalle marchette di Giggino ma che ormai procede a tentoni barcollando salvo quando si tratta di comprarsi le aziende italiane, pare si sia schierato deciso dalla parte di Biden, mentre il duo Merkel-Draghi pare sia più freddino‘, anche se non escluderei che il milione in più del previsto di dosi Pfizer, sia una sorta di tozzo di pane lanciato per vedere se il destinatario abbocca … e parrebbe di sì -avrei detto ‘bistecca’, ma era solo un rimasuglio!
Perché anche l’altro fronte del problema è minaccioso: il richiesto blocco del cosiddetto North-Stream, cioè il ‘tubo’ che porterebbe gas alla Germania (cosa che sarebbe utile se la Germania non avesse fatto la furba per assicurarselo, lasciando capire che poi è l’Europa che deve andare a chiederle il gas … la solita stupidità dei sovranisti) e la pretesa di incrementare la pressione sulla Russia per quanto attiene la Crimea (una sciocchezza, perché ormai il problema è largamente superato e anche giustamente: la Crimea fu ‘regalata’ da Kruscev all’Ucraina in cambio dei porti per la flotta russa e poco altro) e l’Ucraina, dove continuo a ripetere che la colpa della guerra è tutta e solo della signora Merkel e di Macron e, naturalmente, della nostra ignava insipienza e superficialità ignorante.

Ora pare che gli USA ci chiedano (a noi in particolare e all’Europa) di legarsi di nuovo a doppio filo, che vuol dire essere succubi della loro politica e comprarci le loro armi (leggi: F 35, che pare sia-no una porcheria a confronto dei Sukhoi Su-35, o altro numero, non so bene, e che ci vengono somministrati col contagocce per tenerci sulla corda!). Per parte europea -pur al di là della ovvietà secondo cui essere autonomi è sempre meglio che essere ancillari- basterebbe ricordare che cosa ‘ci ha fatto passare’ il quadriennio di Donald Trump, per capire più che bene che se siamo troppo stretti agli USA, poi siamo anche i primi a pagarne il prezzo … proprio a loro! E magari, domani chi può dirlo, alla Gran Bretagna!
Il tutto, poi, ipocritamente fondato sui diritti dell’uomo. Oggi gli Uiguri, dimenticando il Tibet (ben più importante, anche se molto meno ricco, ma a noi basta fare due salamelecchi al Dalai Lama!) domani chi sa. Ma poi, facciamo i campioni dei diritti dell’uomo noi, ‘Occidente’? e il trattamento dei migranti? E gli assassini mirati di USA e Israele e non solo? E il maltrattamento dei palestinesi (a proposito quanti in Palestina hanno fatto il vaccino, come i perfettissimi israeliani?); e la situazione in Mali e in genere in Centro Africa? E i serbi del Kossovo? E i curdi, usati e abbandonati a farsi massacrare? E i due milioni di profughi in Turchia grazie alla signora Merkel? Putin è un assassino? Solo lui? Sì, lo so, non si fa così, se tu sei un porco questo non mi giustifica ad esserlo a mia volta … ma certe volte la pazienza ti scappa, no?

Pare che Draghi (auspice forse la signora Dassù) si stia schiacciando o si sia schiacciato sugli USA. Draghi è una persona intelligente, e, credo sostanzialmente onesta. Per favore dategli una carta geografica -magari quella del mio articolo di qualche tempo fa- e segnateci in rosso tutti i punti che ho citato e gli altri utili. Ma specialmente spiegategli che una sana politica indipendente, o se volete equidistante, è quella che alla fine paga sempre -diamine Draghi da buon banchiere (anche se non lo è, ma voglio fare contento Giggino), non spiega sempre che bisogna avere in portafoglio varie cose, così se una va male l’altra va bene? E che l’Inghilterra, ora non più europea, giochi da battitore libero contro l’Europa, perché sopravvive solo se gravita al di là dell’Atlantico, è solo una mia fissazione?
Attenti, signori, la politica estera è una cosa complicata assai, non a caso io non me ne occupo mai, è troppo difficile per me … per fortuna c’è Giggino e, naturalmente, ‘il dotto Letta’: siamo fortunati noi.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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