lunedì, Ottobre 18

Giappone-Ue, nuove intese commerciali

0

Dopo il fallimento del Ttip con gli Usa, intascato a fatica il Ceta con il Canada, l’UE è riuscita a lanciare un messaggio di difesa dell’apertura commerciale chiudendo l’accordo con il Giappone. Un messaggio a chi, anche all’interno dell’Europa, aveva cominciato a pensare ad una Unione meno autorevole, anche in campo economico.

Un’intesa che è stata suggellata al vertice Ue-Giappone con i presidenti Donald Tusk e Jean-Claude Juncker da una parte e il premier giapponese Shinzo Abe dall’altra. Il nuovo trattato commerciale prevede l’eliminazione del 99% di dazi e barriere commerciali tra Ue e Giappone in un arco di tempo abbastanza ampio. Manovre anche nel settore automobilistico, con l’armonizzazione degli standard tecnici, un periodo di transizione fino a 7 anni prima dell’apertura del mercato Ue e la riduzione dell’attuale tassa sull’importazione al 10%.

Altro tema molto importante su cui Ue e Giappone hanno trovato un accordo è il settore agroalimentare, con l’Europa che ha ottenuto il riconoscimento di 205 denominazioni di origine tra Igp e Dop ma anche il ritiro progressivo dal mercato nipponico di quelle ‘fake’. Ok all’abolizione delle tariffe sui formaggi a pasta dura e su pasta e prodotti da forno, e una riduzione sulla carne di manzo e maiale.

Ora poi gli europei dovrebbero avere accesso a tutti gli appalti pubblici giapponesi, cosa che prima era impossibile da pensare. Manca l’accordo, invece, sulla Corte d’arbitrato per la protezione degli investimenti. Mancano ancora dei dettagli, ma entro fine anno arriverà la firma.

«L’abbiamo fatto. Abbiamo concluso i colloqui politici e commerciali Ue-Giappone. L’Ue è sempre più impegnata globalmente. Europa globale!», ha scritto su Twitter Tusk. «Questo accordo ha un’enorme importanza economica, ma è anche un modo per avvicinarci, stiamo dimostrando che Ue e Giappone, partner mondiali democratici e aperti, credono nel libero scambio: credono si debbano costruire ponti, non muri», ha detto la commissaria al commercio Cecilia Malmstroem, secondo la quale l’intesa di principio sul commercio «ha un notevole potenziale per l’Europa, poichè il Giappone, la quarta economia mondiale in ordine di grandezza, ha un notevole interesse per i prodotti europei».

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.
End Comment -->