domenica, Giugno 20

GF, il peso di un messaggio sbagliato image

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obesa

«Ho perso 68 chili. All’inizio digiunavo proprio. La mia esperienza? Facevo cose assurde, tipo mangiavo tre mandarini al giorno. Poi sono passata all’insalata scondita, quella che fa cra cra quando la scianscichi. E dopo ho imparato a contare le calorie. Cioé ora so che una banana media ci ha 66 calorie. Poi io so fortunata perché so di mio che la pasta fa ingrassare…». Ecco, per tutti quelli che si sono persi la prima puntata del Grande Fratello, e che hanno intenzione di perdersi anche le future, ho fatto un breve sunto di uno dei nuovi “abitanti” della casa. Mia Cellini, Gnappetta per gli amici, 20 anni, de Roma. Il giovin virgulto fino a qualche anno fa era obesa. Per carità: pesare 120 chili a 17 anni è atroce. Si rischia la pelle. Fa male alla salute oltre che al morale.

L’obesità è una malattia su cui non si scherza. È un disturbo alimentare. Ma Gnappetta nostra ha voluto strafare. Non è più una ragazza ciccia, in compenso ora è in tv per la sua dieta drastica e fai da te. Ora è fissata con le calorie, col trucco, e con il suo fisico. E sempre di disturbi si parla. Mia infatti si è anche tolta la pelle che eccedeva dalle braccia, e già che c’era un dottore col bisturi in mano ne ha approfittato per farsi pure togliere mezz’etto di tette. Ora ha una terza, «le ho anche tirate su, perché se il seno è grosso sembri più grassa. Così finalmente mi piaccio. Io da una vita che punto a essere un po’ più magra. Soffrivo, perché non potevo mettere le magliettine a fascia. Chi non ci è passato non può capire, ora sono felice», spiega in un «video» su youtube. Risposte varie: «Caraaaa come hai fatto a dimagrire così tanto?», «Hai fatto bene per quanto riguarda li interventi, continua a essere ciò che sei». Che uno poi si chiede: come “come sei”? Non è più com’è, questa ragazza. Mia, Gnappetta, è rimasta coatta, ma a parte questo è un’altra.

E il problema sarebbe solo suo, non fosse che, come vi dicevo, ora è entrata nella casa del Grande Fratello, una trasmissione che nonostante tutto ha fatto lo share del 24 per cento, ed è vista da milioni di persone. Ragazzine complessate comprese. È dunque giusto far passare il messaggio che se dimagrisci e hai un fisico perfetto puoi diventare famosa? Ed è giusto far passare il messaggio che la felicità della vita dipende dal dimagrire e dall’avere un fisico perfetto? Domande che ci facciamo ogni volta che uno scheletro di ragazza muore. E che dimentichiamo troppo presto quando c’è da fare audience. Dice Elisa D’Ospina, una modella ‘curvy’, cioè una bellissima ragazza che sfila e posa con tutte le sue forme: «Vedo che tra i partecipanti c’è una ex obesa che è dimagrita 70 chili. Ascolto i 17 minuti della sua esperienza, delle diete, del suo dimagrire, del suo svenire perché mangiava solo mandarini. Ecco: allora cari autori del GF sappiate che certi messaggi in certi contenitori televisivi sono un’arma a doppio taglio. Mi auguro che questa ragazza di appena 20 anni si limiti a fare la partecipante di un reality, perché quando si parla di salute, soprattutto ad un pubblico di giovani, è bene che a parlare siano medici».

Internet infatti è pieno di ragazzine con il mito dell’anoressia e che della ricerca della magrezza assoluta fanno la loro religione. Scrivono: «21 grammi è il peso che si perde quando si muore, il peso che si porta quando si vive… Qualcuno dice che sia il peso dell anima che vola via… Ma quanto pesano 21 grammi?», «Potete togliermi il diritto di decidere ogni cosa, ma non quello che ho sul mio corpo… per quello decido solo io…». Parlano di ossa, da toccare, da amare, fino alla morte. Sono ragazzine malate, ma ce ne sono moltissime che potrebbero essere salvate, se solo passasse per una volta in tv il messaggio giusto. E cioé, per esempio, che trascorrere la vita a cercare di essere perfette non è una buona idea.

Ci dice Ilaria Caprioglio, avvocato, mediatore civile professionista e modella per “The Fashion model management”, vice Presidente dell’associazione ‘Mi nutro di vita’, impegnata da sempre nella lotta ai disturbi del comportamento alimentare: “La società dell’immagine si ostina a proporre un modello di bellezza che si identifica con la magrezza e gli esempi di persone che ricorrono a condotte alimentari dannose per la salute, che sovente sfociano nei disturbi del comportamento alimentare, sono estremamente pericolosi. I giovani si illudono di ottenere risultati immediati con il ricorso a regimi alimentari assurdi, come le cinque peggiori diete al mondo indicate dalla British Dietetic Association, o al bisturi del chirurgo plastico, ormai considerato una bacchetta magica che regala successo e notorietà. L’ultimo folle caso che la cronaca ci ha regalato è stato quello della modella venezuelana che si è fatta cucire una retina sulla lingua per dimagrire velocemente. Purtroppo anche i siti pro ana e pro mia presenti sul web, dove si inneggia a pratiche per controllare i morsi della fame, sono ormai molto seguiti dalle donne giovani e meno giovani in quanto la ricerca della perfezione fisica non conosce più differenze di generazione. Soffrono di DCA, cioé di disturbi alimentari, bambine e 50enni accomunate dalla schiavitù per il good looking. Ho affrontato queste tematiche nel libro “Senza limiti. Generazioni in fuga dal tempo” (Sironi Editore in libreria il 12 marzo) avvalendomi di interviste a esperti quali psicologi, chirurgi estetici, pubblicitari, agenti di modelle per comprendere come invertire questa rotta spericolata che nasce dalla profonda insicurezza di non essere accettati da una società che ormai ci esige perfettamente omologati nei canoni estetici senza considerare più le peculiarità corporee di ognuno”.

Chissà se in tv qualche volta potremo vedere ragazze imperfette, fiere di esserlo, senza complessi, finalmente libere. Nessuna pari opportunità sarà mai tale finché non si cambierà la testa delle donne.

 

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