martedì, Ottobre 19

Gerusalemme tra scontri e piani di pace cinesi

0
1 2


Prosegue la guerra civile in Yemen, dove almeno 20 civili, tra cui donne e bambini, sono rimasti uccisi in un raid aereo condotto su un campo che ospita sfollati a causa della guerra nei pressi di Taiz, la terza città più grande del Paese. Secondo l’agenzia di stampa Saba, controllata dai ribelli sciiti Houthi, l’attacco sarebbe opera della coalizione guidata dai sauditi che sostiene le forze fedeli al presidente Abd Rabbo Mansour Hadi.

Notizie di violazioni giungono anche dall’Iraq. Durante la battaglia contro l’Is a Mosul, nel nord dell’Iraq, sono state commesse violazioni dei diritti umani ma si è trattato di ‘atti individuali’. Lo ha dichiarato il primo ministro iracheno, Haider al-Abadi, nel corso di una conferenza stampa. Il premier ha quindi promesso punizioni severe per gli autori.

Restando nel Golfo, rappresentano una violazione dell’accordo sul programma nucleare iraniano le nuove sanzioni contro Teheran varate dagli Stati Uniti contro 18 individui ed entità sospettati di coinvolgimento nel suo programma di missili balistici e in altre attività militari. Lo ha detto il presidente iraniano, Hassan Rohani, alla tv di Stato della Repubblica islamica.

Infine, ancora dubbi per la tenuta dello stato di diritto in Polonia. Le misure adottate di recente da Varsavia «Collettivamente considerate, metterebbero il sistema giudiziario sotto il completo controllo politico del governo: i giudici sarebbero dipendenti dai leader politici, dalla nomina alla pensione». Lo sottolinea il primo vicepresidente della Commissione Europea Frans Timmermans, in conferenza stampa a Bruxelles dopo la riunione del collegio dei commissari che ha parlato della situazione nel Paese governato dal partito ultranazionalista Pis. La Commissione «preparerà rapidamente procedure di infrazione, da lanciare la settimana prossima», avverte Timmermans. «Le riforme sollevano preoccupazioni sulla compatibilità» delle normative «con la Costituzione polacca e con il diritto dell’Ue», ha aggiunto.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->