domenica, Giugno 13

Gerusalemme, il sindaco invita a girare armati Damasco bombarda l'Isis. La Corte dei Conti boccia la Rousseff

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Repressione, rabbia, odio, vendetta, esasperazione. Restano latenti per mesi, poi esplodono incontrollati e incrinano sempre di più la situazione Israelo-Palestinese. Gerusalemme è diventata un ring e tutti i territori del West Bank sono un campo di battaglia in cui si è innescato un terribile vortice di violenza. Dopo gli scontri dei giorni scorsi, anche ieri notte e quest’oggi sono proseguiti gli scontri. Il Governo dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) ha denunciato un attacco da parte di coloni verso un suo Ministro, come ha confermato Salaheddin Albarghouthi, capo ufficio stampa del Primo Ministro. Secondo quanto riferito, l’auto del Ministro delle Comunicazioni Allam Moses è stata oggetto di una sassaiola da parte di coloni alle porte di Nablus, dove risiede. I sassi hanno mandato in frantumi i vetri della macchina ferendo leggermente il ministro. In mattina, poi, ci sono stati incidenti a Ramallah tra circa 200 studenti dell’università di Birzeit e i reparti delle forze israeliane. Secondo la Mezzaluna Rossa, alcuni manifestanti sono stati feriti da proiettili d’acciaio rivestiti in gomma e intossicati dai gas lacrimogeni. Anche a Nablus la notte scorsa, e fino alle prime luci dell’alba di oggi, si sono susseguiti raid dell’esercito e cinque persone sono state arrestate durante incursioni dell’esercito.

Sempre nella stessa area, fonti palestinesi riportano la notizia che coloni di alcuni insediamenti presso il check point di Hawwara hanno organizzato una marcia di protesta sulla principale arteria che porta alla città palestinese e nel campo profughi di Shuafat, a nord di Gerusalemme un palestinese è rimasto ucciso durante scontri fra dimostranti e reparti della polizia. Non passa ora che il bilancio dei morti e feriti non si allunghi. Questo pomeriggio una soldatessa israeliana è stata accoltellata vicino al ministero della difesa a Tel Aviv e l’assalitore è ucciso dagli agenti. A Gerusalemme un giovane studente ultraortodosso di 25anni è stato accoltellato da un diciannovenne palestinese che lo ha ferito al petto ed è scappato, ma è stato poi arrestato. È la quarta vittima in 24 ore: ieri nella città vecchia di Gerusalemme, una diciottenne palestinese ha accoltellato alla schiena un ebreo, a Kiryat Gat, nel sud d’Israele, un soldato è stato ferito da un diciannovenne e in serata, nei pressi di un centro commerciale a Petah Tikva, a nord-est di Tel Aviv, un trentenne di Hebron è stato neutralizzato dopo aver accoltellato diversi passanti. La follia omicida non ha risparmiato i palestinesi che da mesi, in realtà, subiscono rastrellamenti e soprusi in tutti i territori della Cisgiordania, con un acuirsi dei casi di violenza proprio nelle ultime ore. Case bruciate, bambini arrestati, donne colpite da proiettili in gomma e non sembra esserci una fine in questo gioco al massacro che non vede mai vinti o vincitori.

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