venerdì, Maggio 7

A Gerusalemme il bosco in memoria dei magistrati italiani Ventisette, come le piante che oggi, a perenne memoria di quei caduti, affondano le radici non lontano dal luogo in cui si ricordano i Giusti

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A Gerusalemme c’è la tradizione che quando si pianta un albero rinasce una nuova vita, per cui una persona, anche se è morta, viene ricordata per sempre”. Lo ha detto Enrico Mairov, Presidente dell’Associazione Lombardia-Israele e della Mediterranean Solidarity Association. Assieme a Stefano Amore, magistrato, ha ideato il bosco commemorativo dedicato ai ventisette magistrati italiani uccisi dalla fine della Seconda guerra mondiale ai giorni nostri. Ventisette, come le piante che oggi, a perenne memoria di quei caduti, affondano le radici non lontano dal luogo in cui si ricordano i Giusti.

Un’iniziativa inaugurata il 6 settembre scorso nella Foresta Presidenziale Tzora, sulle colline di Gerusalemme, nell’angolo di mondo dove, sempre secondo la tradizione ebraica, si è «molto vicini a Dio, al cielo, alla pace mondiale». È qui che è approdato il progetto, salpato all’inizio di quest’anno da Milano. Un viaggio che ha attraversato il Mediterraneo facendo idealmente tappa a Palermo, la città di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Il venticinquesimo anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio ha offerto l’occasione per tenere vivo il ricordo dei caduti al servizio della “democrazia e della libertà del popolo italiano e quindi di tutti” ha concluso Mairov.

Oltre la dimensione della memoria c’è l’orizzonte ‘polispecialistico‘: ambiente, sanità, giustizia sono stati protagonisti di un dialogo interdisciplinare. Il Keren Kayemeth Leisrael, la più antica organizzazione ecologica al mondo, ha progettato il ‘giardino’ in linea con la sua azione secolare di «rimboschimento e bonifica della Terra di Israele», mentre la rivista giuridica ‘Nova Itinera’, unitamente all’Associazione F.A.B.I.I.U.S. (Friendship Association Between Italy, Israel and United States), ha sostenuto l’iniziativa.

Il significato di una manifestazione come quella del 6 settembre si spiega alla luce dell’attualità dei progetti di collaborazione tra Italia e Israele. La Sanità è il terreno privilegiato in cui avviene questo incontro tra popoli, cullato nella prospettiva di un sistema sanitario globale. Il sodalizio in ambito medico tra l’eccellenza lombarda e israeliana già sta dando i suoi frutti. Nei giorni scorsi, secondo Mairov, si è compiuto un ulteriore passo avanti nel «grande processo di amicizia» tra i due Paesi.

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