lunedì, dicembre 17

Germania: sì a Grosse-Koalition, governo entro Pasqua Trump, bufera per frasi su Paesi dei migranti. Il presidente Usa cancella visita a Londra ma è pronto a rinnovare il congelamento delle sanzioni all'Iran

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Dopo mesi di trattative, finalmente la svolta: in Germania la Grosse-Koalition si faràI negoziatori dell’Unione (Cdu-Csu) e ora anche quelli del Spd hanno infatti dato parere positivo all’intesa raggiunta dai dirigenti dei tre partiti e rispettivi capi-gruppo. I dirigenti dei partiti dell’Unione (Cdu-Csu) e Spd si sono accordati per superare gli scogli che da settimane incagliavano i negoziati: tasse e migranti.

È stato concordato di non aumentare l’aliquota massima di imposta, come invece chiedeva l’Spd, e di permettere il ricongiungimento familiare dei migranti al ritmo di 1000 persone al mese. Trovata un’intesa anche sull’assicurazione sanitaria: si tornerà al sistema per cui i contributi assicurativi  saranno condivisi in ugual misura tra datore di lavoro e lavoratore.

«Credo che riusciremo a formare un governo entro Pasqua a condizione che il congresso Spd dia il suo consenso e che sia mantenuta la velocità che abbiamo raggiunto durante questi colloqui esplorativi», ha detto il leader dei cristiano-sociali bavaresi, Horst Seehofer. Il suo partito ha condiviso l’accordo all’unanimità.

L’intesa in Germania è «Una buona notizia per l’Europa», scrive su Twitter il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, che secondo fonti di palazzo Chigi, ha avuto oggi dei contatti con Angela Merkel e Martin Schulz dopo l’intesa. «In termini di sostanza sono molto contento di quanto Cdu-Csu e Spd hanno concordato. È un testo positivo e costruttivo per il futuro dell’Europa», commenta il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker.

«Non ho usato quel linguaggio». Così Donald Trump dopo le sue frasi ingiuriose sui Paesi di origine degli immigrati. «Quello che è stato veramente duro è stato ricevere una proposta così stravagante», ha aggiunto. «Il cosiddetto accordo bipartisan sul Deferred Action for Childhood Arrivals [sui dreamer] che ieri è stato presentato a me e ad un gruppo di senatori e membri del Congresso repubblicani è stato un grande passo indietro». Unanime la condanna internazionale.

Che il clima intorno al presidente Usa non sia favorevole lo ha capito lo stesso Trump, che oggi ha fatto sapere di avere cancellato la sua visita a Londra, prevista il mese prossimo in occasione dell’inaugurazione della nuova ambasciata americana. Lo ha reso noto via Twitter. Nei giorni scorsi la stampa britannica aveva sostenuto che la visita sarebbe stata cancellata per il timore di proteste di massa.

Intanto Trump sarebbe pronto a rinnovare il congelamento delle sanzioni contro l’Iran, secondo quanto anticipa il New York Times che parla di un annuncio imminente, forse già in giornata. Secondo il NYT, Trump intende dare un ultimatum al Congresso e agli alleati europei per modificare l’accordo sul nucleare con Teheran, altrimenti gli Usa se ne chiameranno fuori. Il presidente Usa avrebbe anche approvato sanzioni dirette contro alcuni esponenti del governo iraniano per corruzione e abusi contro i diritti umani, anche in relazione alle recenti proteste anti-governative.

In Tunisia le forze dell’ordine hanno ristabilito la calma su tutto il territorio nazionale a partire dalla serata di ieri. Fonti del Ministero dell’Interno Khalifa Chibani parlano di 778 arresti negli scontri delle ultime notti tra gruppi di giovani manifestanti e polizia.

In Egitto l’ex Capo di Stato maggiore Sami Anan si candiderà alle elezioni presidenziali di fine marzo per sfidare il presidente uscente Abdel Fattah Al Sisi. Anan, 70 anni, è stato fra l’altro capo delle Forze armate egiziane dal 2005 fino all’anno successivo alla caduta del presidente Hosni Mubarak del 2011. Al momento fra candidature ritirate, scarsa notorietà e guai giudiziari, non è emerso alcun possibile candidato che possa sfidare Sisi con speranze di successo.

Le sanzioni Onu contro la Corea del Nord hanno dimezzato l’interscambio commerciale con la Cina. A dicembre il volume degli scambi si è dimezzato, con l’import crollato dell’81,6% (54,34 milioni di dollari) ai minimi da gennaio 2014 e l’export fermatosi a 260 milioni (-23,4%). Nel 2017 l’import è sceso del 33%, a 1,72 miliardi di dollari, al livello più basso degli ultimi 4 anni, mentre l’export è cresciuto dell’8,3%, a 3,34 miliardi, ai massimi dal 2014. I dati sono stati resi noti dall’Amministrazione delle dogane di Pechino.

 

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